Ancora sul “bloggare”

On December 21, 2007, in Giornali e blog, by Alfonso Fuggetta

In questi giorni mi sono trovato a ripensare sul significato del "bloggare". I motivi sono diversi. Ho letto di "internet stars" (un po’ autoreferenziali, mi pare) e vedo che vengono aggiornate di continuo anche le varie classifiche e graduatorie dei blog. Ma soprattutto leggo vari commenti su cosa un blog sia o debba essere. Ho letto i dieci punti del "creatore" del termine weblog che citavo qualche giorno fa qui sul mio blog. Poi seguendo commenti e post di autori vari, leggo di altre opinioni. C’è chi dice, per esempio, che un blog non deve riprendere e replicare quanto già detto e scritto sui media convenzionali, ma fare invece un lavoro bottom-up di ricerca delle informazioni. Quindi un blog sarebbe una sorta di stampa alternativa. Per altri un blog deve essere un luogo dove si commenta e approfondisce quanto si legge in giro. Per altri ancora un blog è un vero e proprio diario nel quale scrivere le proprie idee e i sentimenti che giorno per giorno si provano.

A me sembra che siano tutte forme accettabili. Dire che il blog è una cosa e non un’altra mi sembra francamente sterile e anche un po’ presuntuoso. Dove è scritto il teorema o l’assioma che definisce cosa sia un blog? Ovvio che non esiste. Un blog è uno strumento come lo è un libro: ciascuno scrive le pagine e le storie che preferisce. Nel caso dei libri, c’è chi scrive romanzi, altri poesie, altri saggi, altri ancora pamphlet. La bellezza dello strumento è proprio questa: ciascuno lo vive come crede e sente. Io ho due blog. Uno, questo, è più di discussione sui temi del giorno e sulle "vicende" di lavoro che vivo. L’altro (Pensieri) è, come diceva un lettore, un po’ più intimista: è un luogo dove propongo qualche pensiero che leggo o vivo e che mi fa riflettere su chi sono e come vivo.

La vera questione credo sia un’altra. Un blog ha due valenze: per chi scrive e per chi legge. Chi lo scrive può essere guidato da diversi motivi: riflettere su ciò che vive, analizzare fatti e tecnologie, sfogarsi, divertirsi. Come scriveva non mi ricordo chi (Mantellini forse?) un blog per un autore è anche una sorta di repository centralizzato di tutti i propri scritti e pensieri. Per me è certamente anche questo. Per chi lo legge, un blog deve offrire "qualcosa" che specularmente riflette la vision dell’autore: può far divertire, servire per condividere sfoghi e passioni, approfondire ciò che succede in giro per il mondo. Certamente in funzione di questi diversi obiettivi e punti di vista saranno anche diversi i parametri che si usano per decretare il successo di un blog (su questo tema ci stanno lavorando gli amici e colleghi Luca e Gigi e spero che presto ci racconteranno un po’ di quello che hanno pensato e trovato).

Forse dovremmo cambiare un po’ il modo secondo il quale studiamo il fenomeno dei blog, quanto meno cercando di avere meno un’approccio da auditel o telegatto. È un fenomeno complesso, secondo alcuni transitorio, ma indubbiamente estremamente stimolante. Certamente credo meriti una valutazione e un’approfondimento più articolati di quanto oggi spesso ci troviamo a fare o leggere.

 

3 Responses to “Ancora sul “bloggare””

  1. Il blog come diario o strumento di interazio-comunicazione, libero ognuno di farne l’uso che preferisce.
    Diverso se l’uso è manipolatorio o fake per interessi personali o di terze parti che è discutibile, ma vale sempre a prescindere dal media utilizzato.

  2. [...] prof. oggi fa alcune riflessioni su bloggare, classifiche e graduatorie, poi mi sono imbattuta in questo e non posso fare a meno di [...]

  3. Sara says:

    Tout court il blog è l’espressione del desiderio di condividere parte di sè nella Rete. I lettori, dal canto loro, amano molto la suggestione degli spunti che un blog offre… da questo punto di vista il blog è uno strumento molto potente.

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