La qualità dell’editoria digitale italiana

Ogni anno spendo circa 1000 Euro in abbonanamenti digitali. In particolare, sono abbonato alle seguenti testate:

  • New York Times.
  • Wall Street Journal.
  • The Atlantic.
  • The New Yorker.
  • Harvard Business Review.
  • McKinsey Quarterly.

Inoltre sono abbonato a due dei principali quotidiani italiani. Per amor di patria non dico quali sono. Perché? Molto semplice:

  1. Applicazioni digitali di qualità scadente.
  2. Siti web inusabili (specie sul mobile) con interfacce a sfogliatore totalmente inadatte all’uso digitale e con grafica “childish” e veramente vecchia. Poi mi diranno che i lettori italiani vogliono gli sfogliatori. Sarà. Io li trovo poco usabili e “vecchi”.
  3. Sistemi di CRM e gestione account/abbonamenti primitivi e inusabili. Non sto a dire il tempo perso per fare cose banali come gestire i miei device mobili o lo stato dell’abbonamento.

Ecco, prima di lamentarsi di Google, visto che io sono uno di quelli che spende centinaia di Euro in abbonamenti, mi aspetterei una qualità del servizio e delle interfacce simili a quelle delle testate americane e inglesi. Poi parliamo di Google.

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