Da leggere.

Marchionne: “Borsa ha perso rapporto con realtà economica” – LASTAMPA.it: “«È un mercato che ha perso qualsiasi tipo di rapporto con la realtà economica, è guidato da preoccupazioni finanziarie che si vanno a ribaltare sulla realtà industriale. Non si può fare nulla». Così Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat (nella foto), ha commentato oggi l’andamento altalenante del titolo del Lingotto a Piazza Affari. «Finchè non si rimetteranno le cose a posto e non si torneranno a valutare le aziende per quello che fanno – ha osservato, parlando al Lingotto dove ha ritirato il premio Auto d’Europa assegnato alla 500 – sarà come mettersi davanti a un treno che va a 300 km all’ ora. Non si può fermarlo, ma solo stare a guardare». Marchionne, che ha anche detto di avere «nelle vene più benzina che finanza», ha espresso l’auspicio che «nei prossimi sei mesi tutto questo finisca e ci sia una correzione…Ma questo non impatta sulle scelte industriali del gruppo».

Per l’amministratore delegato della Fiat «tutte le previsioni del gruppo sono di un mercato europeo lineare. Non vedo shock del sistema, nè un calo della domanda, ma nemmeno una crescita. Bisognerà sudarsela». «Il mercato italiano – ha aggiunto Marchionne – sarà negativo, perderà qualcosa, ma per noi la cosa importante è il livello europeo. Questo non avrà ripercussioni sulla nostra quota, la manterremo».

Marchionne ha commentato anche la battuta di Silvio Berlusconi sulla giovane precaria che gli chiedeva come poteva fare a mettere su famiglia e affrontare un mutuo: «Certi argomenti si affrontano in modo serio. Io non avrei fatto sicuramente la battuta che ho letto sui giornali di oggi».

Sulla scalata della Porsche alla Volkswagen ha detto: «Un’operazione inconcepibile, è come se la Ferrari comprasse la Fiat». «La Porsche è il più grande hedge fund tedesco – ha aggiunto – che fa anche vetture. Una situazione totalmente tedesca, dovuta a certe posizioni in quella struttura».

Marchionne, intervistato al Lingotto da Pierluigi Bonora, presidente dell’ Uiga (l’associazione dei giornalisti dell’ auto) ha poi sottolineato: «Non ho alcuna intenzione di andare da nessuna parte». «Calmiamoci tutti – ha aggiunto Marchionne – stiamo alla scrivania e lavoriamo».

Alla domanda che voto darebbe al risanamento della Fiat, da 1 a 10, ha risposto: «Due e mezzo ed è già un voto generoso». «La rivoluzione industriale fatta a Pomigliano – ha aggiunto – dovrebbe essere ripetuta in tutti gli stabilimenti. La struttura non è cambiata ancora, ci vuole un grande cambiamento culturale per sostenere lo sviluppo industriale della Fiat».

Parlando di un suo ipotetico erede, Marchionne ha detto: «Spero che la persona che verrà dopo di me sia cresciuta tra noi, nel gruppo».

Non poteva mancare nell’intervista un passaggio sul look casual, inusuale per un grande manager: «Il mio non è un atteggiamento, uso il maglione perchè sto a mio agio». E, a proposito della sua capigliatura mai perfettamente in ordine, dice ridendo: «non uso il pettine».

«Quando vedo quei poveri disgraziati con la cravatta, mi chiedo come facciano a sopportarla», «Anche ieri sera – aggiunge – ero a una cena ufficiale a Londra per la consegna di un premio alla Fiat e ho indossato il maglione». «Quell’ affare appeso al collo per 18 ore non è per niente simpatico», sostiene.

Infine, manifesta un desiderio di maggiore privacy: «Vedere le miei foto sui giornali quasi tutti i giorni mi dà un grandissimo fastidio. Uno dei problemi del mio impegno con la Fiat è che ho perso completamente la mia privacy, che per me è sempre stata importante. Anche andare a comprare due cd diventa un fatto pubblico, non mi piace è un prezzo che mi dà fastidio».”

