Perché serve più di open data

Spesso ho criticato l’eccesso di retorica e di aspettative sul tema open data. Non che li reputi dannosi o inutili. Semplicemente credo servano a poco. Per cui chiediamo pure che ci siano open data laddove sia possibile, ma io credo che, come spesso accade, stiamo focalizzandoci su un tema che in realtà non risolve quelli che sono i problemi e le aspettative degli “utenti”.

Chi sono gli utenti?

Io ne vedo due: sviluppatori di applicazioni e utenti finali.

Come ho avuto spesso modo di ripetere, agli sviluppatori servono APIs per sviluppare le proprie applicazioni. APIs che non siano solo e “banalmente” metodi per scaricare un dataset. Devono essere API che permettano sia di fare estrazioni dinamiche di dati (vere e proprie query), sia di avviare transazioni e vera interoperabilità con lo specifico interlocutore, quel che chiamo open services. È l’idea che sostiene il progetto E015.

Per gli utenti finali, invece, servono strumenti che permettano loro di avere informazioni utili e non solo dati. Faccio qualche esempio:

  • Il sito Better Life Index permette di navigare, estrarre e confrontare tutti i dati sulla qualità della vita dei principali paesi dell’OECD. Il sito è pensato per poter essere usato da un utente non specialista e offre la possibilità non solo di vedere il dettaglio dei diversi paesi, ma anche di confrontare e analizzare i dati da diversi punti di vista. Uno stupendo strumento che permette non solo di avere dati grezzi, ma di analizzarli trasformandoli in informazioni utili.
  • Il famosissimo sito di Hans Rosling, Gapminder, rende possibile analizzare e visualizzare dati su trend di varia natura relativi all’economia e alla società.
  • Il sito Think Broadmap in Inghilterra permette di analizzare le informazioni geoferenziate sulla diffusione e stato delle reti broadband.

Questi sì sono esempi di applicazioni e siti utili per chi vuole studiare un problema!

In altre parole, se sono un programmatore che vuole sviluppare una app, gli open data (almeno nella accezione che vedo comunemente enunciata) sono troppo poco. Se sono un utente finale sono fin troppo: dati grezzi del tutto illeggibili.

Credo sia venuto finalmente il tempo di andare oltre le ideologie e puntare a “fare cose” che servano veramente a risolvere i legittimi problemi sollevati da chi si occupa di open dati.

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