Non ho avuto tempo di seguire e leggere tutti i commenti sull'iPhone 5, ma non mi pare ci siano dubbi sul fatto che per molti non si tratti di un annuncio particolarmente emozionante o disruptive. Si tratterebbe di un prodotto che costituisce un miglioramento incrementale rispetto al 4S e in linea con quanto offerto dalla concorrenza. Anzi, secondo alcuni sarebbe indietro rispetto ad altri prodotti presenti sul mercato.

A leggere queste reazioni, mi vengono in mente due ordini di osservazioni.

Se si guarda all'annuncio in sé e alle caratteristiche degli altri prodotti sul mercato, mi pare ci siano tre commenti da fare:

  1. Tutti i prodotti stanno cercando di aumentare le caratteristiche dell'HW. Apple stessa continua in questa strada. Ha scelto uno schermo più grande che però grazie al diverso fattore di forma rende più agevole l'uso del dispositivo con una mano. Non ha introdotto l'NFC perché probabilmente lo considera ancora troppo immaturo.
  2. Sul software, con iOS 6 vengono introdotte un po' di funzioni utili, tenendo presente che le centinaia di migliaia di applicazioni presenti sull'AppStore arricchiscono il dispositivo di un numero di funzionalità fin esagerato.
  3. Alcuni presunti vantaggi dei competitor mi paiono marginali. Il riconoscimento facciale per sbloccare il telefono può essere simpatico, ma non mi pare un game changer. Così come non credo che al momento il caricamento della batteria senza fili sia un cambio reale di paradigma.

In generale, non mi pare che le presunte mancanze dell'iPhone 5 siano realmente tali. Anzi, pare un prodotto che sia dal punto di vista delle funzionalità che da quello della qualità del design e del manufacturing costituisce un miglioramento rispetto al predecessore e comunque definisce uno standard di mercato.

Ma il punto vero della questione mi pare un altro. Si dice che Apple non stia più innovando come prima. Io credo valga la pena ripercorrere un po' la storia di questi ultimi 15-20 anni.

Negli anni novanta Nokia e Motorola introducono un cambio di paradigma creando telefoni cellulari di alta qualità, a diverse fasce di prezzo, che si diffondono al grande pubblico. Se prima il cellulare era un prodotto con limitazioni e comunque usato da una élite, in quel periodo diventa un prodotto per le masse.

A cavallo degli anni novanta, primi anni duemila iniziano ad apparire i primi smartphone: ci si rende conto che un telefono cellulare altro non è se non un piccolo computer che ha, tra le altre, anche una applicazione particolare per fare chiamate. Una delle prime a capire questo passaggio fu Microsoft che (come scrivevo allora sul Sole chiacchierando con Beppe Caravita) con Windows 2002/2003 creò veramente smartphone in grado di ospitare una molteplicità di applicazioni come un vero computer.

Ma gli smartphone di allora avevano due limitazioni: una interfaccia che aveva le stesse caratteristiche e seguiva gli stessi paradigmi di quelle desktop, e un sistema di arricchimento delle funzionalità tramite nuove app che era troppo complicato e poco adatto all'utente non esperto.

Ciò che fa Apple con l'iPhone nel 2007 è proprio un radicale cambio di paradigma, una discontinuità fortissima. Se si riguarda la presentazione di Steve Jobs, si nota il confronto stridente tra i prodotti sul mercato e il newcomer, pur con tutte le limitazioni che quel prodotto aveva (vi ricordate che il primo iPhone non aveva cut & paste e aveva una gestione rudimentale degli sms?).

Ma l'iPhone cambia il mercato. Steve Jobs dice che sono cinque anni avanti. Introduce l'AppStore e spinge agli estremi il concetto di ecosistema: è un cambio epocale che gli altri non sanno come contrastare.

La prima a cadere è Palm. Microsoft non decolla. Nokia sottovaluta il fenomeno (“noi facciamo telefoni, non software”), si limita a Symbian che ha caratteristiche insufficienti e porta avanti diverse sperimentazioni poco convinte basate su Linux. RIM sembra resistere ma ormai sta capitolando anche lei.

Google lancia Android che non costituisce una discontinuità rispetto a iPhone/iOS. Ne recupera tutte le principali caratteristiche, puntando ad una maggiore diffusione su una molteplicità di piattaforme. Fa quello che ha fatto Microsoft anni prima con MS-DOS e Windows 95. Non c'è discontinuità.

