Tom mi segnala questa vicenda e mi chiede se ha a che fare con la net neutrality.

Tele2 oscura iTunes

Ci scrive Massimo:

Gentile redazione di mela|blog, vorrei sottoporvi un problema che affligge me e molti altri utenti internet.Da diverse settimane alcuni ISP e nella fattispecie Tele2, hanno cominciato ad adottare una politica di traffic shaping, rendendo di fatto impossibile l’utilizzo di qualsiasi programma di P2P. Se vi scrivo è per portare alla vostra attenzione il fatto che la limitazione è molto più estesa e importante: infatti risulta ormai impossibile anche il semplice utilizzo di iTunes. Quindi niente più podcast, niente più radio online, niente più download legale di musica nè possibilità ottenere i tag dei CD importati. Chissà cosa ne pensano alla Apple!

Il problema del filtraggio massivo del traffico internet è un fenomeno in forte crescita. Se l’intento (scoraggiare il traffico illegale di materiale protetto da copyright) potrebbe anche essere condivisibile, gli effetti possono tradursi in una limitazione indiscriminata della libertà di fruire anche di contenuti perfettamente legali.

Io penso che l’abbiano fatto per motivi di sovraccarico della rete e penso che il filtraggio sia stato applicato a tutto il traffico p2p o similare. Certamente, la cosa sarebbe molto più grave se fosse mirata su iTunes. Sarebbe proprio un caso di non neutralità acclarata: tizio passa e caio no.

Share →

3 Responses to Tele2 oscura iTunes

  1. >nè possibilità ottenere i tag dei CD importati
    questi sono 4 byte in croce, credo. (se non e’ cosi’, smentitemi)

    se ho ragione, questa non sembrerebbe una operazione di protezione da sovraccarico mediante traffic shaping che riduce la banda a disposizione, ma una chiusura di un range di IP address con una ACL (Access Control List).

    Se ciò fosse vero, sarebbe una violazione della direttiva accesso che stabilisce che l’interoperabilità è un valore che le autorità di regolamentazione nazionali (agcom, nel caso) hanno il dovere di assicurare.

    consiglierei di scrivere a Tele2 chiedendo spiegazione perche’ non si riesce a fare queste attività ed in particolare ottere i tag dei CD, se ciò é dovuto a ACL o meno, dato che di sovraccarico non si puo’ parlare tratandosi di pochi byte.

    chiederei anche se ritengono di essere conformi a quanto stablito dalla direttiva accesso e, in caso contrario, cosa intendono fare per ripristinare la situazione.

    darei loro una decina di giorni di tempo per rispondermi e metterei in cc anche una associazione di consumatori (Adiconsum o Altroconsumo hanno personale dedicato per questi temi tecnologici).

    trascorsi i dieci giorni chiederei all’associazione coinvolta di sottoscrivere un esosto congiunto all’AGCOM. (ma secondo me la cosa è piu’ banale e si risolve prima)

  2. Nel caso in cui ci si voglia rivolgere ad AGCOM, penso che la cosa migliore sia presentare un rapporto molto dettagliato su quello che sta avvenendo. Siccome AGCOM deve fronteggiare molte indagini, e come sempre ha poco personale, i funzionari danno priorità alle denunce più dettagliate.

    Consiglierei, nel caso, di fare un giro sul sito di AGCOM per capire come agisce e quali sono le cose che guarda.

    Saluti
    Marco

  3. Luca says:

    Io penso che l’abbiano fatto per motivi di sovraccarico della rete e penso che il filtraggio sia stato applicato a tutto il traffico p2p o similare.

    Tele2 era famosa per l’eccessivo oversubscribing fatto per poter offrire tariffe minori degli altri operatori.
    Probabilmente ora fanno shaping con un burst molto piccolo (e.g. sufficiente per le immagini di una pagina web) e penalizzano fortemente tutto il resto. Certo questo non spiega il blocco di cddb…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

about.me

Alfonso Fuggetta

Alfonso Fuggetta

Professor, Manager, Blogger

I am a professor at Politecnico di Milano and CEO at CEFRIEL.