Ma come si fa ad usare questo linguaggio? Figuriamoci se a me piace il contenuto di quelle intercettazioni. Ma veramente non ci resta altro che scadere a questi livelli?

Caso Saccà, Di Pietro attacca Berlusconi
«L’impegno del premier? Piazzare veline» – Corriere della Sera
: “Antonio Di Pietro torna sulla questione intercettazioni attaccando duramente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo» ha detto il leader dell’Italia dei Valori nel corso della conferenza programmatica del partito, a Campobasso.”

30 Responses to “Caso Saccà, Di Pietro attacca Berlusconi «L’impegno del premier? Piazzare veline» – Corriere della Sera”

  1. Paolo Bizzarri says:

    Alfonso, come lo chiami uno che si comporta così? Davvero, se tu avessi un collega che si comporta come il nostro PdC come lo chiameresti? Uno che cerca di valorizzare il corpo femminile?

  2. Non è una questione di definizioni. Dove vogliamo arrivare? Alla fine continuando così dove vogliamo arrivare?
    Vediamo:
    1. Si dimette.
    2. E poi? Cosa succede di questo paese? Rifacciamo le elezioni? Tremonti primo ministro? Un governo istituzionale due mesi dopo elezioni nelle quali ha vinto in modo schiacciante?

    Non so, ditemi voi.

  3. Paolo Bizzarri says:

    Alfonso, un’illusione non è la realtà, per quanto possiamo desiderare fortemente che lo sia.
    L’illusione è immaginarsi che Berlusconi, grazie a una vittoria ampia e a un’opposizione dai toni morbidi diventasse, per magia, un vero statista.
    Solo che Berlusconi ha raggiunto i traguardi che ha raggiunto pensando prima di tutto a se stesso, poi a se stesso e in terzo luogo a se stesso. E non ha nessuno motivo, oggi, dopo settantanni, per cambiare.

  4. Gi says:

    Di Pietro ha solamente scoperto che l’uso di quel linguaggio paga, così come certe prese di posizione.
    Bossi docet.
    Non è colpa sua e/o di Bossi se tanta gente apprezza quegli atteggiamenti.

  5. Paolo Bizzarri says:

    E quindi niente.
    O si stupra tutto il sistema giudiziario italiano, e ci si scorda di chi è e cosa ha fatto Berlusconi, o si affronta la realtà e si accetta che finchè Berlusconi è lì è inutile fingere di essere un paese normale.

  6. Edgar says:

    Sicuramente colorito, ma non mi pare che ci sia nulla di particolarmente strano in quello che ha detto e sta facendo Di Pietro.
    Quella frase non mi stupisce, mi stupisco che ci si stupisca ancora. Oramai tra “giudici metastasi della democrazia” e quelli che con “il tricolore ci si puliscono “.
    Viviamo oramai in un nirvana politico.
    Forse ho abitato troppi anni all’estero (12 anni in Germania) e sono arrivato alla mia soluzione. Sarò probabilmente arrogante, ma penso che in Italia la persona sbagliata sono io. Sono io l’eccezione, perchè credo purtroppo ancora in cose oramai banali come la giustizia e il benessere sociale. Il male è sempre la minoranza, perchè non capisce che quello che dice la maggioranza è la verita obbligata.
    Non stupiamoci quindi che qualcuno definisca magnaccia il presidente del consiglio frainteso, ma stupiamoci del fatto che questo sta eliminando le intercettazioni perché magnaccia non vuole sentirselo più dire, che è molto peggio.

  7. dziadgba says:

    Io personalmente vorrei arrivare ad una implossione totale del sistema politico Italiano. hehe

    E si, veramente non ci resta altro che scadere a questi livelli. Ma Lei non si é ancora reso conto di questo?

  8. @Paolo,
    bene, diciamo che non siamo in un paese normale.
    E quindi?

  9. nedo says:

    Semplice… andrebbe regolarmente processato, come un “normale” cittadino italiano. E, nel caso trovato colpevole, condannato.
    Non è giustizialismo, è equità.

    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1955130.html

  10. Puoi pensare che sia contrario a processare persone che commettono reati?
    Sto ponendo un problema diverso.
    Processiamo Berlusconi, lo mettiamo in galera e gettiamo la chiave.
    E poi?

  11. Gi says:

    Beh, mi scusi ma la domanda si può ribaltare.
    E allora?

