Lo so che attirerò i soliti strali …

On February 21, 2007, in Pensieri sparsi, by Alfonso Fuggetta

… ma questa è la dimostrazione che siamo un paese poco serio. Una maggioranza che non sa assumersi responsabilità di governo. Un’opposizione che fa le mozioni trappola.

È il paese continua a vivere nell’incertezza. Proprio ora che c’è un accenno di ripresa che richiederebbe una decisa azione di supporto e accompagnamento. E soprattutto tanta credibilità e stabilità.

Politica estera, governo battuto per due voti – Diretta – Repubblica.it
Politica estera, governo battuto per due voti
Per due voti in meno (158 favorevoli, sui 160 necessari per ottenere la maggioranza) la mozione favorevole al ministro Massimo D’Alema non è passata. E subito l’opposizione attacca: “Prodi salga al Colle e rassegni le dimissioni”. Dopo la sconfitta, breve vertice dell’Unione a Palazzo Madama, poi D’Alema va a Palazzo Chigi. Prima nell’l'intervento e poi nella replica il ministro degli Esteri aveva illustrato la strategia italiana: “La missione in Afghanistan è politica e civile. Solo restando si lavora per la pace”. E su Vicenza: “La base si farà ma apriremo un confronto con i cittadini”. La Cdl presenta una mozione-trappola a favore di D’Alema, ma poi la ritira dopo l’annuncio di astensione dell’Udc.

26 Responses to “Lo so che attirerò i soliti strali …”

  1. Pepe Carvalho says:

    io non ho capito perche’ d’Alema ha detto che, in caso di voto negativo, il governo sarebbe andato a casa. Non era un voto di fiducia. Detto questo, vediamo cosa succede, la dichiarazione di D’A. di ieri puo’ essere facilmente strumentalizzata.

    Comunque, mi irrita profondamente che un governo che stava facendo cose discrete debba andare in crisi per le idee da dinosauri di una parte minoritaria delle coalizione. Non vedo un barlume di buon senso nel mettere il governo in crisi sul rinnovo di una missione approvata dall’Onu.

  2. Davide says:

    Non ho la forza di commentare… l’unica cosa che posso dire è: :( :( :(

  3. Matz says:

    ma secondo me ci godono a ridicolizzare il paese!

  4. Riccardo says:

    Perche’ il centro-destra dovrebbe intraprendere un’azione di supporto e accompagnamento a questo Governo?

    Io non ricordo nella storia della Repubblica un altro caso in cui rappresentanti (e dirigenti !) di partiti di Governo sfilavano in piazza contro la propria maggioranza senza che la coalizione si sfaldasse.
    Ma a lei sembra normale quello che sta succedendo?

    Da parte mia penso che il Presidente della Repubblica non avrebbe dovuto autorizzare un Governo con una maggioranza di pochi voti, per giunta gia’ in partenza con forti divisioni al proprio interno. Avrei preferito un Governo Istituzionale che traghettasse il Paese verso una nuova legge elettorale e nuove elezioni entro un anno.

    Quello a cui assistiamo ora e’ uno spettacolo secondo me vergognoso.
    Sembra proprio che la maggioranza voglia restare attaccata alla poltrona ad ogni costo.
    E si assiste ai ricatti dei vari partiti minori, che non vogliono far cadere il Governo (e quando gli ricapita di fare i Ministri!) ma lo vogliono tenere sul chi va la’.

    Secondo me e’ una situazione assurda, che non permette al Governo di governare e crea molta amarezza nei cittadini.
    Pensiamo alla delusione di un elettore di Diliberto che ascolta tutti i suoi proclami sui media e poi in Parlamento abbassa la testa e vota per non far cadere il Governo. Oppure agli elettori cattolici che vedevano in Prodi quasi un prete e assistono al suo scendere a patti con la sinistra anti-clericale.

    Questa situazione secondo me sta screditando la politica e
    la fiducia dei cittadini in chi li governa.

  5. Riccardo,

    io non dico che il centro-destra deve sostenere il governo. Ho detto che la maggioranza ha delle responsabilità gravissime.

    Cionondimeno, non credo sia molto dignitoso fare le mozioni trappola solo per mettere in difficoltà un governo, sia che lo si faccia a destra, sia che lo si faccia a sinistra.

