Devo tenere un blog?

On December 2, 2007, in Pensieri sparsi, by Alfonso Fuggetta

A volte mi prende una grande amarezza. Tengo questo blog perchè mi piace esprimere chiaramente le mie idee. Penso che manchiamo troppo spesso di chiarezza e trasparenza. E manchiamo spesso di dibattito, aperto, sincero. Questo paese a volte è vittima della paura delle proprie idee. 

Certamente, tenere un blog a volte comporta dei rischi. A volte ci si spiega male e chi legge fraintende. Oppure nella foga si dice una parola in più di quello che si intendeva. Sono i rischi di chi si apre e comunica. Anche su questo blog a volte ci sono stati scontri, accesi. Ma alla fine, io sento che anche da coloro con i quali mi sono scontrato ho imparato qualcosa.

Ho ricevuto critiche per il fatto che tengo il blog. Non sono cose solo recenti. È già accaduto diverse volte nel passato. Per alcuni sono un esibizionista che vuol mettersi in mostra. Per altri non sono prudente e a volte sono inopportuno.

Forse è vero. Ma io sento che aver aperto il blog mi ha arricchito tantissimo. Mi ha messo in contatto con tante persone che non conoscevo. Mi ha aiutato a capire che comunicare è una cosa complessa e che bisogna imparare a scrivere bene ciò che si vuole esprimere per dare il giusto messaggio. Ho imparato tanto sui contenuti e sul senso di ciò che discutiamo.

Sto scoprendo che tenere il blog mi costa fatica. Non quella che investo per scrivere e rispondere ai commenti. È faticoso perchè per quanto questo sia un blog piccolo e poco letto (su feedburner ci sono circa 600 accessi al giorno in media) basta poco perchè si creino tensioni o fraintendimenti, anche con persone che stimo e che considero amiche. 

Siamo un paese strano, dove tutti aprono la bocca, ma alla fine pochi comunicano sul serio. Dove a volte il bizantinismo delle posizioni o la "politica" con la "p" minuscola domina. Dove il chiacchiericcio del dietro le quinte è molto più importante del confronto franco, sincero, anche aspro, ma onesto.

Io voglio continuare a tenere questo blog, sperando che sia utile non solo per me, ma anche per quelli che Manzoni chiamerebbe "i miei pochi lettori".

Spero di non sbagliarmi.

33 Responses to “Devo tenere un blog?”

  1. Guido Serra says:

    No, non ti sbagli.

    Non farti condizionare dai colleghi che ti danno dell’esibizionista.

    C’è un altro docente a cui umanamente devo molto. Quando ho iniziato l’università era disponibile e presente con gli studenti, poi, probabilmente qualcuno l’ha ripreso e si è rinchiuso nel suo studio a fare ricerca, dimenticandosi degli studenti… o cmq riducendo notevolmente il tempo a disposizione allineandosi agli altri colleghi, e iniziando a mantenere le distanze.

    Tieni duro.

  2. Alberto says:

    In qualità di uno dei 600 e di uno di quelli non conosciuti prima di scrivere sul blog avviso che sono contento di poter leggere quello che scrivi.
    Alcune cose sono reciproche: io non avrei ma saputo della tua esistenza prima e poter leggere notizie, commenti e considerazioni da una fonte interessante come te lo trovo utile.
    Continua così, grazie!

  3. Mauro Labate says:

    Personalmente credo di aver imparato molto leggendo questo blog. Le fonti di informazione (intesa nel senso più generale possibile) sono molte nella nostra epoca (non a caso si chiama dell’informazione…), e questa numerosità produce due effetti problematici:
    - possibilità di trovare informazioni discordi sul medesimo argomento
    - possibilità di non trovare l’informazione che si cerca perché dispersa nella grandezza del flusso
    Un blog come questo risponde bene alle esigenze del lettore interessato ai topic trattati, perché é curato da una fonte autorevole (più rilevante nei post argomentativi) e mette in evidenza articoli e notizie molto rilevanti che passerebbero altrimenti inosservati (ovviamente rilevante nei post informativi).
    Continui così!

