WiFi cittadine?

Ieri sera ne parlavo a cena con alcuni degli ospiti all’evento che abbiamo organizzato al Poli.

Ma a che servono le reti cittadine WiFi nel momento in cui sul cellulare o in una chiavetta USB ho HSDPA e in prospettiva molto di più? Per giunta per fare una rete WiFi devo poi definire regole di accesso e controlli di sicurezza, reinvestire in nuove infrastrutture. Cioè duplicare investimenti, sforzi e attori.

In sintesi, per come si stanno mettendo le cose, a che serve mettere WiFi per le strade?

30 Comments

  1. Raibaz said:

    IMHO, visto l’attuale costo delle connessioni HDSPA attualmente in mano all’oligopolio degli operatori mobile, mettere il WiFi per le strade potrebbe servire ad avere quel minimo di concorrenzialità che potrebbe garantire prezzi migliori per l’utente…ma potrei sbagliarmi.

    09/04/2008
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  2. maurizio said:

    Forse potrebbe essere una modalità di connessione più economica per l’utente finale.

    09/04/2008
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  3. maurizio said:

    Forse potrebbe essere una modalità di connessione più economica per l’utente finale..

    09/04/2008
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  4. Ubik said:

    @Raibaz,
    non mi pare una gran giustiificaziona la tua.
    E’ come dire che, dato che le autostrade costano troppo, invece di mettere in concorrenza la concessione costruisco una autostrada nuova che corre parallela alla prima.

    09/04/2008
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  5. Ferd said:

    Se il servizio WiFi cittadino è gratis, come quello offerto dal comune di Pordenone, a me sembra un vantaggio non da poco.

    09/04/2008
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  6. A permettere una connessione libera (e gratuita) anche ai cittadini che non possono permettersi gli assurdi costi di connessione dell’internet mobile, peraltro spesso mantenendoli confinati in un walled garden.
    Secondo me.

    09/04/2008
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  7. Tom said:

    Citando il commento sopra, molti utenti desidererebbero una WI-FI cittadina a causa dei costi proibitivi delle soluzioni HDSPA e delle chiavette USB HDSPA. Infatti per la maggior parte delle persone l’ HDSPA é una connessione sporadica che serve solo quando non si ha disposizione una rete fissa privata o aziendale. Ne consegue che pagare 200 euro di chiavetta (quasi il 50% del costo di un portatile DELL nuovo) oppure un abbonamento mensile di 20-30 euro al mese per 2 anni é eccessivo.
    Quando le chiavette costeranno 55 euro e la navigazione giornaliera 1,2 euro come in Spagna ( http://www.yoigo.com/tarifas/index.php ) senza necessitá di abbonamento, allora effettivamente questa esigenza delle WI-FI cittadine scomparirá.
    Inoltre devo capire com’é possibile che il servizio HDSPA Flat della Vodafone in Spagna costi 39 euro al mese e con altri 10 euro al mese hai incluse pure le chiamate a tutti telefoni fissi e mobili. Eppure il mercato italiano é decisamente piú grande di quello Spagnolo.
    P.S: Non accusate Telecom Italia della politica di Vodafone, in quanto in Spagna Telefonica ha un monopolio e un potere economico-politico che Telecom Italia puó solo sognarsi.

    09/04/2008
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  8. diego said:

    Forse (forse) perchè HDSPA è saturo in quanto utilizzato per vedere la televisione sui telefonini?
    E allora rilancio: perchè usare una rete dati digitale per guardare le trasmissioni TV quando la copertura del segnale televisivo è per definizione la più solida e capillare che esista?

    09/04/2008
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  9. herr doktor said:

    @Raibaz:
    non sbagli 😉
    poi proprio per la connettività “spicciola” (da telefonino per leggere il feed e la posta, perchè con gli schermi piccoli non è che si possa fare poi moltissimo) non pagare sarebbe ‘carino’
    poi ciascuno si tiene la broadband a casa per un utilizzo più ‘pesante’

    09/04/2008
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  10. Mr Oz said:

    Ciao Alfonso. Direi che la risposta alla tua domanda è: alternativa.

    Come dice Raibaz è un’alternativa alla connettività oligopolizzata dalle telco.

    I costruttori di telefoni l’hanno capito, e infatti tutti i modelli recenti di smartphones hanno il WiFi.

    Poi bisogna pensare all’aspetto pratico. Tutti abbiamo il WiFi nel portatile. Niente hardware in più (almeno in ricezione).

    Il controllo degli accessi, che verrà fatto facilmente lato software, non è un problema.

    Guarda Swisscom, che fornisce un ottimo servizio nei principali hotel milanesi. Troppo caro, d’accordo, ma il modello funziona.

    Infine un ultimo aspetto. Un hotspot WiFi può collegare tra di loto gli utenti ad esso connessi. Non male.

