Confesso, non capisco: “di che stamo a parlà?”

Madia vara l’approccio “bottom up” per rilanciare l’Agenda: “La notizia, riportata dal Corriere delle Comunicazioni il 30 luglio, è di quelle incoraggianti: il Ministro Madia convoca ministeri, agenzie e altri enti centrali della PA con l’obiettivo di raccogliere proposte di piani d’azione sul digitale.

Ciascun destinatario della lettera/convocazione deve indicare ‘un referente dell’amministrazione che illustri quali azioni a breve e medio termine possano contribuire a ridurre la spesa pubblica’ attraverso iniziative di digitalizzazione. I singoli piani verranno poi armonizzati dal Dipartimento Funzione Pubblica e dall’AgID.”

Se c’è una cosa che ha prodotto danni enormi nel nostro paese nel settore del digitale sono progetti “a fungo” nati qua e là in modo spontaneistico, non controllato e soprattutto non integrato. Il problema non è andare bottom-up o top-down. E non è nemmeno partire dai processi, cosa ovvia (da cosa altrimenti?). Il problema è definire azioni sinergiche e le precondizioni perché questo possa avvenire.

Qualche esempio:

  • Il patto per la salute è top-down: definisce standard, ruoli e linee intervento alle quali conformarsi.
  • Innovare SPC è top-down (come si potrebbe fare bottom-up? Ciascuno il suo?).
  • La nuova ANPR è progettata top-down.

Il punto è che c’è una confusione di fondo. Si confonde progettazione unitaria con esecuzione centralizzata, magari fatta da SOGEI (ipotesi che spaventa tanti a partire dalle regioni). Ma sono due cose diverse.

Serve una progettazione unitaria e una esecuzione distribuita, come scrivevo nelle mie linee programmatiche per AgID lette credo solo dai miei 2,5 lettori (non ambisco ai 25 del Manzoni …).

L’idea che adesso ogni amministrazione segnali quello che sta facendo va bene, ma è vitale che ci sia una fortissima azione progettuale e armonizzatrice “centrale” top-down che dia linee e vincoli alle azioni distribuite e autonome delle amministrazioni stesse. Sottolineo che non si tratta solo di fare lo screening delle buone idee, né che “armonizzazione” voglia semplicemente dire “non pestarsi i piedi”. Bisogna progettare un sistema federato complesso, identificando (sempre come scrivevo nelle mie inutili linee programmatiche) azioni di breve periodo coerenti con azioni e riferimenti complessivi di lungo.

Altrimenti, perpetuiamo la Babele e, soprattutto, la spesa improduttiva.

One Comment

  1. andrea v said:

    saro’ semplicistico, ma qui in gergo calcistico si osserva la classica strategia dell’ “corriamo tutti sulla palla (digitale)..”;
    una strategia da “campetto dell’oratorio”, perche’ l’allenatore non sembra avere proprio le idee chiare.

    che dire? a volte si vince anche cosi’, se la squadra opposta e’ inesistente, e chi in Italia puo’ competere col Governo? 🙂

    noi cittadini in ogni caso staremo a vedere sugli spalti..

    06/08/2014
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