Leggo questa intervista alla Gelmini:

Prima affermazione:

Mettiamola così: le università, come il resto dello Stato, dovranno spendere meno, ma potranno spendere meglio. Voglio essere chiara sul costo delle iscrizioni: non è previsto nessun aumento delle tasse per gli studenti, la cui quota è fissata per legge”.

Non è che questa sia una cosa di cui vantarsi. In quale paese si usa lo strumento legislativo per definire le tasse da pagare? Non è una legge introdotta da lei, ma prima di allinersi al fatto che le tasse universitarie “sono fissate per legge” ci penserei su.

Inoltre, ricordo che gli investimenti in ricerca e sviluppo e formazione universitaria in Italia sono più bassi che negli altri paesi. Ricordo infine che gli investimenti pubblici in ricerca e formazione universitaria sono tendenzialmente anticiclici: si investe di più quando le cose vanno male e si investe meno quando le cose vanno meglio. A meno che non si consideri l’università come un puro costo da tagliare come un qualunque altro costo.

Seconda affermazione

Le condizioni degli atenei italiani sono molto variabili. Non era possibile modulare i tagli – ad esempio in base al merito – invece di stabilire una stretta cospicua per tutti?
“Ogni ateneo è una realtà a sé, lo so perfettamente. Per questo stiamo studiando i margini per non ripartire la decurtazione indistintamente tra tutti gli atenei, ma in base ad appositi indicatori che saranno individuati in accordo con la Conferenza dei rettori. Stiamo già lavorando all’individuazione di criteri più idonei e efficaci per ripartire nel 2009 le risorse – e conseguentemente i tagli – sulla base di indicatori di merito. Inoltre i mancati finanziamenti del Fondo ordinario verranno compensati dal Fondo straordinario, istituito per premiare gli atenei migliori”.

Non capisco. Il decreto è uscito. Oppure stano pensando ad un emendamento? Mi piacerebbe capire come contano di evitare questa “decurtazione indistinta”. Ovviamente, nella negatività dei tagli sarebbe un fatto positivo.

Share →
Buffer

10 Responses to Università? È un costo

  1. Sono in linea di principio contrario al meccanismo degli scatti di anzianità come unico “premio” alla carriera. Però, tagliare gli scatti di anzianità senza istituire dei meccanismi premianti basati sul merito è semplicemente un colpo basso gratuito. Anche perché penalizza i nuovi entrati più di tutti. I miei colleghi dell’Università di Pisa mi invitano a diffondere il seguente calcolo per mostrare quanto ci perde un giovane associato. Spero non le dispiaccia linkarlo qui.

  2. Maurizio says:

    Certo che l’approccio è di quelli giusti: “Tagliamo ! … poi andiamo a vedere di compensari quelli bravi … poi”.

  3. maurizio says:

    Sto leggendo “la deriva”, capitolo sugli atenei..
    lo dico senza polemica, ma solo con rammarico: c’è da credere ancora nella meritocrazia? io francamente sono un pò “disilluso”.
    Saluti

  4. Darmix, non capisco.
    Mussi ha firmato, quindi?

  5. darmix says:

    E’ un comunicato stampa del Ministero :-)
    Negli Atenei in arrivo risorse per 7.5 miliardi

  6. Continuo a non capire. Il decreto di Tremonti taglia oltre agli scatti, il turnover.
    In poche parole colpisce soprattutto i giovani, bloccandone l’ingresso in università e le possibilità di promozione. Che c’entra Mussi?

  7. darmix says:

    Mi riferivo al fondo straordinario di cui parlava la gelmini nell’intervista. Il decreto che chiami tremonti non c’entra nulla. Non volevo minimamente polemizzare sulla tua “sacrosanta” posizione in difesa dell’università contro gli indiscrimanti tagli :-)

  8. darmix says:

    comunque ci sono gli emendamenti del governo, anzi ci sarà un maxiemendamento, ne parlano tutti i giornali mi pare

  9. gianca says:

    mah….
    Se si vuole veramente meritocrazia, non è molto meglio rinunciare a programmare centralmente le rette (sistema soviet), e dirottare fondi dalle università alle borse di studio?

    Perchè non si vuole rafforzare, ad esempio l’ISU o istituti simili che erogano borse, affinchè ne eroghino di più?

    Non capisco questo accanimento al controllo economico delle università.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>