    Se a questo aggiungiamo che il WiFi dovrebbe essere gratuito…

    09/04/2008
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  11. Provo a rispondere ad un po’ di punti.

    Wifi è gratis. Certo, perché c’è qualcuno che lo paga. Possiamo anche decidere che invece di spendere soldi per costruire e gestire una propria rete WiFi, un comune dia dei voucher direttamente alle fasce di cittadini che vuole sostenere nell’uso delle connessioni mobili: giovani, studenti, terza età, meno abbienti …
    Tra l’altro, comunque un comune dovrà dare la gestione della rete WiFi in outsourcing (ha le risorse umane e organizzative per fare questa cosa in casa?). E, come dice Ubik, non si starebbe a spendere soldi per fare una rete alternativa. Quindi l’uso delle risorse economiche sarebbe migliore, mi pare.

    Concorrenza e costi. Mi pare che sia solo questione di tempo. Già oggi c’è un gran fermento di nuove tariffe flat con traffici inclusi sempre più elevati. Peraltro, non credo che avendo WiFi in piazza del Duomo, uno a cui serva la connessione mobile possa evitare di fare un’abbonamento per traffico dati mobile. Se poi c’è un problema di disparità di costi rispetto ad altri paesi, questo va risolto comunque e indipendentemente dal WiFi.

    Usabilità. Certo, anch’io a casa sincronizzo il palmare o uso l’iPod Touch sfruttando la mia connessione WiFi domestica. Ma se sono in giro l’unico vero modo per essere online è la rete cellulare. È vero che ci sono servizi tipo Swisscom o Linkem. Ma 1) sono carissimi (anzi delle sanguisughe), 2) richiedono abbonamenti separati, 3) non c’è ancora un roaming sviluppato, 4) comunque non ti raggiungono ovunque tu sia. Da questo punto di vista, una rete cittadina, ammesso che sia gratuita e cioè pagata dalla fiscalità generale, non è altro che un ulteriore “abbonamento” che uno deve fare.

    Ripeto, mi chiedo quale sia il “bilancio delle masse” e quindi la convenienza complessiva, specie in prospettiva.

    09/04/2008
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  12. Stefano said:

    Avrei due domande, se posso permettermi:

    A) Ma Wi-fi e HSDPA hanno la stessa banda? Avevo capito che in realtà l’HSDPA era più lenta, ma non me ne intendo qualcuno mi saprebbe dare dei numeri?

    B) E il Wi-max non sarebbe una alternativa a entrambe le soluzioni?

    Grazie in anticipo,

    09/04/2008
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  13. HSDPA arriva adesso a 7,2 Mb. LTE e le sue evoluzioni già in prova in Giappone arrivano a oltre 200 Mb (leggevo la news qualche giorno fa credo sul blog di Stefano, se ricordo bene). WiMax è tutto da costruire.
    Vorrei peraltro chiarire una cosa. Nel mio post ho messo un sacco di punti di domanda. Volevo dire che dovremmo affrontare questi temi in modo un po’ più critico rispetto a tante affermazioni un po’ semplicistiche che leggo spesso in giro. Era questo lo scopo del mio post. Non volevo dare certo risposte nette.

    09/04/2008
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  14. Ulteriore precisazione. Alla fine WiFi o HSDPA sono le tecnologie di accesso., l’equivalente dell’ultimo miglio.
    Molto di dipende anche dalla rete di backhauling.

    09/04/2008
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  15. Non sono un esperto ma mi pare di ricordare che il traffico dati in mobilita’ abbia costi di infrastruttura non paragonabili (nel senso di: che cosa succede domani se tutti vogliono accedere via HSDPA perche’ il proprio operatore e’ impazzito e ha abbassato i costi?) al wifi. Ed in ogni caso io trovo che la questione principale sia una faccenda di status quo. Gli operatori mobili di fatto gestiscono (e continueranno a farlo) l’accesso dati in maniera assai filtrata abitudinaria (vale a dire fuori da ogni neutralita’), mentre wifi e’ di fatto per ora (e si spera anche domani) un accesso alla rete neutrale. Come facciamo a paragonare le tecnologie quando le filosofie sono tanto lontane?

    saluti

    09/04/2008
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  16. markingegno said:

    Come ho scritto anche da Federico, penso che la maggior parte dei dispositivi mobioli consentano gia’ oggi di connettersi sia tramite wifi che tramite umts/hsdpa, e cio’ sara’ sempre piu’ frequente nel futuro.

    Quindi, in quale delle due tecnologie le amministrazioni vogliano investire per offrire un servizio pubblico, benvenga, purche’ lo facciano in tempi ragionevoli.

