A proposito di regge e di campioni

In un lungo articolo, Riccardo Luna rivendica i risultati del lavoro dei Digital Champion e dell’evento di Venaria. Non voglio discutere punto per punto quel che dice. Nè discutere delle osterie e delle birre evocate da Riccardo. Nè delle questioni sulla natura dell’associazione Digital Champions evocate da altri. 

Mi interessa fare due commenti. 

È tutto qui: uno scontro – legittimo – fra due narrazioni.

No, non è tutto qui. Esiste anche una terza via, come scrivevo tempo fa. Deve esistere. È la via di chi vuole fare, ma si rifiuta di accontentarsi di analisi e soluzioni insufficienti e consolatorie. C’è una terza via Riccardo, di chi non apprezza narrazioni semplicistiche e parziali e, al tempo stesso, vuole cambiare le cose, sul serio. Non esiste solo il “chi non è con me è contro di me”. 

Lo dico ai digitali della fine del mondo: perché non proviamo a costruire qualcosa assieme?

Per fare bisogna aver spazio per fare. Oggi, Riccardo, chi ha le leve per fare? Quelli che stanno nelle osterie o in fondo alla sala di Venaria, o chi ricopre cariche come la tua e che ha la possibilità di parlare con le più alte personalità dello Stato? Chi a Venaria ha avuto la possibilità di dire quel che fa, o tutti quelli che a Venaria o non sono venuti perché non invitati o sono rimasti in silenzio, alquanto disorientati, a vedere quel che succedeva?

Su queste cose, Riccardo, De Rita non c’entra niente. 

3 Comments

  1. Alessandro Marzocchi said:

    Di narrazioni ce ne sono tante quanti siamo noi. Per quel che vale, la mia narrazione è che il digitale spinge a cercare le cause dell’inefficienza, penso al groviglio di norme ed all’ulteriore loro intreccio burocratico. La nostra cultura ha radici profondissime in un formalismo che troppo spesso è fine a sè stesso e produce mostri ingovernabili; il digitale non fa miracoli, pur sofisticato è solo uno strumento ma è l’occasione per ripensare i nostri fini ed i percorsi per realizzarli. Se non cogliamo l’opportunità ci ridurremo ad automi di noi stessi, a servizio di formalismi, quelli solo negativi.

    09/12/2015
    Reply

Rispondi