Vorrei provare a sintetizzare quello che potrebbe essere lo scenario futuro delle telco. Ho sintetizzato lo scenario con l’espressione "the net is flat" che scopiazza il titolo del libro di Friedman The world is flat. Il termine "flat" si riferisce alla architettura della rete. Può anche riferirsi al fatto che sempre più si andrà verso tariffe flat per la connessione IP "ovunque io mi trovi".
Ovviamente si tratta solo di note giusto per raccogliere le idee e costituiscono solo lo spunto iniziale di discussione. Mi piacerebbe arricchire e raffinare questo scenario con i contributi che vorrete dare. Lo vorrei mantenere molto semplice al fine di renderlo comprensibile anche da non addetti ai lavori.
Lo scenario è sintetizzabile dal seguente schema che ho disegnato velocemente tra ieri sera e stamattina.
La prima osservazione è che esiste un primo livello di separazione tra quello che ho chiamato il layer di trasporto IP e quello dei servizi (voce, video, servizi su Internet, …). Il layer di trasporto deve garantire la net neutrality rispetto ai diversi servizi, cioè soprattutto assenza di discriminazione tra fornitori di servizi o di bundling tra trasporto e servizi che penalizzino chi non offre servizi di trasporto. Questo non vuol dire che tutti pagano lo stesso, ma che non esistono "regole" nella rete che privilegino l’uno rispetto all’altro. In pratica, se io fornitore di un servizio applicativo (per esempio, un sito di e.commerce) compro una connessione IP a 5Mb dal mio fornitore di servizi di trasporto per connettere il mio server a Internet, ovviamente non avrò le stesse prestazioni (e gli stessi costi) di colui che compra dallo stesso fornitore una connessione a 20 Mb. Ma non può accadere che il fornitore di servizi di trasporto ridiriga lui gli utenti sui servizi di chi "paga di più" o penalizzi in modo selettivo i miei pacchetti rispetto a quelli della concorrenza. O, addirittura, blocchi pacchetti di servizi concorrenti (vedi caso del VoIp bloccato da alcuni operatori DSL).
In secondo luogo, il Transport layer è costituito da più provider di servizi di trasporto IP che utilizzano diverse infrastrutture fisiche, sia fisse che mobili, per dare al proprio cliente la possibilità di "spostare" bit secondo i diversi canali trasmissivi oggi disponibili. È ciò che mi piace chiamare ubiquitous IP connectivity: uso il trasporto IP ovunque mi trovi e tramite diversi canali (UMTS, fibra, WiFi, …). Pensate al vostro PC che si connette a Internet usando la rete aziendale, la banda larga a casa, WiFi in giro per un aeroporto o UMTS in un luogo non coperto da altro.
Ogni provider utilizza le infrastrutture offerte dai gestori delle singole reti fisiche. Un gestore di rete fisica può offrire le proprie capacità trasmissive a uno o più provider di trasporto IP. I provider possono stabilire accordi di roaming per garantire al proprio utente il trasporto IP anche quando si trova in una zona dove il suo provider non dispone di connettività propria.
In terzo luogo, è auspicabile che non ci sia competizione tra i gestori delle reti fisiche. Tale competizione si esplicherebbe in una moltiplicazione di infrastrutture fisiche che vanno ad insistere sulla stessa porzione di territorio. Questa situazione è difficilmente sostenibili dagli investitori. Tali duplicazioni, quindi, dovrebbero essere guidate solo da reali opportunità e esigenze del mercato. Nella figura ho evidenziato a titolo di esempio il fatto che ci possano essere diverse reti WiMax o FTTH: di norma saranno reti che coprono diverse porzioni del territorio; in qualche caso, se vi sono le condizioni, potrebbero competere sullo stesso territorio. Ripeto, questo ultimo caso dovrebbe essere l’eccezione e non certo la regola.

Anche se da una prospettiva diversa questo post tratta dell’”everyware”, un termine analogo all’ubiquitous computing. Spero possa interessarti:
http://infosthetics.com/archives/2007/05/everyware_adam_greenfield_keynote.html
Salve professore,
concordo con la sua visione di rete “piatta” e direi anche “easy” per cui non dovremo più preoccuparci di 10 impostazioni di connessione diverse.
Proprio stamattina nel corso di Telecomunicazioni del Master Cefriel si è parlato di IMS (IP Multimedia Subsystem – http://en.wikipedia.org/wiki/IP_Multimedia_Subsystem). Mi sembra una buona strada da seguire perchè, anche se orientata più alla rete cellulare, prevede in futuro l’accesso WLAN e l’integrazione fisso-mobile.
L’unica cosa che non ho capito è come non ci possa essere competizione tra i gestori delle reti fisiche? Una volta deciso chi sarà il gestore della rete fisica per una certa zona, chi deciderà il prezzo “giusto” che l’IP provider dovrà pagare?