    09/04/2008
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  17. Massimo, oggi la rete mobile è “sostanzialmente” neutrale, ancora. Se mi attacco in HSDPA, non ho al momento dei vincoli. Certo, come ha sottolineato Stefano, ci sono segnali e comportamenti negativi o pericolosi. Quindi bisogna vigilare. Ma questo è vero sempre, anche per la fissa o per il WiFi che compri in aeroporto via Linkem o Swisscom.
    Non capisco quindi nel tuo commento perchè il WiFi sarebbe filosoficamente diverso. WiFi (come HSDPA) è una tecnologia di accesso e ha dei limiti tecnici non piccoli al crescere del numero di utenti. Quindi il problema del dimensionamento sia sull’accesso che sulla rete di backhaul c’è comunque. Al tempo stesso, se l’operatore fisso a cui si attacca la rete WiFi vuole introdurre non neutralità, ci troviamo punto e a capo.
    Con questo voglio dire che i problemi o rischi che segnali ci sono comunque. Il mio discorso è che a parità di rischi e condizioni, ho il dubbio che non valga più la pena, per come si stanno mettendo le cose, fare investimenti di quel tipo.

    09/04/2008
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  18. Alfonso, non mi riferivo mica alle flat HSDPA che sono cose da ricchi 😉 (fermo restando che sarei curioso di sapere quanti operatori fanno traffic shaping su quelle flat per p2p et similia) ma alla miriade di opzioni capestro internet like degli operatori mobili, dai vari x-series, alla posta sul mobile, al wap, al roaming a 4 euro ogni mega ecc. che riguardano la grande maggioranza della utenza dati: oggi la filosofia del fisso e’ paghi un tot e sei flat online, quela del mobile e’ “ti vendo un pezzettino di Internet al fantastico prezzo di…” Questo intendevo.

    09/04/2008
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  19. Mi pare che i trend nel mobile siano verso tariffe sempre più flat (o sostanzialmene flat) e a prezzi decrescenti.
    E comunque, gli stessi problemi che tu citi ci sono con WiFi. Chi la pagherebbe? La fiscalità generale? Chi garantirebbe la neutralità a valle dell’accesso? Sono ovviamente d’accordo sul fatto che la neutralità debba essere garantita, come sai. Ma non mi pare che il mondo del WiFi (lasciamelo chiamare così) sia indenne intrinsecamente dal problema.

    09/04/2008
    Reply
  20. Io credo che l’ipotesi più ragionevole sia quella di far coesistere e specializzare le due tecnologie. Mi spiego meglio: se vado in biblioteca, in una stazione ferroviaria, in posta o comunque in uno spazio pubblico molto frequentato mi aspetto che la mia pubblica amministrazione provveda a fornirmi un accesso WiFi pagato dalla fiscalità generale correttamente dimensionato per farmi accedere senza problemi mentre non pretendo certo che il mio comune metta il WiFi in un parcheggio sperduto e nel mio cortile di casa. Lì se proprio devo connettermi lo farò con tutti i costi e le limitazioni del caso via HSDPA. Questa per esperienza diretta mi sembra la strada che alcune pubbliche amministrazioni stanno cercando di intraprendere mettendo il WiFi solo in aree di interesse facendo lo sforzo di darlo gratis.

    09/04/2008
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  21. nunzio said:

    Prof,
    a me piacerebbe capire qualcosa in piu’ sulle reti Wimax. Se l’obiettivo e’ quello di fornire accesso gratis a tutta la cittadinanza, teoricamente il sistema piu’ efficace sarebbe di installare una rete wimax (lasciando da parte per un attimo i tempi di installazione), e non tanti spot wifi a macchia di leopardo, dico bene ? lei ritiene che questa tecnologia sia in grado di sopportare l’utilizzo contemporaneo da parte ad es di 50 000 utenti?

    10/04/2008
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  22. maurizio said:

    Lo sviluppo delle reti WiFi in ambiente urbano oltre che alla trasmissione dati può servire a sviluppare applicazioni basate sul posizionamento. In città la ricezione del segnale il GPS è limitata (fenomeni di multipath, canyon urbani, …). Alcune sperimentazioni di posizionamento all’interno di reti WiFi in situazioni complesse sono state di successo. La possiblità di avere un sistema di posizionamento che funzioni bene in spazi densamente urbanizzati faciliterebbe molte operazioni di controllo, rilievo, guida automatica, … .

    10/04/2008
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  23. Mauro Labate said:

    @Maurizio
    Il posizionamento lo fai anche con le celle GPRS. Google ha implementato su Google Maps per telefoni Symbian un servizio simile, se ben ricordo.

