Qualche giorno fa, un articolo del Corriere ha generato molto dibattito sulla rete. L’articolo segnalava che in Italia 6 imprese su dieci assumono in base alle conoscenze e non al curriculum. Il dato in sé si presta a diverse interpretazioni. Potrebbe voler dire che si assume solo tramite raccomandazioni, oppure che usiamo più il networking che gli strumenti “standard” del mercato del lavoro.
Al di là delle diverse interpretazioni possibili del dato, è importante notare che all’epoca di Internet cambiano le dinamiche anche del mercato del lavoro e quindi dovremmo aggiornare le nostre modalità di valutazione dei fenomeni. Qui di seguito un articolo interessante sul tema:
Find a Job with Massive, Structured Networking – Bill Barnett – Harvard Business Review: “Whether you’re searching for your first job, considering a career change, or seeking opportunities while unemployed, finding a job can be one of the toughest challenges you ever face. How should you conduct a job search?
You start with a personal value proposition (PVP), as I’ve discussed in a previous blog post. Your PVP is the target position and why you’re right for that position. Even with a strong PVP, however, attractive opportunities won’t land on your doorstep. You must go out and find them. That’s the hard part.
The best source of possible jobs is networking. The way to succeed at networking is to reach out broadly to people who can help. The way to fail is to limit your contacts to the few people you know well. Massive outreach is the only reliable path to victory.”











Ma quando un’ azienda privata assume si assume la responsabilità di ciò che fa, i soldi li toglie di tasca sua, perché dovrebbe guardare i curriculum? io li strapperei se me li portassero.
Questa logica della differenziazione dell’azienda privata rispetto a quella pubblica mi fa’ inorridire; da sempre. Probabilmente però sono io ad essere in errore, infatti si è sempre parlato a favore delle televisione private che non costano; dei dipendenti fannulloni o assenteisti, che bastano siano dipendenti di aziende private e non fanno male a nessuno; della corruzione dei manager e mala gestione degli appalti, che sempre nelle aziende privte non nuocciono a nessuno; e via discorrendo. Ripeto, sarò pure in errore, ma ho intenzione di perseverare continuando a pensare che, forse, sono ancora più dannosi.
Un’ azienda che sta sul mercato ha l’ obiettivo di rimanerci ed aumentare le quote di mercato per il bene degli azionisti, dei propri dipendenti e di quelli futuri che potrà assumere, oltre che per la ricchezza che produrrà per il Paese. Nelle assunzioni bisogna tener conto di come la persona assunta riesca ad adattarsi al contesto aziendale in modo da apportare valore all’ intero sistema, e queste cose non si trovano scritte sui curriculum.
Osvaldo, io ho contestato solamente la filosofia contenuta nel pensiero:”Ma quando un’azienda privata assume si assume la responsabilità di ciò che fa, i soldi li toglie di tasca sua”.
Ecco, quel “i soldi li toglie di tasca sua”, son delle belle favole che, a molti, fa comodo far girare; soprattutto perché c’è gente disposta a crederci.
Forse mi sono espresso male, cerco di spiegare meglio il senso: l’ aziende si assume la responsabilità economica delle scelte che fa.
Colgo l’ occasione per augurare un Felice 2012 a tutti.
non c’entra: per questo ci sono i colloqui.
Forse dici questo perché non ti è mai capitato di essere valutato da gente cretina, ti auguro non ti capiti mai nella vita.
quello che mi affascina degli Americani è che di qualunque cosa ne cercano la sistematizzazione. anche a costo di non riuscirci