Voglio dare “un po’ di numeri”

On November 16, 2007, in Politica, Ricerca e innovazione, by Alfonso Fuggetta

Mentre ero in USA si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico, presenti il Ministro Padoa-Schioppa, il Sindaco Moratti e il Ministro Nicolais.

Ho qui la relazione del rettore e del direttore amministrativo con un po’ di notizie che, benchè ufficialmente contenute nelle relazioni fatte pubblicamente, non sono passate sulla stampa (o sono apparse in forma confusa e parziale).

Sottofinziamento degli atenei

Le università dovrebbero ricevere i fondi dal ministero dell’università secondo un preciso schema che tiene conto del numero di studenti, dei docenti, della qualità. Ebbene esiste uno sbilanciamento tra ciò che si dovrebbe ricevere e ciò che effettivamente si riceve. Questi alcuni dati relativi al periodo 1996-2007 raggruppati per regioni (i "-" indicano soldi che NON si sono ricevuti, i "+" soldi che sono stati ricevuti oltre il previsto):

  • Piemonte: -549
  • Lombardia (!!!!): -954
  • Veneto: -493
  • Emilia Romagna: -448
  • Abruzzo: -209
  • Calabria: -164
  • Liguria: +297
  • Toscana: +120
  • Lazio: +797
  • Campania: +554
  • Sicilia (!!!!): +974
  • Sardegna: +213

I dati sono in milioni di euro. Il rettore ha ringraziato il Ministro Padoa-Schioppa che ha reso possibile la divulgazione di questi dati.

Il Politecnico di Milano

  1. È il primo creditore in assoluto, con oltre 400 Milioni di Euro, 40 solo quest’anno.
  2. Costo totale del personale rispetto al FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario del Ministero): Politecnico = 86,7%, Media nazionale = 100,48% (!)
  3. Sottofinanziamento del Politecnico di Milano: -19,4%.

Lascio a voi i commenti, specie quando incrociate questi dati con quelli che vi dicevo dell’MIT.

14 Responses to “Voglio dare “un po’ di numeri””

  1. Paolo Bizzarri says:

    Due domande stupide:
    - i numeri + o – cosa intendono (sono milioni di euro di finanziamento o cosa?)
    - il credito verso chi lo avete? Verso il fisco?

  2. Davvero incredibile,
    ma quale è la motivazione di tale ripartizione o come lo ha chiamato “sbilanciamento”?
    Grazie.

  3. @Paolo
    Chiedo scusa! Lo davo per scontato! Sono Milioni di Euro di finanziamento non ricevuti e dovuti ( i “-”) o ricevuti e non dovuti (i “+”). In pratica, per esempio, in Lombardia NON sono arrivati 954 milioni di euro che erano dovuti, mentre in Sicilia ne sono arrivati 974 in più che NON erano dovuti.

    Il credito del Poli è verso il MIUR che non ha dato i soldi che doveva dare in base ai criteri di ripartizione esistenti.

  4. Vince says:

    Non per alimentare commenti xenofobi/razzisti/leghisti e quanto di altro peggio c’è in giro, ma, se si guardano i dati dei finanziamenti ricevuti e non dovuti, si nota che la maggioranza sta nel sud, e lo dico da meridionale. (anche se d’origine).
    Potrei ancora capire se si trattasse di 50/100, magari hanno piu’ necessita’ per erogare borse di studio, oppure per spese, non lo so, ma quando si arriva a 400/700/900, evidentemente c’è qualche problema.
    Per evitare una gestione cosi’ fallimentare dei soldi, non si potrebbe attuare una gestione dei finanziamenti “per merito”?
    Ogni Ateneo ottiene dei finanziamenti pubblici “di base”, basati sul numero degli studenti e del personale, e poi, in base al prestigio che la scuola ottiene, vuoi per scoperte, pubblicazioni, ricerche, e cose simile, ottenga qualcosa in piu’.
    In modo che gli Atenei piu’ meritevoli ottengano finanziamenti maggiori, mentre Atenei ciucciasoldi se ne stiano con lo stretto necessario?

  5. Il rettore faceva notare che più che sud-nord, da un punto di vista geografico sembrava tirreno che prende di più contro adriatico che prende meno (includendo nell’adriatico anche Piemonte e Lombardia).

  6. Riccardo,
    chi lo sa. La capacità di lobby di certi atenei? Situazioni specifiche incancrenite? Non conosco i casi specifici, ma certo i dati sono molto chiari e spiegano tante cose.

  7. whitenoise says:

    Quando leggo queste cose, scusate il termine, mi cascano le palle…

    …sono abbastanza convinto che per esempio i soldi in più versati alla sicilia gli studenti non li abbiano visti nemmeno da lontano…

    …dai non prendiamoci in giro…è molto piu probabile che un siciliano vada a roma o al nord che uno del nord vada in sicilia…come possono avere tutti quei soldi…

    veramente assurdo…siamo nello stato delle banane :P

  8. [...] di strano Leggendo un articolo relativo a finanziamenti agli atenei italiani di Alfonso Fuggetta, oltre al rimanere sbigottito per le cifre, mi sono caduti [...]

  9. darmix says:

    forse dipende anche da questo: un modello di finanziamento ancora largamente ancorato alla quantità rende fortissimo l’incentivo ad attrarre studenti proponendo corsi di laurea ammiccanti, non importa quanto sorretti da effettive competenze interne, o pronti a promettere rosee prospettive occupazionali.
    troppe lauree squalificano la formazione. Qua sul sole un’interessante indaginel’elenco delle facoltà a rischio.

  10. elisabetta says:

    Alfonso,
    non ho capito perchè “Il rettore ha ringraziato il Ministro Padoa-Schioppa che ha reso possibile la divulgazione di questi dati” ? i soldi dei quali si discute sono pubblici. E’ fondamentale che queste cifre siano facilmente consultabili e verificabili. Purtroppo in Italia si fa molta fatica ad avere i bilanci consolidati dei vari enti che pure dovrebbero essere resi pubblici. Se nelle discussioni non si parte da dati certi si fanno solo delle chiacchere.

  11. Elisabetta,
    evidentemente erano informazioni riservate. Non saprei dirti: riporto quanto indicato nel testo letto dal rettore.

  12. Fabrizio says:

    Tutto ciò è semplicemente scandaloso.
    E’ possibile per caso avere un link o una scansione della fonte ?

  13. È il discorso di prolusione del rettore. Quanto ha detto è pubblico, ma io non sono autorizzato a distribuirlo. Devo vedere se è stato messo sul sito del Poli.

  14. Ho controllato. È sulla intranet di ateneo ma non sul sito ufficiale del Poli. Ho chiesto all’ufficio comunicazione se possono renderlo disponibile al pubblico.

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