Neutralità della rete: l’innovazione, i diritti e la concorrenza

Articolo di Stefano e mio su Neutralità della rete.

Neutralità della rete: l’innovazione, i diritti e la concorrenza: “In questo periodo si parla moltissimo di neutralità della rete. È un tema centrale perché tocca da un lato il modello di business degli operatori di trasporto e di quelli dei servizi e, dall’altro, ha un impatto enorme sulla libertà dell’utenza e sul ruolo di Internet come motore vitale e unico di innovazione.

Poiché il tema è complesso e spesso si fanno affermazioni quanto meno approssimative, vorremmo in questa sede provare a riassumere, e se possibile chiarire, alcuni termini della questione.”

2 Comments

  1. Carlo V. said:

    Salve,
    l’articolo è apprezzabile perchè è uno dei rarissimi che prova a vedere i due lati del problema: OTT e Telco.

    Ci sono però due punti sui quali non mi ritrovo col ragionamento:

    1) la rete Internet nasce sì come rete Best Effort ma l’introduzione del QoS e dei concetti di Traffic Management risale ad un’epoca in cui la diffusione di Internet era ancora allo stadio iniziale. Questo tutorial (http://www.cs.cornell.edu/skeshav/talks/tutorial.ppt) sul Traffic Management è del 1997 e parlava di “Set of policies and mechanisms that allow a network to efficiently satisfy a diverse range of service requests”.
    Mi pare perciò che anche chi ha contribuito allo sviluppo di Internet percepisse i limiti dell’approccio “Best Effort”.

    2) spingere le società Telco a differenziare le tariffe in funzione del consumo di banda e dell’affollamento significa agli effetti pratici che il gestore mi chiederà un prezzo diverso per accedere in 2G, 3G o LTE dal msmartphone. Siamo certi che tutto questo avvantaggia l’utente finale e la crescita di start-up? Sarebbe nata You tube se il gestore avesse chiesto un sovrapprezzo per accedere alla banda necessaria per il video?
    Tra l’altro c’è il rischio che reti come la LTE avrebbero un prezzo iniziale molto alto per ripagare la Telco dei costi di investimento. Non sarebbe più equo chiedere un contributo anche agli OTT almeno per i costi di investimento?

    15/05/2014
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  2. Aldo said:

    Alfonso, hai mai pensato che Google o Facebook potrebbero negare il servizio. Certo, l’utente potrebbe utilizzare le soluzioni fornite dal proprio operatore: la community di libero, il servizio di chat di Tim oppure la mail di omnitel (sorry, Vodafone).

    Corollario. Attenzione a trascurare la componente software/di servizio: siamo poi così certi che l’operatore (italiano/piccolo) abbia una forte capacità contrattuale per imporre la terminazione o tariffe speciali per la QoS?

    22/05/2014
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