  6. Pepe,

    l’ha detto perchè non si può continuare a comportarsi in questo modo. Governare è diverso dal fare le occupazioni delle scuole o delle università. Vuol dire assumersi responsabilità. Vuol dire trovare strade praticabili per il paese e non solo per una parte di esso.

    Non si puà continuare così. Ed ha ragione la Bindi: abbiamo un sistema elettorale che anzicchè cercare di correggere e orientare verso una maggiore stabilità, premia tutti e tutto, con l’effetto che chiunque può bloccare il paese. Anche su cose, come dici, ovvie come una missione su mandato ONU.

  7. Riccardo says:

    Sono d’accordo che le mozioni trappola non sono dignitose.
    Pero’ anche questa volta si e’ visto che la maggioranza non e’ compatta.
    La mia domanda e’ se questa sia una maggioranza in grado di governare, o se continuera’ ad andare avanti subendo i ricatti dei partiti minori.

    Se Prodi crede nel suo programma e in cio’ che ha fatto fino ad ora non dovrebbe aver paura di cambiare la legge elettorale e rifare le elezioni.
    Il fatto e’ che i sondaggi non lo danno molto favorito e la sta tirando per le lunghe.
    Oggi sembra che la maggioranza degli Italiani non creda in quello che sta facendo e allora perche’ non affronta la questione, magari con un discorso ai suoi alleati chiedendo
    piu’ responsabilita’ e poi decide se continuare a governare?

    Io elettore cosa devo pensare se non che non vuole perdere il suo potere?

  8. Io credo nella buona fede di alcune persone. Credo siano impegnate per fare qualcosa di utile per il paese. Spesso fanno scelte che non condivido in toto o che sono approssimative. Il problema è che a destra come a sinistra non è facile governare con gli assetti di oggi. Nei cinque anni di centro-destra le crisi non sono mancate. A cominciare dalle dimissioni quasi immediate del ministro Ruggero. Però sono andati avanti.

    Non si può pensare che un paese continui ogni sei mesi-un anno a votare. Non è questione solo di attaccamento al potere. C’è anche una responsabilità di governo del paese.

  9. Pepe Carvalho says:

    Condivido le critiche alla pessima legge elettorale, che di fatto sta mettendo in crisi il Governo: se una coalizione vince, anche per un battito d’ali, deve essere in condizione poi di governare. La legge attuale non ha garantisce la governabilita’ alla coalizione vincente.
    Quindi rifare la legge e’ una necessita’, al di la’ dello schieramento politico.

    Vorrei anche dire che nel centro-dx le crisi non sono mancate, ma la maggioranza era blindata in parlamento (grazie a una legge elettorale molto migliore, e ovviamente a un maggiore successo alle elezioni).

    @Riccardo: non vedo perche’ Prodi poi dovrebbe andare a nuove elezioni. Il mandato che ha e’ di 5 anni. Lo giudichino gli elettori tra 5 anni. Putroppo i capricci insulsi di partiti largamente minoritari rischiano di mandare tutto all’aria prima.

  10. destralab says:

    a me sembra un redde rationem tutto interno alla sinistra, c’entrano poco le mozioni trappola, con una posizione chiara di D’Alema che come al solito, con chiarezza, eventualmente, si prende le sue responsabilità. L’anomalia sta nel fatto che i ds non guidino la coalizione …

  11. Alessandro says:

    Sono senza parole. Pensare che ci sono un paio di persone in grado di mettere in crisi un governo attuando un pensiero che sembra essere fermo agli accordi di Yalta mi sembra un’assurdità. Probabilmente ha ragione Scalfari quando dice che l’Italia è uno specchio rotto, in cui ogni frammento sembra riflettere una realtà propria e differente. Questi soggetti rappresentano probabilmente minuscole scaglie di questo specchio, ma il sistema elettorale che abbiamo favorisce la frammentazione, premia quelli che “preferiscono avere ragione da soli” piuttosto che fare qualcosa di utile cercando la mediazione.
    Ora mi chiedo: e adesso che si fa? Anche se si rivotasse la fiducia, e la maggioranza tenesse, possiamo veramente pensare che con questi numeri e con questi senatori si potrà andare avanti per altri quattro anni? Si va subito alle elezioni con questa legge elettorale per ottenere una situazione ingovernabile? Si fanno le larghe intese con un soggetto (Berlusconi) a mio avviso talmente anomalo ed estraneo alla democrazia da risultare pericoloso e inaffidabile? Cosa si può fare? Vorrei trovare una risposta, ma non ci riesco.

