D’Avanzo scrive più o meno quello che ho postato come commento sul sito di DestraLab ieri sera: "L’errore del viceministro: non rendere pubbliche le ragioni dei cambi voluti a Milano". Io dicevo che avrebbe dovuto mettere tutto per iscritto agli atti.
Una nuova P2 ricatta la politica debole: "Dietro l’affare Visco-Speciale c’è il prepotente riemergere di un ramificato potere occulto
L’errore del viceministro: non rendere pubbliche le ragioni dei cambi voluti a Milano
Una nuova P2 ricatta la politica deboledi GIUSEPPE D’AVANZO
(07:14 04/06/2007)"
(Via Repubblica.it > Economia.)

Sarebbe “facile” in un paese “normale” attendersi una decisione conseguente, in Italia, invece, si invita a risolverla chiamando a decidere proprio una delle due parti in causa, che oltre che negare (parlando di ricostruzione capziosa), schiera ampia parte della stampa cosiddetta indipendente in una difesa, a priori, dell’onorabilità dello stesso, e la derubrica a polemica politica tra i due poli.
A mio parere è, questa sì, la dimostrazione lampante proprio di quella crisi, non solo della politica, di cui tanto si straparla.
Questo è una parte del mio post a commento della vicenda, in tempi non sospetti, ora la “polemica” politica ha avuto il sopravvento e le due parti si trovano su posizioni di scontro frontale.
O si dimette l’uno o lascia il suo incarico l’altro. Quando il comandante della Guardia di Finanza accusa il viceministro dell’Economia, cioè l’autorità di governo con la quale direttamente collabora, di avere esercitato pressioni indebite per sostituire alti ufficiali del suo corpo, in un Paese normale un’altra soluzione non c’è. Tanto più che il generale Roberto Speciale ha messo la sua denuncia nero su bianco, consegnandola a un verbale pubblicato ieri da Il Giornale. Verbale del quale, al momento, non ha smentito neanche una parola. Quanto a Vincenzo Visco, nega tutto e sostiene che la versione fornita dal militare è falsa. Dunque: o mente l’uno o mente l’altro.
Ripeto il governo, aveva tutti gli spazi “politici” (perchè di questione politica, secondo me, stiamo parlando, non avendo per il momento la magistratura trovato alcun reato) per presentarsi in parlamento (luogo deputato, cavolo questo è lo stesso parlamento che nella scorsa legislatura era stato “espropriato” e veniva difeso ad ogni piè sospinto dall’allora opposizione…), difendere il suo Ministro e avvicendare Speciale.
Sono le “regole” Alfonso, quelle che dovrebbero essere rispettate da tutti, e che non valgono solo per il passato governo.
Se vuoi scendo nel tuo “campo” (inteso a chi urla di più o a chi è più “autorevole”, il fondo di scalfari, stessa sostanza di Bonini, con molto più stile e immedesimato nel ruolo di “padre nobile”, o la nuova p2, si certo ne sentivamo la mancanza) e citare (come ho fatto, il blog di Rinaldi, i siti della margherita sparsi per il web, i commenti nel forum dell’unità, il silenzio quantomeno sospetto dei vari margheritini (Rutellli e company), Bordon e Di Pietro che hanno “imposto” questa soluzione etc etc) …
Significherebbe confermare che l’Unione ha una brutta vocazione al siluramento delle personalità che considera non perfettamente allineate ai propri voleri.
Un anno fa Livia Turco ha deciso, odiosamente, di revocare la nomina dell’oncologo Francesco Cognetti dalla direzione scientifica dell’istituto Regina Elena: voleva fare posto a una sua protetta. Ma ha fatto una figuraccia, perché poco dopo il Consiglio di Stato le ha dato torto.
Poi il ministro Tommaso Padoa Schioppa ha tentato di sloggiare Angelo Maria Petroni dal Consiglio d’amministrazione della Rai; ma il Tar del Lazio ha bloccato la manovra, come questo blog aveva facilmente previsto.
Cognetti, Petroni, Speciale e i quattro della Gdf milanese hanno due caratteristiche in comune. La prima è che nei rispettivi incarichi non risultano aver fatto alcunché di male. La seconda è che si è brigato per punirli, o in base a meri pretesti o addirittura senza motivazioni.
Dunque auspico che Visco faccia un passo indietro, prima che questo gli venga imposto.
Sarebbe il segno che l’Unione considera chiusa, finalmente, la fase degli assalti arbitrari alle poltrone non occupate da fedelissimi.
Non sono le parole di una post-fascista quasiasi, o del solito revisionista da strapazzo mi sembra.
Ora si sono schierate le bocche di fuoco di tutti e due gli schieramente e i risultati sono questi, sotto gli occhi di tutti.
Io ho detto ampiamente come la penso, cercando di astrarla per quanto possibile, da questa dinamica, e la ripeto ora, spero con chiarezza, perchè qua spesso non è facile farsi capire e si ricade inevitabilmente (con mia grande delusione) nelle medesime dinamiche.
