Telecom

On March 8, 2008, in Business, by Alfonso Fuggetta

Ieri sono stato all’investor day di Telecom. Ho visto Stefano e altri amici. Stefano ne ha già parlato ampiamente sul suo blog e certamente ne riparlerà … ;-) Ho letto anche il commento di Luca.

Mi pare abbiamo opinioni convengenti. A me Bernabè è piaciuto. Perchè non ha sparato balle o parlato a casaccio. Ha fatto capire quella che è la situazione. Ha fatto capire che sta studiando come mettere mano ad una azienda enorme che per anni è stata gestita con i risultati che abbiamo sotto gli occhi. Come scrivevo qualche settimana fa dopo l’annuncio di Open Access, cosa ci si aspettava? Che Bernabè in una notte risolvesse una questione che si trascina peggiorando da 10 anni?

Se posso esprimire due commenti ulteriori rispetto a Luca e Stefano:

  1. Bernabè ha detto che nel corso dell’anno ci sarà un profondo cambiamento organizzativo di Telecom Italia. Lo deve fare. Ma credo che non si tratti solo di cambiare struttura: dovrà anche cambiare un po’ di persone. Anche sentendo alcuni interventi di ieri, ho la sensazione che in Telecom ci siano ancora molte persone che vedono le telecomunicazioni con l’occhio del passato, senza rendersi conto che, volenti o nolenti, il mondo è cambiato. Poi ci si può anche illudere che un incumbent telefonico si mette a fare concorrenza a Google o a chi fa advertising o i servizi su Internet. Ci credo poco perché vorrebbe dire trasformare in modo radicale business, tradizione e cultura aziendale. Ero seduto di fianco ad una analista finanziaria inglese che nel sentire alcuni passaggi di alcuni manager di Telecom continuava a scuotere la testa come per dire “ma di che parlano”?
    Abbiamo imparato da errori del passato (vedi Fiat anni 80-90 e inizio 2000) che diversificare è rischioso. Ghidella voleva investire nell’auto; Romiti comprò assicurazioni e giornali. Alla fine non c’erano le risorse e le condizioni per fare le auto che il mercato chiedeva. Telecom deve diventare un top performer innanzi tutto nel suo mercato: trasporto IP, voce, integrazione fisso-mobile, servizi infrastrutturali come il pagamento elettronico (che altri operatori come ricorda sempre Stefano hanno già cominciato a fare). Non è facile fare bene questo mestiere, per nulla. Non vuol dire sminuire il ruolo di Telecom. Vuol dire fare bene un mestiere vitale: permettere l’interconnessione tra uomini, macchine, imprese a livello globale. Certo, Telecom, come tutti gli incumbent, dovrà cambiare. Ma quale sarebbe l’alternativa? Resistere in trincea? Fare quello che altri sanno fare meglio, partendo da un debito di oltre 30 miliardi? Ha ragione Bernabè: oggi bisogna rimettere a posto la casa pensando al futuro. Come ha fatto Marchionne in Fiat.
  2. Il crollo in borsa credo sia veramente irrazionale. O meglio, come diceva credo Stefano riprendendo le parole di Bernabè, derivi molto dal fatto che gli investitori di lungo periodo hanno “mollato” l’azienda. L’analista finanziaria inglese mi diceva che certo non era una sorpresa quello che sentiva dire sui dati di Telecom: si sapeva (come ha affermato Bernabè).
    È una bella sfida. Anche perchè incombe l’ombra di Telefonica e magari di qualche altra impresa nazionale che potrebbe essere interessata a prendersi Telecom approfittando del momento di transizione. Conterà molto anche la sponda politica che arriverà a valle delle elezioni. Questo governo sembrava interessato alla separazione e ad investimenti nella One Network. Che farà il prossimo?

Mai come in questo caso credo valgano le parole: “lasciatelo lavorare”. E diamogli una mano.

2 Responses to “Telecom”

  1. [...] tecnici, professori, autorevoli punti di riferimento, etc, dicono praticamente la stessa cosa: a loro Franco Bernabè [...]

  2. [...] Si poteva fare di più?

    Per carità, si può sempre far meglio, nella vita e nel business, ma non molto di più in questo caso, se si è persone serie. [...]

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