  12. Riccardo says:

    @Pepe: e’ vero, il mandato di Prodi e’ di 5 anni, pero’ quello italiano non e’ un bipolarismo vero (= 2 partiti), ma si basa su 2 coalizioni elettorali contrapposte formate da tanti partiti.
    Per come e’ il nostro sistema, se un partito toglie la fiducia alla propria coalizione e il Governo perde la maggioranza, allora il Governo deve dimettersi altrimenti non riesce piu’ a governare.

    La sfortuna vuole che con una maggioranza cosi’ ristretta anche i Comunisti Italiani possono far cadere il Governo.

  13. thumbria says:

    Questo governo non è mai esistito, né mai esisterà, non ha mai avuto una direzione sicura, ha sempre dovuto contrattare su tutto e sarà sempre così.

    La legge elettorale centra molto poco, ha assicurato il controllo della camera nonostante un vantaggio statisticamente inesistente e rispecchiato la situazione reale al Senato.

    Berlusconi aveva fatto molto poco, ma quel poco ha permesso all’Italia di rimanere a galla prima ed agganciarsi ora a questa “ripresa” , pur rimanendo indietro rispetto alla media europea.

    Comunque sia, il vero dramma sono i cittadini che ancora sostengono questo governo, palesemente incapace di agire, andare a casa ora darebbe quella spinta necessaria al centrosinistra per fare il Partito Democratico, e se giocassero bene le proprie carte, con un governo tecnico di qualche mese, potrebbero ancora sperare di vincere le prossime elezioni e, sopratutto, di fare qualcosa per il Paese.

    Paradossale che gli stessi che ignorarono il milione e passa a Roma in Dicembre vogliano ora imporre una linea per circa centomila persone.

  14. Destralab (ma non c’è un modo un po’ più “umano” di chiamarti?),

    Non voglio in nessun modo scaricare il barile. Le colpe nel centrosinistra sono gravi. Non credo che con la guida DS le cose cambierebbero. Il problema è che c’è un’anima riformista che si scontra con una radicale. Così come nel precedente governo ce ne era una statalista e un po’ populista che si scontrava con quella liberista.

    Diciamo che a destra ci sono quelli che stanno giocando la partita del “grande centro” e quelli che usano metodi un po’ troppo disinvolti (vedi le mozioni di Calderoli).

    Per cui il quadro mi lascia depresso, comunque.

  15. Alessandro,

    per una volta sono d’accordo con Mastella: prima o poi doveva succedere. Nel senso che non si può andare avanti con certe contraddizioni di fondo.

    Certo che se alla fine si fanno le “larghe intese”, cioè il ritorno del centrismo, i primi che dovrebbero cospargersi il capo di cenere dovrebbero essere i Giordano, i Pecoraro Scanio e i Diliberto di turno che ci hanno portato in questa situazione.

  16. Thumbria,

    dimentichi che i meccanismi elettorali della camera e quelli del senato sono profondamenti diversi e danno per l’appunto risultati così incoerenti. Il meccanismo del senato è stato pensato alla fine della precedente legislatura proprio perchè si voleva arrivare nella situazione nella quale ci troviamo.

  17. [...] il resto concordo pienamente con quanto ha scritto qui il prof. [...]

  18. destralab says:

    intendevo proprio quello, per guida ds, un forte partito riformista di sinistra che faccia a meno di prodi e dell’ala radicale, mi sono espressa male, cercavo una lettura, non strali…
    Concordo con la tua lettura che anche a destra le difficoltà sono state e sono simili, l’anomalia è questa.
    Depressa anch’io all’ipotesi “grande centro” naturalmente

    p.s.: non ti piace destralab? :-)

  19. Non mi piacerebbe neanche sinistralab. Preferirei “nomi propri di persona” (come mi hanno insegnato a scuola :-) ).

  20. Masa Salvo says:

    mi presento: mi chiamo Masa (Tomasa) Salvo, mi firmo destralab perchè è il nome del mio blog, non per nascondermi dietro un nick

  21. thumbria says:

    I nomi propri servono per identificare qualcuno, un nome reale su internet serve solo per le persone affermate, per cui si può facilmente comprendere di cosa si occupano. (Come Lei).
    Altrimenti chi ha nome e cognome comuni, un mario rossi, ad esempio, non può essere identificato da un nome, perché il suo viene confuso dai suoi mille omonimi, è quindi molto più “educato”, ovvero identificatore, un soprannome univoco che può aiutare a definire chi si ha di fronte.
    Almeno finché sistemi identificativi come OpenID non saranno diffusi.

