Ho letto un libricino intitolato Rethinking innovation che mi hanno dato quanto sono andato a Zurigo agli Academic Days di Ibm.
Vi ho trovato un interessante grafico che mostra da chi provengono le idee innovative utili all’azienda. Il grafico illustra la frequenza di risposte date da un gruppo di CEO intervistati da IBM. Ognuno poteva esprimere fino a tre preferenze.
Ho rifatto il grafico velocemente con Keynote: i numeri li ho “stimati” a occhio sul grafico originario. Non sarà precisissimo, ma il senso non cambia.

Un commento negativo e uno “semipositivo” (o forse no):
- Le università sono al fondo della classifica.
- Per quel che so, sono CEO di multinazionali o aziende straniere. Il che vuol dire che il problema delle università poco aperte alle imprese non è solo italiano. Lo so, è una magra consolazione.
Un altro commento importante: gli impiegati di una azienda sono un patrimonio enorme di idee e devono essere valorizzati. Insieme con i partner dell’azienda e, come dice Von Hippel, i clienti (user-driven innovation).

Interessante, anche se manca una visione: sempre più l’innovazione viene dall’esterno dell’azienda.
Il fenomeno del Crowdsourcing, http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing, chiaramente descritto nel libro Wikinomics di Don Tapscott, sembra non rientrare a pieno titolo in questa classifica. Svista o altro?
Wikinomics non mi ha entusiasmato. Qui su puoi notare che si cita al terzo posto i clienti e quella che, appunto, Von Hippel chiama user-driven innovation.
Mi quoto da solo
, l’aggregato di Business Partners, Clienti, in pratica ciò che può rappresentare il Crowdsourcing, rappresenta oltre il doppio dell’apporto interno.
Servirebbe un po più di precisione per interpretare il grafico. Di che tipo di idee innovative si stava discutendo? “Innovazione” è una parola un po’ generica, una keyword, e mettere tutte le idee per l’innovazione nello stesso calderone non aiuta. Per esempio, una miglioria tecnica a un prodotto, un nuovo modo di porsi sul mercato, etc. Ad esempio, mi sembra difficile che l’idea per una nuova tecnologia possa saltar fuori dal reparto vendite interno (al massimo verranno idee per un nuovo tipo di prodotto, senza saperese si può realizzare o se è economico farlo).
Infine, non è evidenziato l’impatto che hanno queste idee. Ci sono poche idee “dirompenti”, e molte idee utili marginalmente. Magari quelle che provengono dall’università sono tutte del primo tipo
@knulp
Concordo. Mi pare molto, troppo semplicistico parlare di “innovazione” senza specificare se si tratta di “piccoli passi” o di “grandi balzi”.
Se guardiamo alla Internet economy odierna, essa esiste grazie alle grandi idee uscite dell’università. Punti di riferimento come Google, Yahoo, Facebook sono stati ideati da studenti…
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