Si sono levate diverse voci negative sulla riorganizzazione di Telecom annunciata ieri sera. Ci sono anche tanti dubbi sul fatto che alla fine succeda qualcosa di realmente nuovo. Ovviamente, come scrivevo ieri sera, ci sono incognite e siamo ancora all’inizio di un cammino. Se il cammino si fermasse, sarebbe una delusione. Ma se continuasse, siamo nella direzione giusta.
Per fare cose complicate servono tanti passi nella giusta direzione. Non si può pretendere tutto subito. Sarebbe ingenuo pensare che Bernabè arriva e risolve in quattro e quattr’otto un problema che nessuno in Europa ha risolto fino in fondo. L’approdo, per me, è la separazione societaria che nemmeno il Regno Unito ha.
Un detto americano recita: “Come si mangia un elefante? Un boccone alla volta”.


posso dire la mia, da ignorante?
sembra che qualcuno pensi ancora, che basta cambiare le persone (e metterne altre più brave e oneste o amiche) e che questo possa portare automaticamente ad un risultato positivo, in termini volgari: “levati tu che mi metto io”. Io non sono tra quelle persone, al di là delle situazioni, se si crede ad un “modello”, ad un “sistema” o a delle regole e a quello che si deve tendere o no?
La separazione funzionale in Uk funziona sotto la ‘minaccia credibile’ della separazione strutturale o societaria. In altri termini si è partiti da quest’ultima proposta di Ofcom, per arrivare alla contromossa di BT fatta di impegni legalmente vincolanti, chinese walls, in cambio di un allentamento sul fronte della regolamentazione ex ante su alcuni mercati. Dal versante della regulation, secondo me, non può esserci dell’altro. Altra questione sono le spinte, a fronte delle innovazioni tecnologiche, che possono arrivare dal mercato (nuovi operatori, nuovi mercati) o dalle vicende interne all’incumbent (indebitamento e quant’altro).