  22. [...] Lo so, dovrei scrivere qualcosa. Ho avuto tempo solo ora di leggere questo thread: http://www.alfonsofuggetta.org/?p=1180 [...]

  23. Biagio says:

    Il meccanismo del senato è stato pensato [...]

    … la legge elettorale (quella “porcata” come fu definita da Calderoli) è vero che ha prodotto una maggioranza risicatissima ma ha anche consentito ai segretari dei partiti di scegliersi, uno ad uno, tutti i senatori e tutti i deputati che hanno occupato gli scranni in parlamento. Chi ha deciso, a fini esclusivamente speculativi, di candidare ed eleggere, ad esempio, gente come Sergio De Gregorio e Fernando Rossi (ora lista dei consumatori ex PDCI) porta una precisa responsabilità politica.

  24. Gianluca says:

    Il Governo è caduto per una maggioranza risicata. C’era da aspettarselo prima o poi. Aveva ragione chi diceva che prima o poi sarebbe accaduto.

  25. Mi domando solo cosa succedera’… non ho la minima voglia di avere un periodo di martellante campagna elettorale con promesse assurde e con il totale stallo del paese. Un governo tecnico… e cosa farebbe? Solo la legge elettorale? e poi? Un prodi Bis? e i numeri… Una larga intesa per… in germania non mi sembra se la passino meglio. Sicuramente governare non è come fare una partita a risiko e pur non concordando con tutte le scelte del governo penso che alcune proposte di legge fatte dal legislatore siano indirizzate non solo a regolamentare una situazione presente, ma anche a percepire il cambiamento e adeguarsi ai possibili sviluppi futuri. Posso credere che le soluzioni adottate non piacciano sempre a tutti – siamo in democrazia – ma fare parte del governo significa anche assecondare il bene del paese e non astenersi per fini divergenti. Vedremo

    …possono esistere anche omonimi, ma alla lunga l’identificazione attravero il proprio nome e cognome va a identificare univocamente un unico e solo individuo con i suoi pensieri e la sua identità. Il nick… utile tra amici o per l’anonimato, ma limitante per il significato intrinseco a cui esso va associato… senza voler offendere nessuno ;)

  26. thumbria says:

    (offtopic-ultimo) L’associazione ad un nome è il frutto di un processo mentale, prova ne è che alcune persone, in seguito a lesioni celebrali, non riescono più a ricordare i nomi delle cose, pur ricordando i concetto. Pertanto il “nome”, in quanto elaborazione, deve adattarsi alle variabili del contesto in cui opera e servire come identificativo nel miglior modo possibile ove viene usato. Ciò può significare che un soggetto sia meglio identificato da un soprannome, poiché la relazione tra quell’identificatore particolare e il soggetto a cui si riferisce viene più semplice.

    I nickname non si sono diffusi nella fase “sociale” del web, ma già dai suoi albori, quando non c’erano frotte di adolescenti in giro, ma persone di cultura medio-alta. Liquidare quindi il “soprannome” come cosa “da amici” non è corretto, od almeno non è corretto farlo per pura incapacità di analisi e noncuranza, si tratta di vedere caso per caso.

    Infine vorrei far notare che i nomi propri non sono meno arbitrari dei soprannomi, infatti basta aprire un dizionario per trovare che, ad esempio, Fulvio vuol dire “rossiccio di capelli”. Nomi e cognomi non hanno una qualità meno arbitraria dei soprannomi, sono anch’essi stati scelti per ragioni di “simpatia”, la sola differenza è l’antichità della loro origine, non la natura della stessa.
    Ciò implica che se un nickname può servire per meglio identificare un determinato soggetto è da preferire, per pure ragioni razionali tenendo conto della natura di internet.
    (fine offtopic)

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