  12. Secondo me, Veltroni stava comportandosi correttamente. Purtroppo da un lato l’hanno messo in croce i suoi stessi compagni di partito e “vicini” politici, e dall’altro siamo tornati ai comportamenti soliti.

  13. Comportamenti soliti intendo dall’altro lato politico.

  14. Gi says:

    Su Veltroni avrei di che discutere, salvo poi finire su un ripugnante: allora chi? Perché a parole siam buoni tutti, come nel calcio, quando però si deve passare ai fatti, chissà perché, le cose si fanno più complicate; anche quando non si debbano inseguire logiche opportunistiche e in politica si sa comè.
    Tornando alla situazione attuale e al nostro Veltroni, ho come l’impressione di sentire sempre un vecchio ritornello: me ne ha date eh, ma gliene ho dette…
    Quando si vuole fare una rivoluzione o più semplicemente ribaltare una certa situazione politica e/o dei rapporti, non bisogna andare a cercare i consensi a destra e a sinistra, da questo e da quello; bisogna avere le palle, perdoni l’espressione, e andare avanti per la propria strada.
    Si avrà subito la percezione se “la rivoluzione” ha presa sul “popolo” e se la strada intrapresa non sarà accettata ci si deve ritirare di buon grado, consegnando il forcone o lo schioppetto al nuovo Villa.

  15. diego says:

    Non sono mai stato un fine politico, ma l’idea per cui non è possibile dire che il presidente del consiglio è un pluriprescritto autoassolto con la passione delle veline e del family day perchè altrimenti “il dialogo si interrompe” mi fa orrore.
    C’è qualcosa di non vero in quello che va dicendo Di Pietro (a parte i congiuntivi) o Travaglio? Bene, dimostriamolo e quereliamoli.
    Ma se così non è non vedo perchè scandalizzarsi per la forma quando da anni abbiamo scelto di non scandalizzarci per i contenuti.

    Ho dato il mio voto a Di Pietro senza troppa convinzione e devo dire che, forse per la prima volta da quando voto, non me ne sono ancora pentito.

  16. Di Pietro, in questo caso, ha utilizzato una parola che descrive in maniera direi “letterale” un comportamento. Non è mica una metafora. Berlusconi faceva effettivamente il magnaccia, o se preferite il protettore di veline e attricette.

    E siccome il comportamento è volgare, anche la parola lo è (pure “protettore” non è mica un complimento…). Allora cosa è davvero esecrabile? Il comportamento o le parole utilizzate per definirlo? Le intercettazioni e la loro pubblicazione, oppure lo schifo che emerge dalle intercettazioni stesse (che nessuno si prende la briga di smentire, anche perchè negherebbe l’evidenza)?

    Perchè nell’Europa civile un politico non direbbe mai di un altro che è un magnaccia? Perchè “non sta bene” o non è “signorile” dirlo? O forse perchè nel resto d’Europa i politici non fanno spudoratamente i magnaccia, o se lo fanno e vengono scoperti – non importa come – possono dire addio alla loro carriera politica?
    Insomma, guardiamo il dito o guardiamo la luna?

    “bene, diciamo che non siamo in un paese normale. E quindi?”

    E quindi niente. Possiamo rassegnarci a considerare normale coò che non lo è, in cambio di una eventuale modernizzazione solo di facciata (perchè una TAV o un federalismo in più, semmai si faranno e in che termini, non sono nulla senza un progesso civile e culturale), oppure possiamo almeno tentare di contrastare una morte morale e civile di questo Paese che a mio parere è già nei fatti, basti vedere l’illegalità diffusa e il consenso generale a provvedimenti e comportamenti palesemente razzisti.

  17. Il problema non è negare o non negare l’evidenza. Il problema è che se non rompiamo questa spirale dove ognuno spinge sempre più in basso il livello del discorso, questo paese non si risolleva.
    Proprio perché vogliamo rialzare il livello civile e culturale non possiamo continuare così. Per lo meno, chi ha buon senso e amore per il paese dovrebbe rialzare il discorso, non deprimerlo ulteriormente.

