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WiFi a Venezia

Oggi ero a Venezia, ma non sono riuscito ad andare all’inaugurazione della rete WiFi promossa dal Vicesindaco Michele Vianello. Sono stato bloccato da una riunione di lavoro.

Sia all’andata che al ritorno ho incontrato alcuni amici blogger che hanno partecipato all’evento: Gianfranco Chicco, Lele Dainesi, Marco Zamperini e Paola Sucato.

Che dire dell’iniziativa di Michele? Non ho cambiato idea rispetto alle mie posizioni sulle reti wifi cittadine. Ma ci sono due commenti che vorrei fare:

  1. Michele ha il grande merito di sostenere non solo e non tanto lo sviluppo di una rete WiFi, ma anche e soprattutto le questioni della cittadinanza digitale e, ancora, il ruolo di Internet e delle tecnologie per lo sviluppo sociale, culturale e economico di una città. In un paese troppo spesso fermo, tutto sommato le iniziative come quelle di Michele hanno comunque un effetto positivo, nonostante le riserve e i dubbi che io continuo ad avere.
  2. Sul treno Gianfranco mi ha fatto un commento sul quale voglio riflettere meglio. Lui diceva che la rete gratuita può essere uno strumento di traino per lo sviluppo di reti commerciali, così come le versioni free sono un modo per promuovere le applicazioni pro (aggiungo io).

È un discorso da approfondire.


Two federal agencies are now ready to hand out $4 billion in grants and loans to help bring broadband to the people and stimulate the economy, but applicants have to promise to play fairly with whatever devices, applications and services users want to use.

via Wired Top Stories


Profezia

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

link: La lettera a Bagnasco di Don Paolo Farinella

In diversi mi hanno segnalato la lettera di Don Paolo Farinella (ho linkato il primo sito sul quale l’ho trovata riprodotta). L’avevo letta. Non l’avevo riproposta sul blog perché era molto diffusa.

E poi soprattutto perché mi ha fatto soffrire molto. Perché è sincera e vera e mi rendo conto che la nostra fede viene messa in crisi da atteggiamenti che rinunciano alla verità per interessi mondani. E non mi si dica che si tratta di “prudenza apostolica”.

Scrivevo un po’ di tempo fa:

A catechismo mi hanno insegnato che Gesù è Sacerdote, Re e Profeta. Il profeta è colui che annuncia con la propria vita, opere e parole quelle verità scomode che l’uomo non vuole sentirsi dire. I profeti dell’antico testamento come Geremia e Isaia ammonivano i Giudei e annunciavano il “vero re che sarebbe venuto”. Era un annuncio rivoluzionario e duro, fatto non nell’intimità delle mura domestiche, ma nel tempio e nella reggia del re. Pietro (il Papa) come vicario di Cristo è anch’egli sacerdote, re e profeta. Ma io a volte faccio fatica a vedere il profeta.

link: alfonsofuggetta.org » Blog Archive » The Shoes of the Fisherman


Ho letto due articoli che giudico molto belli su HBR. Credo siano accessibili solo a chi ha l’abbonamento. Cerco di linkare almeno l’executive summary.

What’s needed next: a culture of candor

How to be a good boss in a bad economy

Mi piacciono perché rimettono al centro alcuni valori che sento molto miei anche se forse per molti sono fuori moda e segno di ingenuità:

  • Sincerità.
  • Umanità e sentimento.
  • Condivisione.
  • Fiducia e trasparenza.
  • Responsabilità.

Se riuscite, date loro un’occhiata.

 

German universities are underfunded by international standards (see chart). Professors juggle scores of students; at top American universities they nurture a handful. In switching to the bachelors-masters degrees prescribed by Europe’s standardising “Bologna process”, many universities tried to cram bachelors degrees into just six terms. Only six German universities are among the top 100 in the Shanghai rankings (Munich is highest, at 55th). Just 21% of each age cohort gets a degree; the OECD average is 37%. A high-wage country with few natural resources cannot afford sub-par universities, as Chancellor Angela Merkel often says. On June 4th the federal and state governments approved an €18 billion plan to create more university places, boost funding for research and cultivate a small group of elite institutions. It is “a signal that research and education are being taken seriously,” says Margret Wintermantel, head of the German Rectors’ Conference.


link: Germany’s mediocre universities: On shaky foundations | The Economist

Interessante il fatto che loro facciano riferimento al "Bologna process" come un dato di fatto.

È il famoso 3+2 definito appunto in una conferenza pan-europea a Bologna. Solo noi non ci rendiamo conto dell’importanza di quella riforma. E solo noi stiamo peggio dei malandati tedeschi.

Tra l’altro alla fine dell’articolo si parla di una proposta analoga a quella che io feci per il CNR nel 2000: fare un merge tra CNR (in Germania, i loro istituti di ricerca) e Università per mettere insieme ricerca e education.

 

Sarei curioso di capire con la normativa italiana, indulti e cose varie, che gli sarebbe successo. Giusto per capire l’effetto delle recenti "riforme".

