Senza titolo, LA RAI “TASSA” ANCHE I COMPUTER DEGLI…: “Un altro assurdo balzello si abbatte sulle imprese italiane. Questa volta è la Radiotelevisione italiana ad esigere il pagamento dell’abbonamento speciale per il possesso di apparecchi come computer e simili, normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi televisivi. “
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19 Responses to Pura demenza
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Anche in UK (che ammiriamo tanto sul discorso TV pubblica, e giustamente) e’ cosi: si paga se si e’ in possesso di un qualsiasi apparecchio che permetta di vedere la BBC e dato che la BBC trasmette anche via internet…
aggiungo: costa comunque come un singolo canone normale (uno per ufficio) e c’e’ chi, volendo, riesce a non pagarla appellandosi alle parole usate nella normativa (che menziona esplicitamente “se qualcuno in ufficio guarda o registra la TV in diretta”). Ma in linea generale ogni ufficio e’ tenuto a pagarla a meno che non posso provare con certezza che nessun dipendente guarda mai la TV in streaming neanche per qualche secondo…
Non e` affatto vero, la licenza la devi pagare solo se guardi in streaming la bbc.
http://www.tvlicensing.co.uk/check-if-you-need-one/business-and-organisations/shops-and-offices-aud17/
Concordo sul fatto che sia una cosa priva di ogni logica. A me in passato è capitato, per sbaglio, di comperare per la società un monitor alla Metro al volo senza nemmeno guardare troppo, peccato che fosse anche TV, e mi sono visto recapitare la richiesta di pagamento dell’abbonamento RAI…Ho impiegato 4 anni per uscirne, e mi è costato 5 volte il valore del monitor, tra l’altro (sempre senza nessuna logica) le aziende pagano il doppio dei privati. Unica formula che potrebbe avere senso è l’on demand. Che la RAI si sposti completamente su Internet e che chieda a chi vuole vedersi in streaming dei programmi nuovi o vecchi (con prezzi diversi) il pagamento legato all’uso effettivo, o preveda formule di abbonamento internet ai contenuti specialistici. Tutto il resto è fuori da ogni logica e si chiama tassa. Magari l’on demand RAI risulterebbe per essere anche una botta di vita alla banda larga. La TV è morta, prima lo si capisce…al momento serve solo per l’imbonimento degli analfabeti informatici.
Mattia: come ho scritto nel secondo commento, se puoi provare che nessuno al lavoro guarda la bbc in streaming (compresi gli ospiti dal loro smartphone personale…) allora puoi non pagare. Ma l’onere della “prova” spetta a te e non ho mai sentito nessuno che ci sia riuscito (anche perche’ si tratta di mettere in piedi procedure e audit per evitare di pagare £145.5)
Tu quindi sai di aziende che pagano la licenza pur non avendo nessun televisore? Se le cose stanno come dici tu non capisco per quale motivo la BBC abbia fatto pressione sul governo per cambiare la legge e abbia ottenuto un “no” deciso. Un no giustificato dal fatto che finche` il numero di televisori venduti in UK continua a crescere non c’e` motivo di intervenire.
tutte le aziende che conosco e con cui se ne e’ parlato la pagano (2 o 3, non e’ esattamente un argomento da small talk) + la mia azienda
Questa tassa, assurda, c’è da sempre!
Fatemi capire.
Esiste Internet che è fatta di computer connessi in rete tra di loro.
Esiste un’argomentata discussione verso un diritto a Internet, inteso anche come principio di neutralità della Rete e la considerazione della conoscenza in Rete come bene comune, al quale deve essere garantito l’accesso.
A un certo punto, abastanza in ritardo, l’azienda televisa ex monopolista di stato, decide di rendere fruibili alcuni servizi su Internet.
Quindi l’azienda di sopra, in qualche modo, tasserebbe Internet in virtù di un Regio Decreto del 1938?
Mi sembra che ci siano più cose da aggiustare a aprtire dal Regio Decreto del 1938 che a questo punto è sembrerebbe incompatibile con Internet.
Ovviamente non sono contrario all’idea di pagare un servizio quando effettivamente mi trovo ad usufruire di tale servizio. Tuttavia, in questo caso è da capire se l’ultima arrivata – la RAI – stia semplicemente facendo la furba, peraltro attuando comportamenti limite addirittura anti Internet.
Prima di tutto osservo l’assoluta intollerabilità di un comportamento, come dire, da furbetto del quartierino, da parte della RAI. Peraltro esistono le tecnologie per consentire la cifratura e l’accesso riservato a servizi che quindi possono essere commercializzati.