Poi Samsung, LG e altri iniziano a sviluppare hardware sempre più sofisticato per Android. Nokia si affida a Microsoft che, secondo me, è quella che più di tutti cerca di trovare una propria strada e filosofia originale con il nuovo Windows Mobile. Ma nessuno ha introdotto reali discontinuità come Nokia negli anni Novanta o l'iPhone del 2007.

Adesso siamo in una fase di miglioramenti incrementali. Non si è ancora capito quale sarà il prossimo salto di paradigma. Quindi non credo ci sia molto da stupirsi. Né penso si possa dire che altri come Samsung innovano di più solo perché hanno lo schermo più grande.

Quale sarà il prossimo cambio di paradigma? Non lo so (altrimenti sarei Steve Jobs). Credo però che per valutare il significato di questi annunci sia necessario vedere l'insieme del cammino. Altrimenti si rischia veramente di fare solo un confronto muscolare.

Peraltro Apple può godere di una posizione di grande forza: Samsung e gli altri vogliono veramente combattere Apple sul piano dell'innovazione? Beh sta a loro adesso inventare qualcosa di nuovo e diverso. Nel frattempo Apple può gestire un miglioramento incrementale, senza dimenticare peraltro che gli iPhone 4 e 5 sono tra i più sofisticati device dal punto di vista del design e del manufacturing oggi presenti sul mercato.

Così magari Apple può concentrarsi sulla “next big thing”, la TV?

Vedremo.

 

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14 Responses to Qualche osservazione a caldo sul nuovo iPhone 5

  1. magatz says:

    Tutto ragionevole e motivato.
    Manca una sola cosa:
    Apple ha perso l’iniziativa….

  2. Mauro says:

    Mi pare una difesa un po’ forzata ed il fatto stesso che ci sia bisogno di articolare così tanto indica che qualcosa non va.

    Ciascuna realtà ha un suo DNA, e per Apple questo DNA implica l’effetto “WOW”. Senza effetto “WOW” Apple è una dei tanti.

  3. Marco Morosini says:

    Nel 2007 c’è stata un rivoluzione.
    La rivoluzione è finita.

    Ora tutti, più o meno sono allo stesso livello. Punto.

    E’ chiaro che in questo scenario, il leader, quello da cui ci si aspetta il “magic effect” è quello che ha più da perdere.

    La più interessante mi pare ora Microsoft, vediamo se usare Windows desktop come maglio su tutti gli altri funzionerà o no.

    Certo che avere app che possono girare su PC, tablet e mobile da un solo store può essere un bel plus.

  4. [...] e che sapevo non ci sarebbe stata (era circolato come rumors, poi subito smentito). I miglioramenti sono incrementali, e del resto non mi pare dal punto di vista dell’hardware si potesse fare di più. Non è che [...]

  5. Tom says:

    Il prodotto piú interessante presentato é a mio parere il nuovo iPod nano. Per quel prezzo offre una serie di servizi “veramente utilizzabili” notevole, inoltre rimane il miglior prodotto per archiviare, gustarsi e portarsi a spasso il propri beni digitali: “musica, foto e piccoli video”.

  6. Aldo says:

    LTE

    Nuovo hardware capace di viaggiare 10 volte più veloce, avere una latenza di rete incredibilmente più bassa, ecc. (sulla carta).

    Probabilmente ci puoi far girare le Apps di prima, ma quella velocità aggiuntiva servirà pure a qualcosa no?

  7. gianca says:

    Punto il mio centesimo sul personal 3D printer.

  8. MAssimo says:

    Samsung innova molto meno, però per quel che riguarda l’HW ha più potenza di fuoco.
    Adesso Apple compra meno da Samsung ma compra da LG. Apple rischa comunque di essere tirata giù dal declino occidentale ( e anche americano) sulla capacità di essere competitivi nell’HW.

  9. Andrea says:

    Ritengo che sia la Tv il prossimo oggetto che sarà rinnovato….pensandoci bene negli ultimi 50 anni non c’è stato un vero è proprio cambio di paradigma, è terreno più semplice ed apple si butterá lí!

  10. diana says:

    “gli smartphone di allora avevano due limitazioni: una interfaccia che aveva le stesse caratteristiche e seguiva gli stessi paradigmi di quelle desktop”

    Ora invece fanno sistemi desktop che assomigliano agli smartphone ;) Nessuno si ricorda che con la tastiera si è -solitamente- più veloci?!

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Alfonso Fuggetta

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Professor, Manager, Blogger

I am a professor at Politecnico di Milano and CEO at CEFRIEL.