Mr. Madoff has been in jail since March 12, when he pleaded guilty to 11 criminal charges, including money laundering and multiple counts of fraud, in a massive, decades-long Ponzi scheme that bilked thousands of investors out of billions of dollars. Mr. Madoff ran the scheme for years through the investment advisory arm of his business, Bernard L. Madoff Investment Securities LLC, promising steady returns through a strategy known as "split-strike conversion." He also created an air of exclusivity by not agreeing to take investments from everyone who approached him and often recruiting investors via friends and associates.

link: Bernard Madoff, Convicted Ponzi-Scheme Operator, Sentenced to 150 Years – WSJ.com

 

> Davvero non ha un DVD di installazione di Windows Vista?
> Nemmeno il DVD di ripristino fornito con la macchina?
> A parte i problemi posti dall’hardware se proprio vuole continuare
> a battere la strada di WinPE, i driver per il suo disck
> controller si possono tranquillamente aggiungere creando
> una versione personalizzata di WinPE. Questo articolo
> di technet (primo link trovato con Bing inserendo come
> chiavi di ricerca “add driver to WinPE”) http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc749350(WS.10).aspx le spiega come
> fare a personalizzare un’immagine di WinPE.

Giorgio,

forse stiamo parlando di due cose diverse. Provo a spiegarmi meglio.

Sulla questione specifica, credo che nella scatola con il PC ci fosse solo il CD di ripristino e non il DVD con Vista. In ogni caso, non lo trovo.

Ma è proprio questo il punto. Io ho comprato per mio figlio un PC per uso Home. Lasciamo perdere per un attimo il fatto che io sia un prof., che ho un blog e un po’ di lettori che mi possono dare un consiglio o una dritta, che ho colleghi del supporto tecnico che cortesemente mi hanno fatto un favore e mi hanno aiutato a risolvere il problema.

Supponiamo io sia un utente qualunque, uno di quelli che magari non ha comprato per lungo tempo un PC e finalmente si decide al grande passo (a proposito di scarsa informatizzazione del paese).

Dunque, il giovine in questione mette in sleep il computer e va a mangiare. Torna, prova a farlo ripartire e gli viene richiesto di inserire il CD di ripristino. Già qua mi viene un po’ di dolore di panza. Ma andiamo avanti.

Il giovine non trova il CD: può capitare, o no? Mi chiama e io cerco una soluzione. La prima che mi verrebbe in mente è “faccio il boot senza estensioni”. Già questo un utente normale non credo lo possa immaginare, ma lasciamo perdere.

In ogni caso, non va. Allora penso “beh, potrò vedere il disco da un’altra macchina”: per fortuna in casa ci sono altri due mac. No, non si può.

Allora corro da Mondadori Informatica (dove ho comprato il PC): non hanno un CD di ripristino perché adesso non li distribuiscono più. Sta tutto in una seconda partizione del disco. Ottimo.

Allora, chiamo gli amici e mi dicono “scaricati una versione live”. Giusto, e che diamine: siamo nell’epoca di Internet e ho la larga banda!!!

Provo a scaricare Win PE (che mi è stato suggerito, a torto o a ragione), ma dal sito Microsoft mi viene detto che lo posso scaricare solo da un Windows Genuine. Quindi io dal mio mac non posso. Quando finalmente riesco a scaricarlo su un altro PC, è in formato IMG che Vista non riconosce.

A quel punto scarico anche Knoppix. Ma non riesco a bootstrappare perché il PC ha il bios inaccessibile e non si possono cambiare le opzioni di boot. Ovviamente lo vengo a sapere, dopo un paio di ore di inutili tentativi ieri sera, solo questa mattina quando il buon Andrea, ravanando su un po’ di Forum, scopre l’arcano.

Finalmente fanno il boot con Win PE che però non ha un piccolo componente: il driver del disco, un dettaglio. Tu giustamente mi dici che andando su Technet posso aggiungere il driver …

Ma ci rendiamo conto che io volevo 1) cercare di riprendere un file Word da un disco che funziona regolarmente, 2) rimettere a posto un sistema operativo che si è corrotto semplicemente spegnendolo e che non riparte con nessun metodo tra quelli disponibili? E ci pensate cosa potrebbe fare un utente ancora meno smaliziato di me o con minori possibilità di chiedere ad amici o di smanettare su qualche decina di forum per capire che sta succedendo?

Poi ci lamentiamo della scarsa penetrazione dell’informatica. Forse un esame di coscienza “noi informatici” dovremmo anche farlo.

Questo volevo dire.


Follia

Il mio collega Andrea mi dice che sul PC di mio figlio non potevo fare il boot da CD o chiavetta USB perché a livello hardware su quel modello inibiscono la modifica delle opzioni di boot. Quindi Andrea (che ha letto la cosa su un forum) ha dovuto aprire il PC, togliere il disco e spostare un jumper.

Adesso possiamo finalmente bootare da CD o USB. In compenso in WinPE manca il driver per leggere il disco …

Quindi a questo punto uso Knoppix. Oppure uso il disco del PC via USB su un altro PC/Mac.

Ma ditemi voi se è possibile …


link: Scary picture – Paul Krugman Blog – NYTimes.com


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