Bianco e Nero

On October 5, 2005, in Pensieri sparsi, by Alfonso Fuggetta

Non voglio parlare della Juve. Vorrei parlare di come spesso ragioniamo e ci poniamo di fronte ai problemi. In un post precedente dicevo che dobbiamo essere sinceri e anche duri se vogliamo veramente bene a qualcuno. Oggi in realtà la sincerità, come dice Frankfurt, è spesso interpretata come “dire tutto quello che mi passa per la mente”. Spesso si usa il termine “schierarsi” o la frase “o di qua o di là” per indicare che le posizioni devono essere nette e non ambigue. Pensiamo un attimo a cosa vuol dire tutto ciò.

Certamente c’è bisogno di chiarezza e sincerità. Troppo spesso siamo prigionieri dei bizantinismi di chi per non scoprirsi dice tutto e il suo esatto contrario. Ci sono quelli che fino a ieri dicevano “bianco” e all’improvviso ce li troviamo anche a dire “nero” (o peggio a dire tutte e due le cose). Sia ben inteso, come dice Scalfari “solo i cretini non cambiano mai idea”. Ma una cosa è imparare, crescere, maturare, cambiare idea, altro è il trasformismo di chi per interesse o per viltà non si schiera mai o dice tutto e il suo contrario. Per cui, per certi versi, viva colui che dice “bianco o nero”, o di qua o di là, e resta (ragionevolmente) coerente con la sua posizione.

Ci sono peraltro situazioni e problemi nei quali accettare solo “bianco o nero” porta oggettivamente a semplificazioni e banalizzazioni inaccettabili e dannose. Faccio due esempi totalmente diversi di proposito. Su questo blog si è parlato spesso di brevetti software. Taluni dicono “no” senza possibilità di dialogo. Dicono che non ci sono “brevetti buoni e brevetti cattivi”. Si può solo essere contro, punto. Oppure a favore anche qui per principio, ignorando in modo incomprensibile i problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Altro esempio: molti dicono “il mercato è sovrano, lasciamo fare a lui”. All’altro estremo, ci sono quelli che sognano un ritorno all’economia delle partecipazioni statali diffuse, alla “pubblicizzazione” di aziende oggi private. Ma il sano concetto di buon senso e equilibrio non esiste più? Le vie di mezzo che sappiano cogliere i vantaggi delle diverse alternative sono proprio improponibili? Perchè il presunto liberista Bush mette i dazi sull’acciaio e difende Boeing e Microsoft, mentre noi per anni abbiamo provato vergogna ad usare l’espressione “politiche industriali”? Quando ho usato questa espressione in Via delle Botteghe Oscure (ricordate cosa c’era?), io, di cultura e estrazione cattolica, sono stato ripreso da Giovanna Melandri che mi spiegava che adesso “c’è il mercato”.

Siamo in una situazione paradossale. Quando si tratta di evitare di schierarsi, di prendere impegni seri e responsabili siamo diventati tutti trasformisti, voltagabbana, esperti del “dipende” (non si risponde mai “si” o “no”, ma ci si lascia libero tutto lo spazio di manovra). In altri casi, quando si tratta di affrontare problemi complessi dei quali siamo incapaci di capirne e gestirne tutti gli aspetti, o semplicemente non abbiamo il coraggio di farlo in maniera seria, allora diveniamo i maestri della semplificazione, della banalizzazione, del “bianco” o “nero” secco. Come dice Frankfurt, delle “stronzate”. Possibile che ci siamo ridotti o ad essere voltagabbana o a sparare “stronzate a raffica”?

6 Responses to “Bianco e Nero”

  1. Federico Cerami says:

    “Siamo in una situazione paradossale. Quando si tratta di evitare di schierarsi, di prendere impegni seri e responsabili siamo diventati tutti trasformisti, voltagabbana, esperti del “dipende” (non si risponde mai “si” o “no”, ma ci si lascia libero tutto lo spazio di manovra).”

