Il popolo della rete non esiste

Il popolo del web non esiste | Il Post: “Nella sua rubrica quotidiana su Repubblica, ‘L’amaca’, Michele Serra scrive oggi dell’espressione ‘il popolo del web’, un’’assurda dicitura’ che viene utilizzata molto spesso dalla stampa e dai mezzi di comunicazione in genere per descrivere un gruppo vago e indistinto di persone a cui vengono attribuite prese di posizioni, polemiche e opinioni.”

L’ho twittato giorni fa:


Conto anche di tornare sull’argomento nei prossimi giorni. Credo sia un danno che si fa in primo luogo alla sviluppo della stessa rete.

6 Comments

  1. Tom said:

    “Il popolo della rete” come movimento “politico” nel senso piú ampio non esiste. Peró, esistono persone consapevoli del ruolo importante che hanno certi temi molto spesso sintetizzati con espressioni “Internet, Information Technology, Banda Larga ecc…).
    Non esiste neppure un popolo dell’ingegneria o della medicina o delle biotecnologie ecc… eppure tale assenza di “popolo” (ironia) non preclude a questi temi di essere presi nella giusta considerazione.
    La tristezza vera che c’é gente che ancora perde tempo a leggere Michele Serra.

    03/06/2012
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    • Tom, il problema esiste. Ripeto, ne voglio scrivere tra qualche giorno. Ma qui non c’entra Michele Serra. E su questo credo abbia ragione: leggi l’articolo.

      03/06/2012
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  2. gianca said:

    Direi che è uno snobismo degno di qualche relitto settantenne.. Ma mi viene anche in mente il “Popoloo Italiano” del duce. Dato che su Repubblica non sarà certo qualche relitto fascista a scrivere, probabilmente quel “popolo” sta a rimarcare una presa di distanze con un tocco appunto -snob.

    04/06/2012
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  3. Valerio said:

    Condivido, non ha davvero senso. E’ come parlare del “popolo della brugola”
    Valerio

    05/06/2012
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  4. Lorenzo B. said:

    Identificare un popolo con lo strumento che usano per informarsi e condividere le idee è ridicolo.

    07/06/2012
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  5. Aldo said:

    Non credo esista UN popolo della rete, ma… sembra che ci serva!
    Forse molti cittadini italiani, specialmente tra i più giovani (con meno di cinquant’anni), stanno prendendo consapevolezza della rete intesa come strumento di comunicazione.
    Uno spunto di riflessione potrebbe riguardare la trasversalità di questi frequentatori della rete.
    Ovviamente è una trasversalità intesa come fenomeno in grado di coinvolgere tanto la destra quanto la sinistra. In ogni caso, si tratta di una trasversalità interessante in quanto tende presto all’ortogonalità con le forze, o meglio con gli strumenti di rappresentatività tradizionale.
    L’aspetto pittoresco, a mio modo di vedere, è che, in definitiva si tende a riproporre i modelli tradizionali impiegando strumenti e modalità innovative. In effetti, l’esigenza di distinguersi e di rendersi identificabili sembrerebbe contaminare il nuovo modello emergente con le deviazioni a cui siamo abituati.
    Se non è il Popolo di destra, se non è il Popolo di sinistra… quale popolo mai sarà?
    D’altro canto, se non esistesse un popolo della rete che sembrerebbe collezionare consensi a scapito delle forze tradizionali, sarebbe ancora legittimo parlare del popolo della destra e di quello della sinistra? In assenza di adesioni e consensi?
    Che sia il Popolo di quanti non riescono a trovare spazio? Dunque sarebbe necessariamente più ortogonale che trasversale?

    11/06/2012
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