  18. Manu says:

    “Dove vogliamo arrivare?”
    Io penso che Berlusconi debba essere processato come qualsiasi altro cittadino. E se sarà costretto a dimettersi, anche prima di arrivare ad una sentenza, non vedo nessun dramma. Negli anni 50 e 60 si faceva un governo ogni 6 mesi, l’economia andava alla grande e il benessere cresceva. Non bisogna sopravvalutare l’importanza del mondo politico: il sistema Italia è più vasto e complesso. E poi, anche fra i politici ci sono molti personaggi che potrebbero guidare il Paese come e meglio di Berlusconi. Non creiamo falsi eroi. Come ebbe a dire l’avvocato Agnelli, i cimiteri sono pieni di persone “insostituibili”.

  19. Nicola says:

    Francamente mantenere alto il livello del discorso non garantisce che i problemi possano essere risolti.
    Nei paesi anglosassoni usano espressione parecchio colorite ma non e’ questo che non permette loro di rispettare le regole, come quella per esempio di selezionare le attrici e le annunciatrici in base alla capacita’ di recitare e non di valorizzare il loro corpo.
    Durante lo scandalo Watergate qualcuno parlo’ di Gola profonda (Deep throat) per descrivere la fonte delle inchieste, una chiara allusione ad un film pornografico appena uscito e alle pratiche sessuali ivi descritte.
    Eppure la gente non si scandalizzo’ del linguaggio ma del fatto che il presidente facesse spiare gli oppositori politici.
    Non menare il can per l’aia, Alfonso, il problema non e’ il linguaggio, il problema non e’ il livello del discorso, il problema sono i concetti utilizzati e la direzione che si vuole prendere.
    Un ipotetico Berlusconi che si dimette?
    Mille volte Di Pietro presidente del consiglio!
    Forse riporterebbe in questo paese un po’ della legalita’ di cui ha bisogno!

  20. Io menerò il can per l’aia. Ma il tuo mi pare un discorso che non sta in piedi. Non sono certo io un elettore di Berlusconi (credo sia noto cosa voto). Ma osservo che ha beccato una maggioranza bulgara alle elezioni. E gli ultimi sondaggi lo danno in crescita. E questo dopo anni di processi, accuse, bombardamenti quotidiani. Non voglio dare un giudizio sugli italiani. Osservo che così è.
    Ora, non basta dire “voglio Di Pietro”! Bisogna che dietro ci siano anche una ventina di milioni e più di voti. E in questo momento quei voti non ci sono e stanno da un’altra parte.
    Vogliamo ragionare di cose concrete? E serve a qualche cosa scendere nel trogolo per qualificare quello che fa Berlusconi? Io dico di no. Anzi, secondo me peggiora le cose.

  21. Nicola says:

    Alle ultime elezioni i partiti che hanno guadagnato di piu’ sono stati la Lega e IDV.
    PD e UDC hanno beneficiato soprattutto dell’assenza della sinistra.
    E il PDL ha beneficiato di tre TV. Non amo la frase “non siamo un paese normale”, ma sicuramente tre TV a vantaggio di uno schieramento impediscono una democrazia funzionante.
    Se Di Pietro fosse stato ascoltato fin dall’inizio dall’Ulivo, forse ci sarebbero ora solo due TV a favore del PDL, o forse nessuna, chissa’.
    Il cammino e’ ancora lungo, ma le ultime elezioni hanno dimostrato che ci usa gli argomenti giusti (la questione settentrionale e la criminalita’ per la lega, la legalita’ per IDV) ne guadagna, e l’elettore non bada troppo al linguaggio.
    In fondo, cosa c’e’ di piu’ concreto di un trogolo?
    Forse i prezzi delle pasta, carne, frutta e verdura che aumentano non solo spinti dalla crescente domanda mondiale ma anche dai cartelli illegali e mafiosi dei distributori che si mettono d’accordo sui prezzi…
    Forse la microcriminalita’ che impera grazie al taglio di risorse alla giustizia di Berlusconi…
    Dov’e’ il problema, nel linguaggio?
    O nel rispetto delle leggi?
    Perche’ il partito per cui lei vota non ha fatto in modo che Rete 4 andasse sul satellite? Di cosa hanno avuto paura?

  22. Mi sembra una analisi vecchia la tua. Certo ci sono le TV. Ma credo che molti studi ormai dimostrino che il problema è molto più profondo e complesso. Leggiti “Il rancore” di Aldo Bonomi, che di certo non è di destra. Credo spieghi bene perché Lega e PDL abbiano quella maggioranza e perché il centrosinistra è rimasto indietro.

