Tav, aerei e riflessioni sulle infrastrutture

Triennale di Milano – STUDIO in Triennale – Cultura, media, innovazione: “Panel Architettura: Le città dell’invisibile. Dalle infrastrutture materiali alle infrastrutture immateriali. Modera Mario Abis Intervengono Alfonso Fuggetta, Giuliano Noci, Alberto Ferlenga, Giorgio Goggi, Aldo Bonomi”

Sono andato oggi in Triennale per questo panel. Purtroppo, eravamo in pochissimi, sia tra i relatori (mancavano Bonomi e Noci) sia tra il pubblico. Eppure è stata una occasione di confronto che mi è piaciuta moltissimo: ho imparato e capito cose nuove, grazie specialmente a Giorgio Goggi.

Giorgio spiegava che l’alta velocità in Francia era nata con una struttura e uno scopo ben precisi: interconnettere con Parigi tutte le principali città francesi in modo da facilitare l’accesso alla capitale da parte dei residenti nelle altre zone del paese. Giorgio diceva anche che in Germania e in Svizzera, per motivi diversi, apprezzavano l’alta velocità “all’italiana”, quella basata sul Settebello (e poi sul Pendolino, dico io). Essa prevedeva treni a velocità molto elevata su linee convenzionali.

Da noi, invece, si è fatta la TAV che non ha avuto come obiettivo l’interconnessione delle città che distano un’ora o due da Milano o Roma (per esempio, Parma, Novara o Bergamo), ma di fare competizione all’Alitalia sulla tratta Linate-Fiumicino. Obiettivo raggiunto, ma a quale prezzo? 

  • Si è sottoinvestito sul traffico locale.
  • Non si sono connesse le città “minori” con le due maggiori (le stazioni TAV sono presenti solo a Bologna e Firenze).

Ma l’aspetto forse più critico sul quale mi ha fatto riflettere Giorgio è il seguente: che succederà nel momento in cui EasyJet iniziasse a offrire biglietti sulla tratta Linate-Roma a poche decine di Euro? Avremmo un nuovo spostamento di traffico dal ferro all’aereo. Ma allora non avrebbe avuto più senso pensare da subito ad un modello di sviluppo che prevedesse l’apertura di Linate ai concorrenti e uno sviluppo del ferro che puntasse all’interconnessione veloce delle città “di provincia” con le due maggiori? Che succederà degli investimenti di Trenitalia e di Italo? Oppure dovremo a quel punto limitare il traffico aereo per non affossare l’alta velocità MI-RO?

“Giorgio mi ha fatto pensare” (rifrasando De Andrè) e ha messo profondamente in discussioni tante idee che davo per scontate e consolidate.

One Comment

  1. paoloca said:

    Una piccola domanda di sistema, da ignorante. Domanda vera e non retorica.
    Quando un sistema a rete tende a incrementare il livello di prestazioni, è possibile che il mantenere uno standard di livello prestazionale inferiore per una parte concentrata e tendenzialmente marginale non determini una ulteriore marginalizzazione delle parti strutturalmente non adeguate al livello medio? Se gli svizzeri fanno un’ opera ciclopica nord sud non influenzeranno i flussi di connessione marginalizzando, di nuovo, le parti che si ritrovano laterali? ed è corretto presentare costi come incrementativi, se invece hanno una natura di adeguamento e mantenimento di uno standard che tende ad alzarsi nell’ambiente di riferimento?

    01/12/2012
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