Open source, open standard, open data, open services …

Posted · 6 Comments

In questi anni mi sono sempre occupato di questioni legate al concetto di “open”. Ho scritto due articoli che hanno avuto un buon riscontro anche a livello internazionale.

Li scrissi perché ho sempre desiderato da un lato fare debunking, cioè confutare affermazioni e posizioni secondo me erroree o “misleading” e, dall’altro, cercare di contribuire a chiarire idee, proposte, sfide, opportunità.

È lo stesso motivo per il quale ho recentemente scritto due post su open data:  “Open data, open services, SPC Coop” e “Il baco di fondo degli open data”. Il mio scopo, e qui mi piace chiarire alcune interpretazioni erronee che ho letto in rete, non è quello di dire che gli open data sono inutili o dannosi “in sé”. Tanto è vero che ho scritto e proposto che, per certi specifici obiettivi, è necessario e opportuno avere open data. Ciò che contesto è la visione da Santo Graal o da “Silver Bullet” dall’uso universale e assoluto che troppo spesso si associa al concetto di open data.

Ne scrivevo tempo fa anche su questo articolo de LaVoce.info.

Lavoce.info – ARTICOLI – OPEN SERVICE NELL’AGENDA DIGITALE: “In sintesi, l’idea e l’ispirazione di fondo che motivano lo sviluppo di open data sono condivisibili e certamente nobili. Senza dubbio, vi sono casi dove questo approccio può essere utile e sufficiente per promuovere trasparenza, diffusione delle informazione e partecipazione attiva alla vita sociale. Tuttavia, molti degli obiettivi che i sostenitori degli open data si prefiggono possono essere raggiunti solo affrontando in modo organico e approfondito alcune questioni chiave. Alcune di esse (in particolare, aspetti relativi a standardizzazione e significato delle informazioni) hanno a che fare con il consolidamento e lo sviluppo stesso del concetto di open data; altre richiedono necessariamente una estensione di tale concetto e l’introduzione di forme più sofisticate di gestione e condivisione delle informazioni.”

Oggi l’amico e collega Andrea Maurino mi ha segnalato questo interessante report del governo inglese: Open Standards Principles: For software interoperability, data and document formats in government IT specifications. Il documento definisce una serie di principi, ma in particolare contiene questa figura che, almeno in parte, illustra in modo ragionevolmente semplice la differenza e il rapporto tra open data and formats e “open protocols for software interoperability”.

Image001.

6 Responses to "Open source, open standard, open data, open services …"

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>