    Alla fine di ogni post presente in questo sito leggo tra le righe parole come “indecisione”, “impreparazione” e “grigio”.
    Questo perchè il nostro mondo è così:oggi come oggi è meglio fare la figura di quello che “non si ricorda ma l’ha visto/letto/studiato” piuttosto di quello che non sa.E’ una cosa che mi lascia sempre perplesso.Se non si sa, bisogna dirlo:solo cosi’ si avranno dall’altra parte spiegazioni esaustive(si spera) e si eviteranno figuraccie.Allo stesso modo, se si sa, non bisogna vergognarsi a dirlo,perchè comunque è un sapere che può solo giovare a tutti.
    Usufruire dello spazio di libera manovra che dice lei può risultare assai pericoloso.
    Bisogna solo essere un po’ decisi, e capire che la relazione con l’altro può solo portare un plus valore aggiunto.
    Io parlo solo delle relazioni tra persone, ma l’essere decisi, il non essere voltagabbane a mio parere non può che essere un vantaggio.
    Complimenti per il post!
    Federico

  2. [...] sono i giovani
    Filed under: Software Libero, Politics — zeph @ 8:26 pm

    In risposta al post di Alfonso Fuggetta Leave a Reply Name (required) Mail (will not be pub [...]

  3. Guido,

    non mi riferivo alla tua mozione. Ci sono tante situazioni dove questo mi capita. Non nego che ci sia qualcuno che provi ad essere ragionevole. Ma ce ne sono tanti altri, nella mia esperienza, che tutto sono tranne che equilibrati.

    Non capisco poi cosa c’entri lo spazio ai giovani con quanto discusso nel post.

  4. Guido Serra says:

    Io al solito non riesco a fare un discorso su C senza ricollegarmi ad A… tramite un mio assurdo ragionamento logico B… che ovviamente ora non riesco a ricostruire… anche perchè sto seguendo “James Bond” in TV ;-)

    A parte il collegamento…
    (ora vado fuoritema, molto…)
    Quello che volevo dire è che stiamo tutti lamentandoci per come vanno male le cose… dall’alto non si muoverà nulla. Dal basso, nemmeno, visto che la preoccupazione primaria di molti, è di arrivare a finemese, e non li posso biasimare. Ora… quelli che possono fare qualcosa, temo che siamo proprio noi, la classe media, che prima di arrivare alla canna del gas come in Argentina, si deve muovere per risollevare la situazione. Io, dal mio piccolo, qualcosa cerco di fare, quello che mi manca è un partner grosso che mi sponsorizzi. Come me, altrettanti giovani volenterosi, che vorrebbero fare, ma che vengono tenuti a freno, proprio perchè “giovani” e quindi considerati inesperti. Nel tuo stesso team ho conosciuto, venerdì scorso, giovani pieni di vita, con un sacco di voglia di fare e di migliorare le cose. Troveranno terreno fertile al seme che portano?

    Cosa ha più di noi il MIT? Soldi, e capacità di rischiare. Cosa ha in meno? Le persone, sempre che riusciamo a tenerLe qui e a non farle fuggire all’estero… verso il terreno fertile.

  5. Che vuol dire “troveranno terreno fertile”? Vuoi dire al CEFRIEL? Ma tu mi hai sentito al meeting o no? E il fatto che fossero lì tanti giovani non ti dice nulla? Chi ti ha detto che li tengo a freno?

    Il MIT non ha più voglia di rischiare di noi. Ha una caterva di soldi in più. Non qualche soldo, una caterva di soldi.

    Forse prima di insinuare dubbi su cosa che non conosci dovresti cercare di capire meglio di cosa parli. Altrimenti rientri nella definizione di Frankfurt.

  6. Pace e bene ad entrambi :-)

    Vediamo se da ignorante riesco a porre le giuste domande, per capire e limitare la quantità di ‘str***ate’ che dico quotidianamente :-)

    Premetto che la mia visione è il punto di vista dell’uomo qualunque che cerca di emergere dal suo qualunquismo.

    1) E’ vero che il mondo non è solo Bianco o Nero, ma il buon senso e la conoscenza del ‘tema’ (qualsiasi esso sia) oggi è sufficiente per sapere se prendere una posizione netta o dire semplicemente ‘non so’ ?

    2) Di questi tempi è ‘vincente’ dire ‘non so’ oppure di fronte a bisogni estremi (un disoccupato che deve ottenere un posto di lavoro sennò è la fame, etc.) fingere è un peccato così grave ?

    3) Con chi ci si può permettere di esibire la virtù dell’onestà senza essere presi per fessi ? Come riconoscerli ?

    Se ne ho scritte troppe di ‘str***ate’, chiedo ad Alfonso di eliminare questo post.

    Vi prego però di non frustarmi in sala Mensa :-) )

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