  4. Sai, è semplice criticare e prendere in giro chi fa cose diverse. succede spesso nella vita. se ci tieni al blog, al rapporto con i lettori, se ha qualche valore per te, allora fregatene di quelli che remano contro.

    non mi ricordo di aver letto qui qualche segreto industriale del Cefriel, quindi non credo che tu stia facendo un danno…. anzi, secondo me fai anche diffusione delle vostre attività.

    a presto
    gc

  5. Gi says:

    Mi associo ad Alberto; molta gente ha potuto fare la tua conoscenza, seppur virtuale, grazie al blog.
    In merito allo strumento e al suo uso, che dire, mi sembra che parlare di dibattiti sia un po’ esagerato.
    Si consumano gli argomenti con troppa voracità; sovente si privilegia la nuova notizia, il nuovo argomento, piuttosto che continuare uno scambio di opinioni su uno stesso argomento, quando interessante ovvio. Certo, è facile dire che se la discussione non continua significa che ha esaurito l’interesse; ciò è anche vero, ma è altrettanto vero che si segue troppo, a mio parere, la moda consumistica di questi tempi.
    Come nell’informazione, stampa e tv, l’argomento viene triturato e digerito velocemente per far posto a nuovi “sapori”.
    Mi piace sempre meno.

  6. Alessandro says:

    Io leggo il tuo blog perché ritengo che scriva delle cose interessanti, ogni tanto faccio qualche intervento, spesso sto zitto. Che qualcuno si risenta – compreso me a volte – è quasi fisiologico e intrinseco nella natura stessa delle forme di comunicazione scritta sul web. Altri fattori esterni di risentimento li ritengo infantili.

    Se anche tu ritieni di scrivere cose interessanti in buona fede, che ragione c’è per avere rimorsi?

  7. fabiomas says:

    Io sono un lettore giornaliero del blog e lo ritengo decisamente molto utile,volevo solo ringraziarti.
    Buona domenica.

  8. Buongiorno,
    colgo questa occasione per ringraziarLa della fatica che impiega nel tenere vivo il suo blog e per porgerLe i miei complimenti; da più di sei mesi ho aggiunto il feed rss a Google Reader (mi sento google-dipendente, sono grave?) che mi permette di tenere sottocchio ogni suo post. Condivido pienamente quanto ha appena espresso e Le confesso che, personalmente, trovo molto più interessanti i posts riguardanti le tecnologie di quelli che si aggiungono alla sterile discussione politica. Non sono bravo con le parole e mi fanno terribilmente paura coloro che le usano per i loro tornaconti. Preferisco i fatti alle parole.

    Con riconoscenza,
    Alessandro Belleggia

  9. roberto d. says:

    Caro Alfonso,

    perché questa riflessione pubblica? Sai bene che, a prescindere dalle vere opinioni, nessuno risponderebbe dicendo “per favore smettila” e questo per due ragioni: a) per la naturale poca voglia di esporsi di molte persone e b) perché naturalmente il blog seleziona il pubblico. Con questo non voglio dire che tutti i tuoi frequentatori siano d’accordo con le tue idee (sai per esempio che su alitalia/malpensa ho idee diverse dalle tue) ma certamente penso siano d’accordo con un modo di porre i problemi ragionato, equilibrato, non urlato e aperto al dibattito. Io nel tuo blog trovo spunti interessanti, qualche idea condivisibile e qualcuna no, un luogo dove dibattere liberamente e quindi non vedo ragione perché tu ti debba piegare alle tensioni e ai fraintendimenti: chi non la pensa come te puo’ sempre aprire queste pagine e “postare” le sue opinioni……. if any

    ciao e buona domenica
    roberto dona’

  10. Francesco says:

    Sono nella posizione di Alberto a cui mi accodo volentieri. Per inciso: i lettori dei blog non si contano semmai si pesano. Qui immagino ci siano molti lettori “pesanti”, e poi qualche intruso come il sottoscritto.
    Continua cosi’! Grazie.
    Francesco

  11. Gigi Tagliapietra says:

    Per fortuna a fronte di ogni sciocco ci sono decine di persone fantastiche con le quali vale la pena di mantenere viva la relazione.

    A me hanno dato del “narcisista preadolescenziale” per via del blog che devo dirti: non mi dispiace se narcisista vuol dire che ho rispetto e stima di me stesso e se preadolescenziale significa che cerco di ritrovare le emozioni semlici che ogni giorno mi fanno sorridere.

    Vale certamente la pena di riflettere ogni tanto su ci che facciamo ma stai tranquillo, fosse anche uno solo quello che legge il tuo blog, sarebbe utile ugualmente. Innanzitutto a te.

