Le lauree ad honorem sono sempre esistite ma ultimamente c’è veramente una sorta di gara a chi ne dà di più ai personaggi più noti. Oggi Valentino Rossi, qualche giorno fa Vasco. In precedenza due lauree, se non sbaglio, a Benigni. E via così.
Ma la laurea ad honorem non è un riconoscimento per precisi meriti di straordinario livello, tali da rendere “inutili” lo studio tradizionale e comunque da meritare un riconoscimento particolare per il lavoro svolto in una certa disciplina? Oggi sembrano un qualcosa che sta a metà tra lo spot promozionale e il premio alla carriera. O meglio un telegatto basato su audience e notorietà. Ma che significa dare una laurea ad honorem a Valentino Rossi in comunicazione e pubblicità? Ma cosa ne sa? Solo perchè è simpatico e fa gli spot? E la laurea a Vasco Rossi? E perchè non a Tenco alla memoria?
Che tristezza veder svilire così il valore degli studi universitari.


Condivido la sua perplessità, il problema a mio modo di vedere è che se una università conferisce una laurea ad honorem al Valentino Rossi di turno riceve in cambio una pubblicità impressionante, mentre se il personaggio è meno noto (ma più meritevole) nessuno (giornali e televisione) ne parla.
Quindi sicuramente è stata una grande operazione di marketing dell’università in questione, ma forse il mondo accademico dovrebbe tenere in considerazione altri valori …
Colgo l’occasione di “avere a disposizione” uno dei pochi docenti blogger italiani per chiederle: ma qual è la procedura di una università, e del Politecnico in particolare, per rilasciare una laurea ad honorem? Chi propone le candidature? Chi decide se conferire la laurea o meno?
Grazie.