Sono “sempre” disponibile al confronto su quelle che ritengo le debolezze della “politica”, per cercare di capirci sulle regole condivise che valgano per tutti, (perchè anche ai post-fascisti piacerebbe vivere in un paese “normale”) ma, l’ho già detto credo in un precedente commento su questo blog, partendo dal rispetto per le tue opinioni e chiedendo lo stesso per le mie e misurandoci sulle tue-mie di opinioni, senza timore di apparire qualunquista…
e a proposito di qualunquismo e di chiarezza io la penso esattamente come lei: Il problema è la debolezza della politica, non i costi (http://www.ilriformista.it//documenti/testofree.aspx?id_doc=88058) scusa ma non so fare i link
….Anche indicare nei costi il principale peccato della politica, sulla scorta di un paio di libri fortunati, è segno di una pigrizia mentale che non aiuta affatto a capire che cosa stia succedendo, ma è parte del problema. Costi e privilegi, infatti, ci sono e devono essere ridimensionati; ma chi pensa di cominciare da lì la riforma della politica, o si illude o è in mala fede. Il problema essenziale della politica italiana, quello da cui dipendono tutti gli altri, è la sua debolezza, e quindi la sua incapacità di decidere.
La differenza specifica, nel nostro paese, è che la politica appare inefficiente e inutile. Imprigionata da decenni nelle stesse eterne discussioni sugli stessi problemi: la riforma delle pensioni, l’aggiornamento della costituzione, la razionalizzazione dell’amministrazione pubblica, le quote rosa (e non parliamo di alta velocità, ponti, strade, rifiuti). La politica in questo paese – di destra o di sinistra – non riesce ad assolvere una funzione di governo. Questa è la ragione della sfiducia, della disaffezione, dei venti populistici che increspano la superficie. […]
Sul fatto che la politica sia debole sono assolutamente d’accordo. Ma qui la questione è molto specifica. Masa, nella scorsa legislatura ne ho viste di cotte e di crude. In questa, ne sto vedendo di deprimenti.
Ma sul fatto specifico, perchè Speciale non ha fatto le rotazioni anche per la Lombardia come per tutte le altre regioni? Qui non si tratta si sloggiare qualcuno di non voluto, ma di applicare proprie quelle regole (in questo casi prassi) che tu rivendichi.
Ragazzi, mi sembra si stia facendo un pò troppa confusione ! Detto che la politica è in una fase di debolezza assoluta, detto che in una fase siffatta i poteri forti si rifanno vivi, detto che nessuno cita l’affare intercettazioni Telecom e l’intervista al Corriere in pieno agosto di due anni fa di Livolsi che annuncia la scalata al Corriere da parte di Ricucci e la L&Partners dietro la quale immaginate chi ci possa essere. Detto che sarebbe bene citare la rapida ricomposizione delle logge massoniche nel nostro paese nelle quali i generali e i militari in generale abbondano. Detto che Speciale e Pollari hanno costruito una rete di spionaggio e intercettazioni della quale ancora non sa l’esatta consistenza e pervasisività, visto che, come Alfonso sa bene, le reti tlc di militari, polizia e guardia di Finanza, sono tra le più avanzate e anche meno note. Detto che il centrosinistra è pasticcione, il comportamento di Visco ne è un esempio lampante, perchè non raccontare tutta la vicenda nei dettagli ? Detto che il centrodestra con il suo leader ha un, invece, un disegno strategico che resta quello della P2, visto che i circoli e le altre forme di associazione non sono altro che un riedizione di quel modo di fare politica. Concludo con un link che rinvia ad un’intervista al generale Maletti del 2000, guarda caso realizzata in Sudafrica da Daniele Matrogiacomo, che mi sembra ancora di enorme attualità su il perchè questo paese non potrà mai essere normale, i personaggi in commedia non sono affatto cambiati.
http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=6850
scusate il disturbo ecco il link all’intervista di dario di vico, vicedirettore del corriere, sull’affare rcs ( legato alle intercettazioni telecom)
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2005/08_Agosto/08/livolsi.shtml
cmq anche d’avanzo tra le tante altre cose, dice più o meno quello che ho sottolineato:
“Il primo errore del viceministro è di non rendere trasparenti le ragioni dell’urgenza di cambiare aria nelle stanze del comando della Guardia di Finanza in Lombardia, di non farne una questione pubblica.
Visco cede alla tentazione di avviare, come si legge in una lucida analisi del Sole-24 Ore, “un rozzo spoils system nei confronti di personale militare ritenuto troppo vicino alla gestione politica precedente”.
Visco poteva come ho detto e ridetto, avvicendare, facendone una questione pubblica e politica…
Se vuoi è la stessa cosa che ho detto io. Ma se così è, allora si vede che Visco sarà stato pollo, ma quell’altro ha tirato a fregarlo e comunque non stava facendo gli avvicendamenti che avrebbe dovuto fare e che Visco gli chiedeva.
Per cui quando sento Gasparri dire che è un attentato alla costituzione …
[...] con attenzione Una nuova P2 ricatta la politica debole di Giuseppe D’Avanzo, citato anche dal prof. in precedenza, in uno scambio incorciato di commenti sul caso [...]