Sto regalando a destra e a manca il libretto di Frankfurt che citavo nel precedente post. Frankfurt (Docente Emerito di Filosofia alla Princeton University) dice una cosa molto saggia:
Sia nel mentire sia nel dire la verità, le persone sono guidate dalle loro credenze sulle cose come sono. Queste credenze le guidano sia che si sforzino di descrivere correttamente il mondo sia che lo facciano in maniera ingannevole. Per questa ragione, dire bugie non inficia la capacità di dire la verità quanto invece il raccontare stronzate. A causa di un eccessivo indulgere a quest’ultima attività, che implica il fare asserzioni senza prestare attenzione ad alcunché, tranne che a ciò che fa comodo al proprio discorso, la normale abitudini di badare a come stanno le cose può attenuarsi o perdersi. Uno che mente e uno che dice la verità giocano in campi opposti, per così dire, ma allo stesso gioco. Ognuno reagisce ai fatti per come li percepisce, anche se la reazione dell’uno è guidata dall’autorità della verità, mentre quella dell’altro sfida quell’autorità e si rifiuta di obbedire alle sue esigenze. Chi racconta stronzate ignora completamente tali esigenze, Non rifiuta l’autorità della verità, come fa il bugiardo, e non si oppone ad essa. Non le presta attenzione alcuna. A causa di ciò, le stronzate sono un nemico più pericoloso delle menzogne.
[...]
Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obbligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando. Pertanto la produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell’argomento. Questa discrepanza è comune nella vita pubblica, in cui le persone sono spesso spinte – vuoi dalle proprie inclinazioni, vuoi dalle richieste altrui – a parlare in lungo e in largo di materie delle quali sono, in grado maggiore o minore, ignoranti.
[...]
La contemporanea proliferazione delle stronzate ha origini anche più profonde in svariate forme di scetticismo, secondo le quali noi non abbiamo alcun accesso affidabile a una realtà oggettiva, e pertanto non possiamo conoscere la vera realtà delle cose. [...] Le conseguenze di questa perdita di fiducia sono state l’abbandono dalla disciplina richiesta dalle fedeltà all’ideale dell’esattezza e l’adozione di una disciplina di genere del tutto diverso, imposta dal perseguimento dell’ideale alternativo della sincerità. [...] È come se [una persona] decidesse che dato che non ha senso cercare di essere fedeli ai fatti, allora dovrà invece tentare di essere fedele a se stesso.
In poche parole, dico io, siccome molti non hanno la voglia, la capacità o l’interesse ad approfondire gli argomenti, e ciononostante vogliono cercare di dire la loro su tutto e tutti al fine di apparire per quello che non sono, si riducono a “sparare stronzate”, cioè “false rappresentazioni ingannevoli, pur senza giungere alla menzogna, soprattutto per mezzo di parole o atti pretenziosi, dei propri pensieri, sentimenti o atteggiamenti.” Vogliono apparire per quello che non sono e non si accorgono neanche di dire “stronzate”. Per questo sono peggio dei mentitori, che almeno sanno di mentire.
Ricordando il saggio di Cipolla sugli stupidi, chi racconta stronzate rappresenta il danno massimo per la società così come lo sono gli stupidi. Secondo Cipolla, uno stupido è uno che, per “stupidità” appunto, riesce allo stesso tempo a fare del male a se stesso e agli altri. Se per assurdo il mondo fosse fatto solo di malfattori (chi pensa solo a sè facendo del male agli altri), quanto meno avremmo alcuni che stanno bene a scapito di altri. Se il mondo fosse fatto solo di stupidi, avremmo un mondo dove tutti stanno male!
Per questo diviene essenziale combattere gli stupidi e tutti quelli che raccontano stronzate. È un processo di igiene sociale che dobbiamo in tutti i modi tentare di portare avanti.

Assioma di Cole
La somma dell’intelligenza sulla Terra e’ costante; la popolazione e’ in aumento.
Arthur Bloch
La legge di Murphy
[...] luke @ 11:55 pm on Monday, October 3rd, 2005
Dopo averne letto dei pezzi qui ho deciso di comprare il libro di Harry G. Frankfurt, professore emerito di filosofia a [...]
[...] uri se vogliamo veramente bene a qualcuno. Oggi in realtà la sincerità, come dice Frankfurt, è spesso interpretata come “dire tutto quello che mi passa per la mente” [...]
Da premettere che non scrivo molto bene l’italiano, ma cercherò di farmi comprendere. Il mio discorso prende spunto (molto spunto direi
)da 2 libri che io amo tantissimo. Se siete interessati ve li posso far conoscere. Cominciamo……
Senta Professore, gentilmente potrebbe dimostrarmi che non dicendo stronzate avvenga completamente l’incontrario ?
Pensa che si vivrebbe davvero meglio senza quelli che dicono le stronzate?
Credo che se non ci fosse quel tipo di persona probabilmente il “libretto di Frankfurt ” , anzi, sia il libretto e sia Frankfurt (copresa la sua filosofia) a quest’ora non esisterebbero nemmeno.
Detto questo, credo che il mondo stà bene così come stà, con tanti che dicono la verità e con tanti che dicono le stronzate. La cosa si bilancia.
Nel caso invece ci fosse un mondo pieno di persone che dice la verità (dopo fatta pulizia sociale intendo), chi mi assicura che tutti quelli che dicono qualcosa stiano realmente dicendo la verità ?
Le faccio un esempio concreto di quello che voglio dire.
In filosofia credo che sia conosciuto il cosiddetto Paradosso di Epimenide, o paradosso del mentitore. Epimenide era un cretese che pronunciò questo enunciato immortale: “Tutti i cretesi sono mentitori”. Una versione più incisiva di questo enunciato è semplicemente: “io sto mentendo”; o ancora “Questo enunciato è falso”.
Quest’ultima versione è un’enunciato che viola brutalmente la consueta assunzione di chi vuole dividere una cosa vera da una cosa falsa: se si prova a pensare che sia vero, immediatamente esso si rovescia forzandoci a pensare che sia falso. Ma una volta che si sia deciso che è falso, si viene inevitabilmente riportati all’idea che sia vero. Vale la pena di provare.
Naturalmente di discorsi se ne potrebbero fare davvero moltissimi, per ore ed ore…..ma se non scancio da questo blog mi lincenziano.
È non stò dicendo una stronzata.
Un grande salutone a tutti dalla Svizzera. Ma il paese che veramente a cuore mi stà, e la mia amata Italia.
Daniele
Forse il paradosso di Epimenide non è un paradosso.
Perchè se lui fosse sempre bugiardo, non direbbe mai la frase “tutti i cretesi sono bugiardi”; se lui dicesse sempre la verità non direbbe mai la frase “tutti i cretesi sono bugiardi” e se lui a volte mente e a volte no non direbbe mai la frase “tutti i cretesi sono bugiardi”
O forse sono io che ragiono all’incontrario?
Ho fatto un errore… se Epimenide a volte mente e a volte no (questo è l’unico caso in cui può dire quella famosa frase) la frase sarebbe falsa.