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Sono a Zurigo in attesa di tornare a Malpensa. BTW, era tanto che mancavo da Zurigo e non me la ricordavo così piacevole. Sarà che c’è una giornata stupenda, ma è veramente carina, specie la zona vicina al lago.

Volo Swiss. Hanno messo voli molto frequenti. Ieri sera ho cenato con un collega della Santa Anna di Pisa che mi dice che anche lui con altri ha volato Swiss. Hanno tolto i voli Alitalia da Malpensa e quindi lui da Pisa, volesse volare Alitalia, dovrebbe andare a Roma e poi tornare su. Da matti, anche perché dovrebbe stare una sera a Roma o arrivare la sera prima a Zurigo..

Morale, tutti su Swiss, come è ovvio. Che avevo scritto?

P.S.: Penso fossero dieci anni che per lavoro non volavo Alitalia (a parte un paio di casi molto particolari).

Tutti a caccia dell’Internet mobile giù le tariffe per cellulari e portatili

Chiedo scusa, mi sono perso il link all’articolo che volevo linkare. Non lo trovo più. Parlava dell’abbassamento delle tariffe 3g per i dati. Era un articolo di Alessandro Longo mi pare su Repubblica. Se qualcuno lo recupera mi fa il favore di inserire il link in un commento? Scusatatemi ma sono in una postazione volante.

Cosa è il modello Bologna? Si tratta del famoso 3+2 dei nuovi percorsi universitari. Si chiama così preché fu definito in un convegno a Bologna quando era ministro Berlinguer. E’ stato adottato in tutta Europa e ieri molti speakers hanno detto che è una grande opportunità per il nostro continente in quanto garantisce flessibilità e standardizzazione tra i diversi paesi.

In Italia il 3+2 è messo spesso sotto accusa, specie da quelli che vorrebbero tornare ai "bei tempi passati". Sono spesso anche quelli che nell’applicare il 3+2 hanno fatto una operazione molto semplice: invece di ripensare i percorsi formativi hanno semplicemente "tagliato" i corsi di laurea quinquennali esistenti in due. In poche parole, hanno fatto finta di cambiare per non cambiare nella sostanza alcunché.

Ovvio che così non funziona. Così come non funziona l’aver moltiplicato a dismisura i corsi di laurea.

Il vero problema, quindi, non è il 3+2 in quanto tale, ma certe implementazioni che sono state fatte "all’italiana". Credo sia un dato importante su cui riflettere nel momento in cui si pensa di avviare un dibattito sull’università.

Ieri discutendo delle caratteristiche che devono avere i moderni professionisti, e di conseguenza, la struttura dei percorsi formativi universitari, è stata spesso utilizzata la metafora delle persone a "T". Che significa?

Vuol dire che una persona deve avere una competenza forte in una specifica materia, un know-how che lo rende capace di approfondire un tema in modo dettagliato e competente (per esempio, Service Oriented Architecture o nuovi modelli di business per l’ecommerce). Al tempo stesso, ogni persona deve avere la capacità anche di comprendere e intendere uno spettro ampio di temi e problematiche. Deve essere, appunto, fatto a "T", con l’asta verticale che rappresenta la specializzazione e quella orizzontale l’apertura.

Sembra solo un artifizio dialettico, ma contiene un punto essenziale. Spesso noi parliamo di multidisciplinarietà e del fatto che le persone non devono essere monotematiche. Giusto, ma spesso ci dimentichiamo che ciascuno deve avere un suo ruolo, una sua caratterizzazione. Non basta sapere un po’ di tutto. Così alla fine nessuno conosce bene uno specifico argomento. Il modello a "T" è interessante: ciascuno deve avere una propria fisionomia, essendo capace di interagire con le altre "fisionomie" che incontra nel suo percorso professionale.

Sono a Zurigo. Domani parlo alla IBM Academic Conference. Presenterò come funziona il CEFRIEL e le nostre esperienze.

Oggi ho sentito diverse cose interessanti. In particolare, mi ha veramente entusiasmato il presidente (si chiama così) del Politecnico di Losanna (EPFL), una delle poche università europee nelle prime trenta al mondo secondo i principali ranking.

Il problema principale, secondo lui, è attirare buoni studenti e buoni docenti. Su questo ultimo punto, sta andando in giro per il mondo a reclutare i migliori. E lo fa in totale autonomia, certamente garantendo visibilità e accountability su quello che fa, ma senza influenze esterne all’università.

Voglio vedere cosa combineranno ora da noi con i concorsi da professori universitari, visto che tutti dicono di volerli riformare. Se uno volesse veramente mettere le università in grado di reclutare i migliori dovrebbe dare loro autonomia e accountability, non controllo dall’alto. E dovrebbe permettere di assumere i prof con contratti privati, come sta succedendo in tutte le università più competitive e dinamiche.

Scommetto che verrà proposto di tornare ai concorsi nazionali per "garantire la qualità". Così riavremmo le commissioni nazionali con 10-15 baroni che decideranno per tutti. E poi la voglio proprio vedere la "qualità".

Ci sono altri punti sui quali torno.

Ieri sera ho cominciato (sono arrivato a metà) il libro di Livadiotti sul sindacato. C’è da rabbrividire se solo un decimo di quello scritto fosse proprio così (il libro mi sembra molto circostanziato). Un’anticipazione la trovate in questo articolo.

L ‘ALTRA CASTA | L’espresso

Sembra che, nonostante le smentite di rito, ci risiamo. "Ualter" e Massimo sono di nuove in conflitto. Il secondo, a valle dei risultati negativi delle elezioni politiche e poi di quelle romane, ha iniziato ad attrezzarsi per costituire una sorta di opposizione interna. Dice che il PD non è autosufficiente e che quindi bisogna ricercare alleanze per contrastare il centrodestra. Un tuffo nell’Unione. O nel centrosinistra di 7-8 anni fa.

