Lo so, è fine anno. Dovrei stare a festeggiare. Invece sono seduto sul divano. Per un po’ ho guardicchiato annoiato la TV. Adesso ho messo la cuffia e ascolto un bel disco di John Zorn, artista che non conoscevo.
Mi sono messo a leggere gli articoli sul mio Feedly. In particolare, leggo (e poi ascolto) l’intervista del sindaco Moratti al Corriere. Spiega perché vuole intitolare una strada a Craxi. Se posso sintetizzare, dice che Craxi è stato uno statista, che ha fatto molte cose positive e ha fatto degli errori in un sistema che funzionava secondo quello schema. È l’unico peraltro che ha pagato, l’unico che ha avuto il coraggio di dire la verità davanti al parlamento. La Moratti dice anche che la storia dovrà studiare e dare un giudizio sereno di Craxi, del suo operato come politico. E dice anche che questa sua proposta di intitolare una strada a Craxi serve per superare le divisioni. Cita anche Lincoln per dire che una casa divisa è destinata a crollare.
Ora ci sono diverse cose che non capisco:
- Craxi è l’unico che ha pagato? Per certi versi si. Altri hanno pagato (Forlani è uscito dalla vita politica), ma non hanno subito condanne pesanti come Craxi. Per altri versi, un politico come Andreotti, accusato di crimini ben più gravi, è andato in tribunale, si è difeso, ha atteso le sentenze in Italia.
- Gli storici dovranno dare un giudizio pacato di Craxi e di quegli anni? Sono d’accordo. Ma allora lasciamoli lavorare o stimoliamone il lavoro. In base al giudizio degli storici capiremo meglio se è sensato o meno dare a Craxi i riconoscimenti che secondo alcuni meriterebbe.
- Infine, la cosa che mi colpisce di più: secondo la Moratti intitolare una via a Craxi servirebbe a superare le divisioni. Ma quali divisioni supererebbe? Mi pare che nel momento stesso in cui ha lanciato la proposta si è aperto un dibattito che ha rispaccato il paese.
Io posso essere anche d’accordo sul fatto che sia necessario ripensare a quegli anni senza animo forcaiolo, ma cercando di capire che è successo fino in fondo. C’erano i mariuoli, ma c’era anche un sistema di potere che si reggeva su quell’equilibrio e che era trasversale. Dobbiamo capire di più quanto è successo e quale sia stato il ruolo dei diversi partiti e dei singoli.
Ma allora facciamolo seriamente, senza queste sempllficazioni che servono solo a radicalizzare le posizioni e a rendere ancora più forte lo scontro tra le diverse anime del paese.