  12. Non credo si possa mai essere tacciati di esibizionismo nel momento in cui si cerca di comunicare un qualcosa in cui si crede e dando luogo ad una conversazione che è comunque costruttiva, e credo che ciò valga per chiunque. Altrimenti qui saremmo tutti degli esibizionisti, e fin dalla nascita, dato che tutti possediamo un cervello e tentiamo di usarlo nel modo migliore possibile cercando di comunicare al mondo le nostre idee circa esso e circa noi stessi. Oppure è davvero ciò che siamo, cioè tutti esibizionisti, nel senso che cerchiamo di “esibire” agli altri ciò che pensiamo e ciò in cui crediamo. Non so se è così che possiamo anche catalogare il nostro essere, ma mi chiedo che senso avrebbe altrimenti parlare di sociale, di società, nonché di conversazione, se tutti non avessimo qualcosa da “esibire” agli altri all’interno di tali contesti ed ognuno fosse chiuso in sé stesso.
    Benvengano quindi i blogs da questo punto di vista, soprattutto quando essi assurgono al ruolo di strumenti di riflessione costruttiva e veicolano trasparenza. E, a mio modesto parere, essi non sono uno strumento di scontro-incontro, neanche nell’accezione più strettamente sofistica del termine, ma di solo incontro, dato di che “scontro” non si dovrebbe mai più parlare ai nostri tempi (civiltà! ricordate?).

  13. Filippo M says:

    Stare in silenzio, non parlare, non commentare, non esprimere opinioni è più facile, non richiede alcuno sforzo e senza dubbio ti porta a fare parte della “maggioranza” delle persone che ti circondano. Quelli che non seguono le notizie, non pensano, non ragionano, non si chiedono perchè. Quelli che va bene così. Quelli che “mica ho tempo da perdere io” e poi passano tutte le sere davanti a bruno vespa. O al bar a bere e fumare.

    Io sono per quell’altra italia, quella che scrive, commenta, si interessa, vive, fa fatica e pensa di fare qualcosa di utile.

    “lo scrutatore non votante
    è indifferente alla politica
    ci tiene assai a dire “ohissa!”
    ma poi non scende dalla macchina
    è come un ateo praticante
    seduto in chiesa alla domenica
    si mette apposta un po in disparte
    per dissentire dalla predica”
    [Samuele Bersani, Lo scrutatore non votante]

  14. Stex says:

    Sono uno dei quotidiani frequentatori del blog. Posso dire che finora la lettura dei post e dei commenti è stata arricchente. Penso che un blog possa permettere di conoscere persone di qualità quando non si ha la fortuna di conoscerle direttamente. E’ raro trovare un docente/CEO che sappia scendere dalla cattedra e mostrare anche il lato umano. Non tenere questo blog significherebbe lasciare immutate le cose e rinunciare ad interagire con chi ti sta intorno, privandosi così di un’opportunità.

  15. Carmelo says:

    Ciao Alfonso, purtroppo sono di fretta e non sto facendo in tempo a leggere tutti i commenti che han messo su gli altri.
    Io aggiungo semplicemente il mio che ovviamente va nella stessa direzione di chi crede che l’ostracizzazione di un blog sia sempre un atto repressivo. In particolare se chi tiene il blog è una persona che “rischia” nel farlo. Tu Alfonso, non ti fare tanti problemi. La verità è semplicemente che tu sei un adulto al passo coi tempi, che può confrontarsi con i giovani e che sa ancora entusiasmarsi. La colpa più grossa di molti adulti infatti è proprio questa: non capire l’entusiasmo e liquidarlo con una qualche minimizzazione oppure, nei casi più tristi, cercare di soffocarlo.
    Boh, non voglio sembrare retorico e quindi non vado oltre. A me piace sentirti parlare o leggerti, anche quando ti metti in punti di vista che non mi appartengono. Spero ti faccia piacere.
    Un saluto a te e a tutti gli amici che leggono e scrivono.

  16. paolo v. says:

    alfonso,
    mi accodo agli altri commenti che sottolieano l’importanza del tuo blog e spero che tu ti convinca a continuare.
    devo dire che ammiro molto chi riesce ad avere la pazienza e l’assiduità di tenere un blog aggiornato, cio’ richiedendo un certo lavoro, disciplina e continuità.

    saluti

  17. Io non sono molto bravo a comunicare, sono timido e spesso non partecipo alle discussioni nel timore di dire cose ovvie.
    Ma questo blog spesso mi aiuta a inquadrare meglio notizie lette altrove, specialmente in campo tecnologico.
    Coraggio prof., non si lasci scoraggiare, tenga duro e in bocca al lupo!
    Andrea

  18. scusa per l’imprecisione, ma ho appena visto lalà mangiarsi un gol fatto, e so che puoi capirmi ;-)

  19. Leggo questo blog praticamente ogni giorno. Mi piace. E’ un punto di vista interessante e autorevole su tante questioni. Caro Professor Fuggetta, continui così.

  20. Gio says:

    Anche io continuo a leggerlo spesso anche se ultimamente ho poco tempo per partecipare attivamente alle discusssioni… eh si siamo in un paese proprio strano.
    Un amico lo stigmatizzava cosi: “anything possible, everything allowed” e io sorridevo, ma con una certa amarezza.