6 Responses to “Marchionne: “Borsa ha perso rapporto con realtà economica””

  1. Stefano says:

    Beh, nessuno è perfetto. Marchionne ha saputo il fatto suo nel risanare Fiat e non è solo merito come definisce qualcuno degli aiuti di stato. Fiat ha alzato la testa, ha conquistato il mercato con quote che crescono progessivamente, su alcuni mercati esteri (il brasile in primis) è leader di mercato indiscussa. A livello di borsa Fiat non significa solo auto ma anche camion (Iveco) e macchine agricole e sollevamento terra (CNH in USA). Il mercato è evidente per qualsiasi trader che sta svalutando ingiustamente e inutilmente il titolo. Da trader sono abbastanza deluso del titolo che seguo quotidianamante, da gennaio ha perso oltre il 30% e perchè? In realtà nessuno…sarà la crisi di cui si parla? Però Fiat continua a vendere e le sue casse non sono certo in crisi…mah…..

  2. Carletto says:

    Chi fa trading sa bene che il valore di borsa di un titolo non sempre rispecchia il suo “vero” valore, in eccesso o in difetto. Grazie al risanamento di Marchionne e alle borse in salita il titolo FIAT è letteralmente esploso, oggi con i venti di recessione e le borse in caduta, il titolo appare sottovalutato. Eccesso prima, difetto ora.

    Carletto

  3. IMHO va rivisto il rapporto tra “realtà produttiva” ed il mondo autoreferenziale della fiananza. Mi sembra a volte che le borse usino i “fatti” come generatori casuali di eventi che perturbino il mercato finaziario per farlo arrivare temporaneamente al sucessivo punto di equilibrio. Ad esempio mi è capitato spesso di parlare con professionisti del mondo finanaziario che, per loro stessa amissione, non hanno le idde molto chiare su cosa stia succedendo nel mondo delle TLC, alla fine prendono decisioni sulla base dei soliti parametri. Forse è arrivato il momento di ridare la parola agl’ingegneri…

  4. Carletto says:

    Ricordiamoci che l’irrazionalità dei mercati è legata alla difficoltà di prendere decisioni di breve periodo, necessarie nel trading veloce basato sull’analisi “tecnica”, ossia lo studio dei grafici e dei trend, e completamente scorrelata con quella “fondamentale” legata al business e al bilancio aziendale. Qualcuno storcerà il naso definendo la prima “pura speculazione”, ma essa è fondamentale per garantire la liquidità del mercato. I manager devono cercare di concentrarsi sul loro business, senza badare troppo all’andamento del titolo, so che è difficile, le pressioni sono troppe e le stock option sono il peggiore dei mali…

    Alessandro, da ingegnere e attento (spero…) osservatore del mercato finanziario, non capisco il senso della tua ultima frase…

    Carletto

  5. Per me l’economia di un sistema complesso, con le dinamiche di un sistema complesso. Il ruolo degli speculatori in questo sistema è quello di speculare. Se ciò favorisce stabilità al sistema la speculazione sopravvive. Non cerchiamo di dare una visione teleonomica alla questione, la natura insegna che i parassiti trovano spesso un equilibrio con l’ecosistema. Quando dico di restituire l’industria agli ingegneri, voglio essere chiaramente provocatorio. Forse è arrivato il momento ne quale il sistema deve ricominciare a costruire una mentalità Industriale e Artistica (Τέχνη). E nessuno mi toglie dalla testa che le regole del mercato finanziario debbano essere “ritarate”. C’è nel sistema complesso qualcosa che non funziona, che disperde efficienza e impedisce a molti “ingegneri” di dire le cose come stanno, lavorando a progetti contro-intuitivi e morti in partenza. Il problema lo lascio agli “esperti” (che spero siano prima di tutto dei matematici e non degli stregoni empiristi, anche se forse sul lungo termine il sistema evolverà verso nuovi equilibri dinamici indipendentemente da tutte le nostre considerazioni).

Leave a Reply



Qualche info



View Alfonso Fuggetta's profile on LinkedIn

Archive