  23. Nicola says:

    …e soprattutto, dopo che non hanno cercato di toglere le TV a Berlusconi, perche’ ha continuato a votarli?

  24. Nicola says:

    Il problema non e’ la TV in se’, il problema e’ il rispetto delle leggi.
    In Italia, si sa, non c’e’ niente di piu’ aleatorio…
    …e se TV e giornali Berlusconiani non fanno altro che incoraggiare il furbo italiota, beh allora e’ sicuramente difficile uscire dal circolo vizioso…

  25. tiziano says:

    Ma quanti distinguo mi tocca leggere ,di tanti bravi elettori democratici su una parola che sara’ anche pesante ,ma che e’ stata appioppata con cognizione di causa ad una sola persona.Quello che mi meraviglia che due anni fa nessuno di lor signori quando il nostro amico defini’ la meta’ degli Italiani COGLIONI non lessi di cosi’ tanta indignazione,
    qualcuno addirittura tento di sminuire il fatto dicendo che la parola era ormai entrata nel lessico comune di tutti i giorni.
    Per quanto mi riguarda poi ,possono benissimo trovarsi un’altro premier ,il che sarebbe meglio per il paese ,molto meglio,ormai anche i sassi dovrebbero aver capito il nostro amico a cosa e’ interessato realmente.

  26. A parte il fatto che due anni fa mi indignai eccome, la questione è molto semplice.
    C’è un detto che dice “toccato il fondo si può solo risalire”. Una variante aggiunge “no, si può prendere anche la pala e cominciare a scavare”.
    Mi pare che l’atteggiamento comune è proprio questo: siccome c’è qualcuno che ci spinge giù, noi andiamo ancora in più in basso.
    Pensa che bella vittoria sarà alla fine.

  27. tommygun says:

    Caro Alfonso,

    lei continua a chiedere a tutti cosa dovremmo fare DOPO un eventuale rimozione di Berlusconi.
    Il problema non è pianificare COSA fare dopo Berlusconi, ma COME farlo.
    La risposta alla sua domanda è molto semplice: installare un governo degno di uesto nome, con politici e tecnici in grado di condurci ad una situazione decente.
    Il problema è che tutto ciò, lo sappiamo benissimo tutti, non è possibile in Italia, per una serie di meccanismi che, ad esempio, installano Andreotti in TUTTE le legislature dal 48 (penso caso unico nel mondo).
    Ed allora siamo tutti a chiederci ma come è possibile che Berlusconi rivinca, l’Italiano è così stupido? Beh, è possibile anche grazie al suo operato da “magnaccia”, al suo favorire un sistema di raccomandazioni che alla lunga paga il “raccomandante”.

    Mio caro Alfonso, come lei, anche io sono contro tutte le persone che blaterano via Berlusconi, via Berlusconi, senza offrire una reale alternativa.
    Anche perchè abbiamo visto tutti che l’alternativa è stata,a tratti, peggiore dell’attuale.
    Ma allora perchè non rispettare PER UNA VOLTA il nostro corpo giuridico?
    Lo si processa, come lui si processano tutti i parlamentari, destra sinistra centro, e si regola l’ammisione in pralamento.
    Nel mentre, un governo di tecnici con a capo magari il presidente della Repubblica o che so io, traghetta il paese su livelli più stabili.
    Sarebbe un idea, ma sarebbe anche un “golpe”.
    E nell’Italia Europea tutto ciò è lontano anni luce.

  28. Appunto, quindi non mi pare sia una via di uscita. Un governo istituzionale o “del presidente” dovrebbe ricevere la fiducia del parlamento e la maggioranza del PdL perché dovrebbe votarlo? Potrebbe giustamente reclamare che siamo appena andati a votare e l’elettorato si è espresso in modo netto.
    Io vedo solo due strade:
    1. Tornare alla lotta senza quartiere e alla contrapposizione frontale. E secondo me questo ci “salva” la coscienza ma non salva il paese.
    2. Fare una opposizione dura, ma costruttiva, non avendo paura di dire che certe cose sono schifezze, ma cercando anche di sostenere e spingere qualunque cosa possa essere utile al paese.

  29. [...] con alta disoccupazione, questo può essere un consiglio provocatorio. Eppure, e torno ad un commento che facevo ad un post precedente, non vedo alternative: C’è un detto che dice “toccato il fondo si può [...]

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