12 Comments

  1. Gigi Tagliapietra said:

    Condivido in pieno il tuo ragionamento.

    07/06/2012
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  2. Asa said:

    Impeccabile. La retorica della rete finisce per trascurare il fatto che in rete, come nel mondo reale, ci sono persone degnissime e perfetti imbecilli. Bats frequentarla per rendersene conto.
    Il problema di cui dovremmo discuetere tutti, e che è molto attuale – e ti ringrazio di averlo evocato – è come attivare un meccanismo di coinvolgimento ampio nella definizione dell’agenda pubblica.
    E’ un problema cruciale, per questo Paese, con una élite dirigente drammaticamente in ritardo sulla realtà, o troppo legata a interessi di parte.
    Per far questo, però, occorre auemntare il livello di civiltà del confronto, oggi bassissimo. SOlo con il contributo di tutti si può uscirne.

    07/06/2012
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  3. Andrea said:

    Condivido tutto, tranne il pumto che i candidati non dovesero avere dei programmi. La legge puo’ essere aplocata in modo piu’ o meno rigido e i responsabili agcom possono proporre al parlamento modifiche a norme che non consentonoloro di fare quello che agcom dovrebbe fare.

    07/06/2012
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  4. Eurolegal.it said:

    Buonasera Fuggetta, concordo con le sue riflessioni critiche che reputo sagge ed opportune. Evidenzio tuttavia che, nella gara a far peggio, le Camere hanno addirittura superato l’ineffabile “popolo della rete” (che pure era riuscito ad esprimere, con certe opinabili campagne promozionali, l’indole più contraddittoria di sé).
    Aggiungo che, fintanto che non verrà modificata la legge che attribuisce natura di atto di investitura parlamentare non sindacabile alle nomine dei Commissari AGCom, magari prevedendo al suo posto l’introduzione di un più semplice concorso pubblico per titoli ed esami – soprattutto ESAMI! – sul tipo dei bandi europei e con sensibile riduzione degli emolumenti per le cariche (cosa che, stante ciò che è avvenuto ieri e nei giorni scorsi, con la corsa al deposito del CV, diviene improcrastinabile per ripristinare un minimo di credibilità nelle Istituzioni), sarebbe utile stabilire (per questi tipi di nomine) una prassi procedurale, condivisa da tutte le forze parlamentari, che obblighi i candidati a sottoporsi ad audizioni in streaming pubblico, con possibilità per soggetti terzi appartenenti alla società civile (avvocati, ingegneri, funzionari amministrativi del settore, imprenditori, attivisti per la tutela dei diritti umani, etc.) di rivolgere loro, direttamente in videoconferenza, domande di elevato contenuto specialistico per verificare, IN CONCRETO, il reale grado di preparazione tecnico-giuridico di ciascuno di essi (giacchè il più delle volte esso appare “gonfiato” ad arte nei CV, come sagacemente evidenziato, sin dal primo giugno, da un acuto editorialista di “The Frontpage” qui: http://www.thefrontpage.it/2012/06/01/nomine-agcom-ma-mi-faccia-il-piacere ). Dico questo perchè anche la scelta sulla base del curriculum spesso può risultare impropria e fuorviante giacchè l'”autorevole” e “noto” candidato può da tempo non occuparsi più dei temi specifici oggetto della funzione di che trattasi, avendo delegato l’aggiornamento su di essi a giovani collaboratori di studio (i quali, sebbene non abbiano le “lunghe esperienze” che impreziosiscono il CV del loro dominus, dimostrano in molti casi di saperne più di lui, e ciò vale in particolar modo nelle materie relative all’innovazione le quali – com’è ovvio – sono in perenne evoluzione e pertanto richiedono una attenzione costante e meticolosa rinvenibile più in giovani menti).
    Detto questo credo vada fatta anche una più approfondita analisi (a cui pure lei ha opportunamente accennato) sulle suggestioni (ed anche sulle manipolazioni) della c.d. “intelligenza collettiva di Internet”, agevolate oggi dall’euforia nell’uso dei nuovi tecno-strumenti di massa ed utilizzate in modo ambiguo (e talvolta anche spregiudicato) da professionisti della comunicazione per indirizzare le opinioni della gente comune e per veicolarne il consenso (in modo più o meno consapevole). Il che, a parer mio, concreta un serio pericolo per il libero arbitrio e per lo stesso ecosistema di Internet (e credo che bene abbia fatto il Presidente Napolitano a sottolinearne nei giorni scorsi i potenziali rischi per la democrazia).

    07/06/2012
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  5. Gi said:

    Senza volerci di proposito rifletterci più di tanto, altrimenti avrei soltanto di che farmi venire un travaso di bile, solo un paio di punti interrogativi. In qualsiasi modo si chiamino, queste presunte autorità di garanzia, il minuscolo è voluto, quali domande dovrebbero soddisfare? In quale sano paese coloro che debbono essere controllati decidono chi deve far parte dell’ autorità di controllo che li deve controllare? Ammesso che queste autority esistano per quello che sulla carta si vorrebbe che facciano, e così non è, sono prive di ogni potere sanzionatorio (potrebbe essere diverso?); che potere quindi potranno mai avere?
    Le lunghe mani politiche, ammesso che non ce ne fossero mai accorti, e in molti, nel nostro disgraziato paese, vivono con irrancidite fette di salame sugli occhi, ci hanno dimostrato ancora una volta in questi ultimi giorni a quali perverse logiche rispondono.
    Rete, curriculum, ma possiamo metterci insieme anche primarie, “riforme”, e chi ha più fantasia più ne metta, senza dimenticarci ovviamente del finanziamento ai partiti, non sono altro che fumo democratico ad uso delle sopra menzionate fette di salame.

