10 Comments

  1. Paolo Bizzarri said:

    Sull’argomento credo sia utile esaminare quanto è stato fatto in Toscana con la rete di cooperazione applicativa E-Toscana, e con la definizione e l’esposizione di service di vario tipo fra attori molto diversi.

    25/03/2012
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      • Paolo Bizzarri said:

        Esatto. In più c’è stato il lavoro di definire servizi tramite RFC, che vengono gestiti e sviluppati in modo indipendente.

        Di fatto è il livello a cui accennavi, perchè la rete è aperta a soggetti terzi.

        25/03/2012
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  2. Andrea said:

    Strettamente legato al tema dei open service c’e’ il tema se e come far pagare questi servizi. Mettere on line un foglio csv pgni tanto non e’ come mostrare in tempo reale il flusso veicolare di una citta’. Che modello di business dare?

    Quanto alla provocazione culturale sul senso di incompletezza…essendo un databasista di formazione le procedure tecnico informatiche altro non sono che flussi imformativi (spero che i softwareisti non se la prendano :)

    26/03/2012
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  3. Da vecchio informatico dalla pellaccia dura mi sembra che gia’ le classi in C implementassero i dati in modo non accessibile al loro interno e rendessero invece pubblici metodi e funzioni per la loro manipolazione…
    Certo, le classi di un linguaggio di programmazione sono un argomento molto tecnico. Nel post si parla di interazioni a livello “sociale”. Pero’ mi sembra la generalizzazione e l’estensione dello stesso concetto.

    27/03/2012
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  4. Walter Volpi said:

    Ciao, ad integrazione della discussione segnalo che il sito che contiene le RFC e.Toscana (ogni RFC e.Toscana si tratta di un documento con una struttura standard che descrive il servizio con allegato WSDL, XML-Schema annotati ed esempi di utilizzo) sono pubblici e presenti sul sito http://web.rete.toscana.it/eCompliance. Segnalo inoltre che le RFC e.Toscana sono circa 220 e che le loro implementazioni sono erogate fruite praticamente da tutti i soggetti pubblici del territorio toscano (ASL, Comuni, Province, ..) e che il numero di servizi richiesti (messaggi scambiati) supera i 100 Milioni al mese. Stiamo lavorando per creare Data Set in ottica OLD direttamente “prelevando” i messaggi in transito sull’infrastruttura CART.

    28/03/2012
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    • Walter Volpi said:

      ..dimenticavo..la parte più importante CART è un’infrastruttura utilizzata anche da soggetti privati ossia è funzionale all’integrazione delle applicazioni di soggetti pubblici con quelli privati. Un esempio: ciclo ordine/bolla/fattura dei farmaci fatti da soggetti pubblici (ASL) verso soggetti privati (ossia distributori del farmaco). E’ dunque una infrastruttura SOA che integra la cooperazione applicativa (SPCoop) della PA con servizi erogati da soggetti privati.

      28/03/2012
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  5. Condivido l’approccio “duale” di Fuggetta sul tema degli OpenServices; nei full openservices si può mettere quell’intelligenza sui dati che deriva dalla conoscenza degli stessi e dalle competenze business di chi li mette a disposizione, rappresentando così un valore aggiunto rispetto ai semplici opendata, valore che potrebbe essere in taluni casi monetizzato.
    Esempio di weak openservices (dati fruibili via servizi REST SOCRATA):
    https://dati.lombardia.it

    Esempio di full openservices (dati e funzionalità fruibili via REST ESRI: http://www.cartografia.regione.lombardia.it/ArcGIS93/rest/services

    28/03/2012
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  6. Pietro said:

    Ottime considerazioni.
    Segnalo indicepa.it come servizio che implementa entrambi gli approcci: opendata scaricabili ed un accesso diretto al beckend ldap.

    01/04/2012
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  7. Prima considerazione da cittadino tecnico: finchè l’Inps pagherà pensioni ai morti, concentrarsi sugli open data (come fa una folta compagnia di giro di talebani di tutto quello che è open) il paese e il debito pubblico non si ridurrano.
    Secondo: la SOA è stata inventata per connettere sistemi eterogenei di organizzazioni diverse e non per ridurla a mero collante di sistemi informativi patchwork interni ad una stessa organizzazione, e se si fosse compreso questo per tempo, l’Inps da tempo non pagherebbe pensioni ai morti, le scuole non chiederebbero diplomi in originale per le iscrizioni e io non avrei dovuto fare ricorso ad una commissione tributaria per evitare di pagare la TARSU ad un comune dove non abito da anni.
    Ma tutto questo non si fa perchè i talebani dell’open vogliono i dati per controllare (disdegnando l’efficienza dell’automazione che è poi lo scopo per cui sono stati inventati gli elaboratori e le reti e gli standard per farli dialogare).
    In definitivam, questo paese sull’orlo del baratro (lo dice il duo Monti/Fornero!) non automatizza ma spende i pochi spiccioli rimasti per accontentare i talebani di cuo sopra e la loro “ossessione” per il controllo che, come spiega la psicoanalisi, è una nevrosi grave, parente stretto dello stalking.

    01/04/2012
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