Volevo usare Sky Go per vedere le Olimpiadi. Non posso in quanto non mi trovo sul “territorio della Repubblica Italiana”. Ma Sky Go non dovrebbe servirmi proprio quando sono in giro? Allo stesso modo, non posso usare l’applicazione di RaiTv su iPad.

Mi hanno fatto notare che probabilmente tutto questo è dovuto al fatto che ci sono problemi con i diritti di autore. Un altro piccolo segno di una legislazione pensata per un mondo che non esiste più e che andrebbe profondamente rivista. Che senso hanno queste limitazioni nel mondo di Internet, della globalizzazione e delle persone sempre in movimento in giro per il mondo? È perché mai il mio diritto a vedere una cosa deve dipendere da dove mi trovo o dal tipo di device che uso?

Il mondo è cambiato, piaccia o meno. Vogliamo farcene una ragione?

Location:Park Newport,Newport Beach,United States

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9 Responses to Regole di un altro mondo

  1. Roberto says:

    Il problema della tecnologia e’ che sta facendo cambiare il mondo troppo in fretta rispetto alla sua capacita’ di adattabilità ….. Le norme e le regole sono le vere barriere architettoniche all’innovazioe!

  2. Lorenzo B. says:

    E’ vero il problema sono i diritti d’autore vale anche per il sito della RAI (rai.tv) o per quello della BBC. Il tuo diritto di vedere quel contenuto fuori dallo stato italiano vale meno di quello che tuttela gli autori (non ne conosco i dettagli).

  3. Mattia Pascal says:

    Che non si possa vedere la RAI é comprensibile in quanto si accede ai contenuti senza autenticarsi.

  4. Andrea M. says:

    Benvenuto prof!
    Benvenuto in quel gruppo di persone che da tempo (molto tempo) si sono resi conto che non siamo tutti uguali…. informaticamente parlando (di fronte a mamma RAI, ad es.)
    Non importa che tu sia un onesto cittadino, che paga le tasse, paga il canone…..se hai la “sfiga” di usare linux sul tuo pc di casa….Mamma RAI farai sempre fatica a vederla! anche se se sei a casa tua..in territorio italiano! magari a due passi da c.so Sempione! Lungimiranti furono quei “sapientoni” che decisero di usare la tecnologia di Mamma Micro…Micro..nn mi viene neppure il nome :-D
    Possibile che non si possa fare altrimenti? possibile che per certa “gente” esista solo un unico S.O.? che esitano solo PC….oppure che IL tablet si solo quello con la mela?
    provi a dare un’occhiata alle applicazioni per tablet sul portale RAI…. Android forse “puzza”?
    …perdoni lo “sfogo”….sarà il caldo…
    Un cordialissimo saluto

  5. Aldo says:

    Esistono diverse soluzioni tecniche per bypassare il tuo problema e tutti ne sono perfettamente consapevoli, ma questo non è evidentemente l’argomento centrale della discussione.

    Osserva… Facciamo delle regole che si possono semplicemente superare, così da un lato manteniamo la congruenza dell’impostazione giuridica tradizionale (quelle che tu chiami “regole di un altro mondo”), ma lasciamo comunque spazi (varchi impresidiati) per annullare l’efficacia della norme che ci apprestiamo ascrivere.

    Il modus operandi non si limita al caso in esame, ma sembra avere dimensioni spettacolari in Italia (trasparenza bancaria, fisco, appalti, voto di scambio, ecc.).

    Il tutto perchè non vogliamo o non possiamo affrontare il problema direttamente.

    Prealtro, in questo modo, lasciamo sempre più spazio alle soluzioni “alternative” ovvero alle nuove tecnologie che tipicamente (necessariamente?) sono sviluppate all’estero.

    • Aldo says:

      Dimenticavo.

      Ieri da MediaWorld un promoter vendeva router esaltando la possibilità di fare una VPN col terminale Android e dunque consentire la visione del proprio SkyGo.

    • Condivido parola per parola.

    • andrea says:

      Aldo says “Esistono diverse soluzioni tecniche per bypassare il tuo problema e tutti ne sono perfettamente consapevoli..”

      “tutti” in che senso?! direi proprio che consapevoli/avvisati lo sono solo i “tecnocrati”. La massa di retroguardia (anziani, non informatici, donne.. si lo so, sono politicamente scorretto :-) non ne sa nulla!!

      poi ovvio salta fuori il “router furbo” e vivaddio che esiste un promoter che ne promuove le funzionalita’ avanzate. lui si che fa opera di evangelizzazione contro gli oscurantisti.

      pesonalmente, questo delle infinite possibilita’ del digitale che solo gli “esperti” possono maneggiare nel chiuso delle loro stanzette, mi ricorda tanto “Fahrenheit 451″
      http://it.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451
      Il “potere” lascia ai pochi che (se lo) domandano l’accesso alla “conoscenza”, basta che non “rompano” piu’ di tanto. Quello che conta e’ che la maggioranza, silenziosa, abbia le sue sicurezze inscalfibili (E nulla cambi, mai..)

      Bah.

  6. Aldo says:

    Comunque il problema è enorme e le soluzioni non sono semplici da attuare.

    Per onestà dovremmo partire dall’assunto che gli ingegneri di Sky e delle altre tv sono entusiasti di attuare tutte le possibili aperture al mondo IP e che probabilmente hanno già testato e sviluppato le tecnologie nei loro laboratori. Anzi, occorre pure riconoscere che hanno già realizzato la parte più importante e difficile: portare il servizio IN internet.

    Ora scopriamo l’effetto dei terminali mobili e la cosa non è così scontata: la TV che fa roaming è un salto quantico abbastanza singolare. Il “problema” del permanent roaming che risulta abbastanza intrigante…

    Probabilmente occorrerà riflettere sui seguenti aspetti.

    1) Passi pure la critica alla regolamentazione sul diritto d’autore, ma come sono fatti i contratti per i diritti televisivi (intendo a livello commerciale)? Seguono le regole dell’”altro mondo”?

    2) Le limitazioni di mobilità imposte oggi (anche dalla BBC) determinano le linee di sviluppo delle tecnologie “work-around”. La strada della VPN con la stazione home è congruente con il modello tradizionale (e peraltro legale), ma siamo sicuri che si tratti della scelta prospetticamente migliore. Mi sembra che queste soluzioni perdano di vista il terminale, mentre altre società americane sviluppano l’intera strategia sul terminale, su internet e sul contatto diretto con l’utente al quale si intendono offrire sempre più servizi…

    3) Non ne ho idea , ma provo ad immaginare uno scenario futuro: apro il tethering e tramite la VPN di casa divento fornitore/fruitore di servizi (TV, telefono, ecc.) in un ipotetico modello peer to peer… Tutto ok?

    4) La logica della territorialià si può basare sull’inirizzo IP quando vanno diffondendosi gli operatori (virtuali) europei?

    5) A parte la dematerializzazione, c’è pure la mobilità…
    Quale modello assumiamo e quale regolamentazione di riferimento?

    Osservo che la tecnologia è pronta e sta muovendo autonomamente i primi passi esercitando pressione lato terminali (che spesso sono fuori dal controllo diretto delle società europee).

    Certamente la difesa “alla SkyGo” è basata su logiche “dell’altro mondo”. Certamente si tratta di azioni ancora interlocutorie. Proseguendo così rischiamo di andare al traino.

    Attenzione a sottovalutare il ruolo del terminale e del software del terminale (nonchè del software in generale).

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Alfonso Fuggetta

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Professor, Manager, Blogger

I am a professor at Politecnico di Milano and CEO at CEFRIEL.