Io non ho mai nascosto che Ualter non mi entusiasma. Mi pare sia dotato di una grande comunicativa e ha avuto una intuizione corretta decidendo di andare da solo. Ma sulle proposte concrete e sulla scelta delle persone non mi entusiasma. Tanto per fare un esempio piccolo piccolo ma molto concreto, hanno messo sostanzialmente fuori lista Beatrice Magnolfi, salvo poi ripescarla come ministro ombra: o hanno sbagliato prima o hano sbagliato adesso.

Dall’altra parte, Massimo D’Alema ha una intelligenza finissima. Ma non condivido nè la sua linea politica nè diverse scelte concrete che ha fatto nel passato.

Siamo, intendo come PD, tra Scilla e Cariddi. E non vedo una soluzione a breve. Oppure bisogna sperare che entrambi correggano la loro linea. Ma non ci conto molto.

Fini, lascia la presidenza di An "Ora abbiamo davvero vinto" - Politica - Repubblica.it
ROMA - "Per noi è stato molto bello registrare come in modo casuale questo sia avvenuto, insieme ai successi politici di questi giorni nel ventennale della morte di Almirante. E’ la dimostrazione di una semplice ed evidente verità: si onorano i nostri morti, la nostra politica diventa centrale. E’ la dimostrazione che abbiamo davvero vinto", lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, leggendo la sua ultima relazione all’assemblea nazionale di Alleanza nazionale, tappa di quel cammino che porterà il partito allo scioglimento nel Pdl. La Russa è stato indicato reggente del partito: "La sinistra radicale non c’è più e noi dobbiamo assumere i temi della difesa dei lavoratori, i temi sociali e della sicurezza del lavoro", ha detto il ministro.

Non sono uno storico e la mia non è certo un’analisi ma solo una impressione da uomo della strada. Vedo molte contraddizioni in questa "vittoria". Si va verso l’ingresso nel PPE e questo non mi sembra coerente con il rivendicare l’eredità di Almirante. Alla fine, in AN vi è forse la presenza più forte di statalisti della PDL. 

Vediamo un po’ nel concreto cosa questo governo proporrà. Oggi Tremonti dalla Annunziata mi è parso molto prudente e abbottonato. Aspettiamo le prossime settimane.

Tremonti: «Per Alitalia soluzione italianaOra si sacrificheranno banche e petrolieri» Corriere della Sera
«Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri».

Ecco la prova del conflitto di interessi: complotto milanista anti-Moratti per drenare risorse e evitare l’acquisto di Gerrard.

La mia professoressa di italiano alle medie era una donna molto austera, dal modo di essere vorrei dire "asburgico". Bastava un suo sguardo per gelare le persone. Il suo solo ingresso in aula faceva si che ci fosse il silenzio e l’attenzione massimi.

Quando la facevamo proprio arrabbiare, magari perché non facevamo un compito o un esercizio come lei aveva richiesto, la sua espressione tipica era "mi prudono le mani" con uno sguardo tipo Medusa. Ovviamente poi non si azzardava neanche a muovere un dito, anche perché non era proprio nel suo stile. Ma quell’espressione ci raggelava perché sapevamo che in quel momento era proprio incazzata.

Bene, "mi prudono le mani".

Ho comprato un iPhone. Peraltro, lo stesso problema c’è pari pari con l’iPod Touch. Dunque cerco di sincronizzare le informazioni dal mio Mac. Ho già parlato di questo: non c’è modo di far parlare iCal e AddressBook di MacOS con il server Exchange. Per cui io di solito uso Entourage. Ma Entourage non si parla con iCal e AddressBook. O meglio, c’è scritto che dovrebbe farlo, ma se ci si prova si hanno solo casini. Quanto meno, così a me succede.

iPod Touch e iPhone loro non si sincronizzano over the air per ora con il server Exchange (speriamo nella versione 2.0). Ma non si sincronizzano neanche con Entourage Per cui, non c’è modo, realmente semplice e efficace di allineare i dati sul mio Mac on l’iPod/iPhone. Ci sono alcuni strumenti tipo Snerdware Groupcal che però fino a poco tempo fa non funzionavano con Leopard. Potrei usare Zimbra (che peraltro nelle versione enterprise non costa per nulla poco, anzi!), ma dovrei installare solo per me un sacco di roba e proprio non mi va.

Morale, una cosa cretina come spostare indirizzi e appuntamenti da un account exchange su un Apple iPod o iPhone è per me un casino.

Adesso mi si è rotto il Mac e sto usando intanto che aspetto la riparazione un notebook Vista. Carico quindi iTunes e cosa scopro? C’è una bellissima opzione per sincronizza il contenuto di iPhone/iPod con Outlook e quindi con il server Exchange.

In sintesi, è una roba che fanno già. Ma solo su PC. Su Mac devi essere condannato ad usare per forza iCal se no, nisba.

Qui non mi interessa la questione tecnologica e il fatto che ci possano essere  o meno altre soluzioni. Ritengo inaccettabile che potendo Apple renderti la vita facile (lo fanno già per una piattaforma, quindi quale sarebbe il problema?) non lo fanno.

Maledetti walled garden. Ma cosa pensano che così gli utenti siano felici? Così ci fanno solo incazzare. Per giunta poi ti mettono i blocchi come sull’iPhone, come se non fosse possibile emininarli (4 minuti 4), avendo controllato che secondo diverse sentenze è assolutamente legittimo.

Ma vogliono capirlo che più passa il tempo e più noi utenti useremo non ciò che ci obbligano ad usare ma ciò che veramente ci è utile e conveniente?

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