Open source e open standards

Nella prefazione di un recente testo sul software aperto per le scuole, l’amico e maestro Raffaele Meo scrive che a molti è sconosciuto il fatto che il software di Internet è “open source”. Avevo già avuto occasione di discutere questa affermazione con Raffaele varie volte, ma evidentemente non ho fatto breccia.

In molti continuano a considerare i termini “open source” e “open standard” come sinonimi. È sbagliato sia nella forma sia nella sostanza. Un codice open source è un pezzo di software rilasciato con una licenza che garantisce all’utente certe libertà. Un programma (sia libero/open source che proprietario) può essere conforme o meno ad un open standard. Le due cose non sono equivalenti. Nessuno vieta di scrivere del codice proprietario conforme a standard aperti (open). Così come è possibile che esistano programmi sia open source che proprietari che non sono conformi a open standard.

Di fronte a questa semplice osservazione, molti sostenitori dell’open source dicono che senza open source non ci sarebbero standard aperti, cioè che l’open source è l’unico modo di garantire che uno standard sia realmente open. Questa osservazione ha una valenza totalmente diversa da quanto detto da Meo. Può benissimo essere che sia utile e per certi versi necessario che esistano per i diversi open standard delle “reference implementation” open source. Così come è benefico che ci siano competitor open source per prodotti proprietari.

Ma non sarebbe il caso che per amore di verità si smettesse di perpetuare questo malinteso che confonde le idee invece di aiutare a chiarirle?

One Comment

  1. ombra said:

    Per amor di filosofia, la distinzione tra open source e open standard non dovrebbe esistere, in quando la parola open non dovrebbe indicare solo la tipologia di diffusione dei files sorgenti. Ne è un esempio eclatante la distribuzione Debian, che include fra i vari programmi e fonti da cui scaricare i pacchetti, solo prodotti che non abbiano licenze commerciali ma che siano disponibili all’intera comunità.
    La realtà poi spesso giunge ad utilizzare l’open source fino a dove si ha interesse per sfociare in strutture chiuse quando conviene economicamente.

    D’altra parte anche in molte religioni si professa un credo che poi nella realtà non è mantenuto e applicato, figuriamoci cosa avviene in questi settori dove il dio denaro è l’indicatore principale a cui riferirsi.

    01/02/2010
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