In ogni caso è un fatto triste e si comprende come si faccia di tutto per non integrarsi con Internet.
Verrebbe la voglia di oscurare il sito.
…
Ora che ci penso, cosa succederebbe nel caso in cui il client DNS o il firewall aziendale bloccasse l’accesso a http://www.rai.it.
Figuratevi un po’ cosa potrebbe accadere a livello nazionale: la RAI come le numerazioni 199, devi sbloccare per averla.
E’ quello che vogliono?
ci dobbiamo sempre lamentare…e intanto ci hanno fatto vedere la farfalla di belen!
E’ vero, ma rifletti sulla eventuale necessità di chiudere l’accesso al sito presso la tua sede. Per quella farfalla rischi di pagare il canone tagliando i fondi a qualche ricercatore.
Caricare un costo fisso sul possesso ha senso solo se non riesce a misurare l’utilizzo effettivo del singolo punto di utilizzo- come appunto era il segnale tv.
Detto questo, risultano 2 miliardi di utenze internet: http://www.internetworldstats.com/stats.htm
Dato che *potenzialmente* tutti questi possono usufruire di RAI E BBC, quale sarebbe l’intenzione di RAI E BBC? tassare obbligatoriamente 2 miliardi di persone a meno che non dimostrino di essere innocenti e di non guardare i loro programmi?
…perché RAI e BBC non si sforzano a capire come utilizzare le tecnologie attuali in maniera sensata, invece che trattare internet come “soltanto un giochino”?
Ho appena letto questo, per esempio: http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/102?url=AaWYfZtE
Comunque, perché non si dica che noi italiani siamo sempre gli ultimi della classe per questo genere di cose, a Vienna mi si è presentato uno alla porta di casa dicendo che il canone loro (che non si chiama canone Rai, ma funziona in maniera simile) si paga anche solo se disponi di una connessione internet in casa. L’unica maniera per non pagarlo è dimostrare di essere senza radio, tv e internet! In termini logici avrebbe molto più senso tassare l’aria (che è un bene esclusivo, mentre le informazioni non lo sono).
Eliminare il canone/tassa di possesso tout court.
Far pagare esclusivamente ciò che si ascolta/vede e solo per il tempo che se ne fruisce. Telegiornali principali gratuiti. Forse ci guadagnerebbero pure.
gianca: una cosa importante, anzi importantissima: la BBC non ha pubblicita’ da *nessuna* parte: TV, radio, internet. E la qualit’ dei programmi e dell’informazione e’, IMHO, prima al mondo
Vedi Marco, il discorso qualità sarà anche vero ma nulla toglie all’insensatezza del modello di billing.
Seguendo fino in fondo il ragionamento di questi enti parà-statali, ci sono 2 miliardi di persone di cui 500 milioni in Europa che dovrebbero immediatamente ricevere cartelle esattoriali da tutte le decine o centinaia -quanti sono, non lo so- di tv statali in tutto il mondo che richiedono la loro gabella.
Ti sembra una logica seria e sensata?
sono due discorsi diversi: se non sei in UK non puoi vedere la stragrande maggioranza dei programmi della BBC online (certo, puoi passare da un proxy in UK, etc, etc).
Non nego l’assurdita’ nell’esigere un pagamento in seguito ad una decisione unilaterale “da oggi facciamo anche streaming e quindi devi pagare”) ma la rimozione della pubblicita’ e dell’interferenza politica unita alla qualita’ dei programmi rende il pagamento del canone in UK una tassa come qualsiasi altra: la paghi perche’ cosi lo stato puo’ fornire un servizio pubblico degno di questo nome.
Come tassa ci può benissimo stare. La connessione domestica ad internet, la fornitura dell’energia elettrica, ecc. in linea teorica possono essere utilizzati per evitare fenomeni di evasione.
Non cedo sia invece la strada per aumentare furbescamente i fatturati.
Ci sono molte realtà connesse ad internet che non hanno alcun interesse alla rai e che utilizzano la rete per altra ragione.
Ad esempio, una stazione CAD con la connessione di di rete deve pagare il canone RAI?
DIETROFRONT RAI, NESSUN CANONE PER PC (Ansa)
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/02/21/visualizza_new.html_102292959.html
..Devono aver letto il post di Alfonso e i commenti. Attenti quando acquistate un monitor per l’azienda (soprattutto se lo fate alla GDO o alla Metro, leggete bene che da qualche parte non ci sia scritto TV, La RAI non ve lo perdonerebbe…