    Concordo con il primo post di Massimo Mantellini per quel che riguarda la filosofia delle due filiere, ma soprattutto sul discorso costi/efficienza. Fornire flat su wi-fi è meno costoso: la modulazione OFDM elimina la necessità di cambiare frequenze tra le diverse celle (si può estendere un’unica cella con un’altro router che trasmette alla stessa frequenza), inoltre l’autenticazione è molto più semplice di quella di un terminale mobile UMTS. Con W-CDMA devi tenere conto degli hand-over tra le celle e dell’autenticazione del terminale mobile (complicatissima perché deve localizzare il cliente, ci sono i database HRL e VRL, stazione radio base, BSC e 1000 altre cose che in una rete wi-fi non servono: prendi il router wi-fi e da lì vai direttamente a un router della rete Internet tramite ethernet, 10 volte più semplice).
    Inoltre i dati su HSPA consumano spettro che è decisamente limitato (visto anche quanto è costata la licenza x quella banda ai nostri operatori mobili). Quello spettro serve a tutto: dati, sms (che sono dati), telefonate e l’operatore mobile non si può permettere di fermare i suoi servizi principali, quindi deve continuamente sovra-dimensionare la sua infrastruttura per garantire un buon servizio (cioè mettere un sacco di antenne, per fare celle più piccole, se vuole dare qualcosa che si avvicina ai 7,2 Mb promessi e ognuna di queste celle molto più di un router wi-fi).

    Allo stato attuale delle cose wi-fi significa che con pochi soldi per l’infrastruttura si dà connettività nomadica e il costo operativo dell’operatore è dato solo da corrente elettrica, affitto locali e banda consumata sulla rete di giunzione o sulla dorsale.
    UMTS o HSPA (che dia D o U) aggiungono a questi costi quello della porzione di spettro che è stata pagata carissima dagli operatori mobili per farci passare sms e telefonate e che se si usa per i dati toglie banda agli altri servizi. Inoltre c’è un overhead enorme per il costo dell’infrastruttura che deve crescere con gli utilizzatori: se con wi-fi metti 50 router e copri una certa area grosso modo va bene per qualsiasi numero di utenti (poi va beh sono 200 utenti in una cella che si condividono 270Mb andrà piano, ma comunque funziona…ammesso che ci entrino 200 persone nel range di copertura), se con HSPA copri tutta l’Italia per 100K utilizzatori, quando ne hai 10M di utilizzatori o metti 100 volte più celle (e più piccole) o non va più nulla, detto in parole povere.

    Non voglio dire che il wi-fi è in tutto e per tutto meglio di UMTS/HSPA. Tra gli svantaggi è che wi-fi non dà accesso in mobilità, ma solo nomadico, cioè ci sognameno che a 130 km/h in autostrada la connessione wi-fi rimanga stabile, se si cambia cella (anzi con l’effetto doppler probabilmente nemmeno funziona a 130km/h). Certo è che per i servizi attuali non penso che siano in molti ad avere queste necessità, in futuro non si può mai dire se servirà o meno: in caso di risposta affermativa si può sempre ricorrere al costoso HSPA.

    10/04/2008
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  24. Nunzio,
    WiMax ottimizza le prestazione di WiFi. Ma alla fine devi mettere pali e hot spot comunque (o mettere le antenne sui semafori e cose simili). Quindi devi creare una rete diffusa. E questo in parallelo ad un altra rete (anzi a più reti) wireless cellulari che offrono prestazioni estremamente competitive e in prospettiva pure migliori.
    Per questo sono molto dubbioso.
    I commenti di Mauro non mi convincono per un semplice motivo: le reti mobili le stanno facendo comunque e con prestazioni estremamente interessanti e in crescita molto rapida. Quindi dal punto di vista dell’economia complessiva, visto che quelle reti ci sono già, perchè spendere soldi per altre? Certamente, deve essere garantita neutralità e convenienza economica. Ma questo problema esiste sempre e comunque.
    Ripeto quello che scrivevo su un altro blog. Io farei una bella analisi puntale di TCO e convenienza complessiva prima di esprimere un giudizio definitivo.

    10/04/2008
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  25. […] rilancia il discorso sulle reti WiFi cittadine con una versione estesa e argomentata del sassolino gettato nello stagno l’altro giorno. Da leggere. In sostanza: la pur benemerita iniziativa […]

    13/04/2008
    Reply
  26. Giorgio said:

    Scopro ora questo post; del tutto ignaro di questa provocazione, sono giunto a pormi la stessa domanda…

    Aggiungerei: metti caso che poi il wimax arrivi davvero? A cosa sarà servito inondare la città di un’ennesima rete wireless? Piuttosto, iniziamo a togliere le antenne del dect…

    03/06/2008
    Reply
  27. Giorgio Davanzo said:

    Scopro ora questo post; del tutto ignaro di questa provocazione, sono giunto a pormi la stessa domanda…

    Inoltre: metti caso che poi il wimax arrivi davvero? A cosa sarà servito inondare la città di un’ennesima rete wireless? Piuttosto, iniziamo a togliere le antenne del dect…

    03/06/2008
    Reply

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