    07/06/2012
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  6. […] Michele Serra qualche giorno fa, ma la sintesi migliore credo sia quella che potete leggere sul blog di Alfonso Fuggetta: Chi e cosa definisce “il popolo della rete”? Un hashtag? I TwitterID? Il […]

    08/06/2012
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  7. alfonso said:

    bellissime dissertazioni, gran belle parole, sintassi e grammatica quasi perfetta, ma la realtà è un’altra, quella che in qualche modo ha centrato gi con il suo commento e che proverò senza giri di parole e funamboliche espressioni a sottolineare.
    le cosiddette autorità in italia sono semplicemente le metastasi della politica.
    tutto ciò che nomina la politica a suon di sconcertanti compensi costituiscono l’unica vera “rete” di protezione di se stessa.
    possibile che si perda ancora tempo e nessuno si sforzi di rimuovere le fette di salame dagli occhi?

    09/06/2012
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    • Aldo said:

      Esiste una possibile interpretazione estensiva?

      Le Università sono forse la metastasi della politica? I giudici sono forse la metastasi della politica? Gli arbitri di calcio sono forse la metastasi della politica? L’economia è forse la metastasi della politica? Le banche sono forse la metastasi della politica? Le leggi italiane sono forse la metastasi della politica? Lo Stato è forse la metastasi della politica?

      D’altro canto quando si nomina un Rettore vengono forse guardati tutti i CV? Quando si nomina un arbitro vengono forse vagliati i CV? Quando si nomina un banchiere forse vengono vagliati i CV?
      Quando NOI votiamo i parlamentari guardiamo il CV?

      Ovviamente si presume di si…

      Dunque noi stessi saremmo la metastasi di chi votiamo e chiamiamo a rappresentarci?

      Una cosa però è certa: costoro ci rappresenta molto bene. Quantomeno sono coerenti con la confusione e il populismo di maniera che emerge in molti commenti.

      11/06/2012
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  8. gianca said:

    Qualcuno lo conosce, l’amico di Monti? a parte Monti.

    09/06/2012
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  9. alfonso said:

    caro aldo, tutto il sistema italia è in metastasi, ed io, come credo tanti altri italiani, ci sentiamo traditi dalla politica, piuttosto che responsabili.
    la prossima volta voterò un populista come grillo, tu sarai libero di votare ancora bersani, alfano, casini, maroni, di pietro o vendola!

    11/06/2012
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    • Gi said:

      Gli italiani traditi dalla politica?
      Ohibò! Un tradimento avviene una volta, una prima volta, se la storia prosegue e si perpetua nei e con i comportamenti, mi viene un po’ difficile chiamarlo tradimento.
      Il cosiddetto tradimento degli italiani da parte della politica, o sarebbe meglio dire dei politicanti, è avvenuto almeno 40 anni fa. Molti italiani si sono accorti del tradimento, e cosa hanno fatto? Si sono messi un cappello in testa e facendo finta di nulla hanno continuato a mantenere i fedifraghi. Questa, per me, si chiama responsabilità. :-(

      12/06/2012
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  10. Aldo said:

    La barca affonda (sistema Italia in metastasi). Gli ufficiali mi hanno deluso (bersani, alfano, casini, maroni, di pietro o vendola). Appena in porto (prossime elezioni) sceglierò un altro equipaggio (voterò un populista)…

    Io credo che la nave affondi a causa di una falla che non ci curiamo di valutare da almeno 10 anni.

    Nel mio settore (TLC/ICT), in Italia, a volerla considerare, una certa crisi e/o recessione si misura dal 2002. Sarà per questo che incontro molti ingegneri italiani (peraltro ex colleghi) in giro per l’Europa…

    Adesso il contagio ha toccato altri settori dell’economia. Però solo quando sono arrivati al portafoglio le persone si sono incavolate.

    Sbaglio o 2/3 anni fa nelle televisioni si diceva che la crisi americana non ci avrebbe colpito, ma solo sfiorato. Ma come fa un black out a non sfiorarti? Come fa una perdita di pressione su tutta la rete idrica a non sfiorarti?

    Ma guarda un po’… Se l’economia americana non gira, anche la nostra ne risente (infatti si chiamo sistemi interconnessi).

    Sbaglio o qualche mese fa dicevano che il pareggio è la ricetta. Ma qualsiasi pincopallino doveva ricordare che i bilanci vanno redatti in base al principio di continuità economica. E’ ovvio che puoi pareggiare i bilanci di tutte le Università italiane vendendo gli immobili, i banchi, le scrivanie e licenziando il personale, ma la continuità?

    Ma guarda un po’… Ora si pone enfasi sullo sviluppo.

    Visto che gli altri sono già stati provati, tenta pure con Alì Babà. Tanto la fiaba è sempre la stessa.

    Occorre qualcosa di più…

    12/06/2012
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