Nani, giganti e ballerine

Mio articolo su TechEconomy.

Nani, giganti e ballerine | Tech Economy: “L’Italia è un paese che vive problemi profondi e strutturali. Non sono semplicemente il risultato di una congiuntura sfavorevole. Sono l’esito di una lunga serie di errori, carenze e limiti che ci affliggono da decenni e dai quali non riusciamo a liberarci. Viviamo in una società piena di piccoli e grandi interessi, divisa, con profonde disomogeneità economiche e sociali. E abbiamo una politica debole che non riesce a guidare con forza e autorevolezza il paese, e che troppo spesso vive in modo isolato e autoreferenziale questo difficile passaggio storico.
In un momento così delicato, il paese avrebbe bisogno di affondare la sua azione in valori profondi, veri, vissuti. Avrebbe bisogno di riscoprire ideali, prospettive, percorsi lungimiranti sui quali convergere e lavorare. Avrebbe bisogno di responsabilità, onestà intellettuale, sincerità e generosità. E invece abbiamo un paese che a tutti i livelli – ma soprattutto là dove maggiore dovrebbe essere il senso di responsabilità – vive solo di tattica, di personalismi, di piccolo cabotaggio, di quella povera amicalità del branco che sa solo chiudersi e difendersi dai ‘nemici esterni’, di una continua ricerca del vantaggio immediato invece di una reale e lungimirante prospettiva comune di sviluppo economico, sociale e culturale.”

2 Comments

  1. carlo said:

    Non ci sarebbe molto da commentare di questa analisi che inquadra perfettamente la vera priorità italiana. Aggiungerei solo che questa deriva ha determinato anche la selezione di una classe “dirigente” che ad ogni ricambio sposta più in basso l’asticella della competenza premiando per contro la fedeltà di facciata, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

    03/08/2014
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