Un esempio di problema analogo potrebbe essere quello attuale del prezzo di accesso alla rete mobile a partire dalla rete fissa: anche usando Skype non è conveniente chiamare cellulari italiani; chiamare un H3G da Telecom costa il doppio rispetto ad una chiamata verso TIM. Alla fine non vorrei vedere operatori di servizi come Tele2 che ricorrono strane strategie per guadagnare di più, come nel caso dei GSMBOX. Questi infatti convertono la chiamata fisso-mobile (costosa) in due chiamate: una fisso-GSMBOX e l’altra GSMBOX-mobile (da Report di domenica scorsa).
[...] The net is flat, il futuro delle TLC nella separazione rete-trasporto-servizi Alfonso Fuggetta: “Ogni provider utilizza le infrastrutture offerte dai gestori delle singole reti fisiche. Un gestore di rete fisica può offrire le proprie capacità trasmissive a uno o più provider di trasporto IP.” (tags: onenetwork rete separazione tlc) [...]
Giacomo,
certamente il ruolo dell’AGCOM in questo scenario è essenziale.
Ciao
Interessante analisi. Ho qualche dubbio:
1) “Il layer di trasporto deve garantire la net neutralità”: implica,
per lo meno, una forte azione di regolamentazione da parte di un ente terzo,
anche perché, per sua struttura, il mercato collegato è difficilmente
autoregolamentabile (pardon per lo sgorbio); può esistere un tale ente
(pubblico o privato) con sufficiente autonomia?
2) “Pensate al vostro PC che si connette a Internet usando…”: questa
è una configurazione già disponibile per portatili di fascia anche media; le
vere novità , a quanto capisco, sarebbero la standardizzazione delle velocità
di connessione ed il livellamento dei costi?
3) “è auspicabile che non ci sia competizione tra i gestori delle reti
fisiche”: una situazione del genere potrebbe essere regolamentata solo
in maniera rigida. Vedo però difficile la mancanza di sovrapposizioni in
luoghi ad alta concentrazione di accessi, come le grandi città o i luoghi di
interesse (aeroporti, stazioni ecc.). Come potrebbe essere superato il
problema in maniera non “sovietica”?
Grazie
Un saluto
[...] bello dei blog e’ quando si possono leggere discussioni interessantissime e post come questo su un tema affatto banale ma importante per il nostro domani. Perche’ i blog sono [...]
[...] The net is flat – Scenario inevitabile. È qui che si andrà in ogni caso. La spinta “dal basso” è troppo forte. Almeno così credo io. [...]
Il presidente tecnologico…
I sei punti programmatici di un presidente (solo USA?) tecnologico: Dichiarare Internet bene pubblico Impegnarsi a fornire l’accesso Internet senza fili ad alta velocità e a basso costo in tutta la nazione, insieme con la difesa e l’ampliamento di u…
Prof., i mie commenti.
Sulla prima osservazione(“il layer di trasporto deve garantire la net neutrality rispetto ai diversi servizi…” e “assenza di discriminazione tra fornitori di servizi o di bundling tra trasporto e servizi che penalizzino chi non offre servizi di trasporto”)
A mio avviso è un criterio che dovrà essere verificato a regime; in altri termini deve essere gestito un transitorio che consenta di ammortizzare gli investimenti delle reti attualmente realizzate. Alternativamente si rischia il rallentamento del deployment di reti basate su tecnologie innovative.
Sulla seconda osservazione (Transport layer costituito da più provider di servizi di trasporto IP)
Interessante soprattutto è per il caso (non citato) dell’interconnessione di più dorsali trasmissive distinte finalizzata a fornire livelli di QoS opportuni.
Sulla terza osservazione (“non ci sia competizione tra i gestori delle reti fisiche”).
Sono del parere opposto: la competizione, quando possibile, è la spinta al miglioramento. Gli investitori non temono la competizione, ma sono attratti dalla possibilità di remunerare il capitale (ovvero chiedono di identificare i ricavi).
E’ meglio una rete radiomobile unica (TIM + Vodafone + Wind + 3) oppure la frammentazione in entità distinte, lasciando ricercare le sinergie ai singoli operatori?
[...] The Net is Flat: prima o poi ci arriviamo. Regulator in Europe Proposes a Superagency to Wield Power Over Its Phone Markets: “The European Commission is weighing a plan that could force some former phone monopolies in Europe to open their networks to greater competition.” [...]
[...] farà collassare la Rete, dunque? Nessuno, probabilmente, ma con qualche scongiuro The Net is Flat, e così dovrebbero essere anche i suoi modelli di business. [...]
[...] è il primo passo verso quello che da parecchio richiedo: perché devo dare io le credenziali al mio operatore mobile quando voglio accedere ad un hot [...]
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