    Comunque grazie davvero!

    Uno dei tuoi 27 lettori

  21. Morris says:

    Guardi, le persone che criticano chi ha un blog poi, chissà perché, ne aprono uno.

  22. Giacomo says:

    Anche io sono un appassionato lettore e le dico continui così: adoro le discussioni sull’università e tutti gli spunti di riflessione sul mondo (tecnologico o meno).
    P.S. Grazie al blog ho avuto modo di conoscerla meglio e apprezzare “a posteriori” molte sue lezioni al politecnico.

  23. Paolo Bizzarri says:

    Io trovo estremamente utile che una persona come te tenga un blog.
    IMVHO aiuta tutti a capire meglio molte cose e a crescere.
    Spero veramente che tu non voglia smettere.

  24. Morris says:

    Poi, parliamoci chiaro: se lei chiude il blog io a chi rompo i ç0g£ìon|?

  25. Caro Fuggetta,
    al di là di tutto il blog serve. Sulle questioni tecnologiche in particolare; le opinioni politiche sono uno stimolante di più.
    Saluti

  26. Eestiqaastsi says:

    Mi associo a tutti coloro hanno espresso il loro interesse per questo blog. Lo leggo quotidianamente come una fonte di informazione interessante che complementa a arricchisce quanto disponibile tramite i canali più tradizionali.
    Tenere un blog implica sicuramente mettersi sotto i riflettori e quindi esporsi a critiche benevole e purtroppo anche malevole. È parte del gioco e non credo che ci si debba vergognare ad esprimere il proprio punto di vista se lo si fa in maniera onesta e disinteressata.

  27. Nadia says:

    Mentre tu Alfonso fai e ti sforzi di fare meglio, gli altri ti criticano. Tu ti metti in gioco e quelli che ti criticano si barricano dietro *famiglie* e logiche corporative e mai in prima persona.
    Sarà una frase fatta, ma tu sai più di me che la libertà di pensiero ha sempre fatto paura in questo paese. Si vede poi che tu colpisci troppe volte nel segno, che ne scontenti troppi e non sei servo di ragionamenti *politici*, nel senso peggiore di questo termine.
    Putroppo quello che succede a te col blog, succede tutti i giorni nei più svariati contesti. E’ più comodo non scontenare. E’ più semplice non creare problemi , e non fare le cose.
    Tu puoi rispondere in un solo modo: andando avanti! Non smettere.

  28. Alfonso,
    Grazie per il tuo blog, per la fatica che spendi e per le riflessioni che stimoli.
    Ti cito qui alcune dei tanti spunti che mi hanno arricchito da quando frequento il tuo sito:
    - Ho imparato molto sul tema della “net neutrality”;
    - Mi sono comprato e letto il libro “Il futuro delle idee” di Lessig, di cui segnalavi tempo fa l’uscita dell’edizione italiana;
    - Sono più riflessivo nei confronti dei temi politico-istituzionali.
    Inoltre, come “side effect”, sono andato a curiosare sulle piattaforme open source che usi nei tuoi siti, e ho usato Joomla per il mio sito personale!…
    Vorrei che tu continuassi così… Considerando, magari, che anche le persone critiche sono in fondo interessate a te, solo per il fatto che ti leggono!
    Pier

  29. Mattia says:

    Ho scoperto lei e il suo blog mentre cercavo informazioni sul master in Information Technology del CEFRIEL, e ne sono diventato un lettore frequente. Certamente i rischi a cui fa riferimento ci sono tutti, ma derivano dallo stesso mezzo di comunicazione che sta a metà strada tra il diario personale e il prodotto editoriale vero e proprio.

  30. darmix says:

    certo che si! :-)

  31. Ricky says:

    Alfonso, cosa potrebbe davvero farti desistere? è forse la paura che l’Altro non ci capisca? che sia troppo lontano? che sia solo fiato e tempo sprecato?

    Ma non sono forse queste le paure che ci trattengono dal Vivere?
    Scrivere costa fatica e concentrazione: non è una questione di tempo è una questione di energia. Ma tu hai ancora troppe cose da dire ed hai troppa voglia di farlo.
    Ne vale la pena? leggendoti credo proprio ti si, fosse anche solo per te medesimo che scrivi.

    ciao

  32. Ringrazio tutti dei messaggi. Rispondo a Riccardo e con lui a molti altri.
    Alla fine tenere questo blog mi crea anche qualche nemico. O mi aliena simpatie. O comunque mi crea problemi. Può sembrare incredibile, ma è così.
    Ovvio che il mio post era un po’ uno sfogo e io vado avanti. Ma vi assicuro che a volte la frustrazione è tanta.

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