In questi giorni sono stati approvati alcuni provvedimenti sulla ricerca che secondo me dovrebbero farci meditare molto. Lo dico subito a scanso di equivoci: questo governo c’entra poco, visto che sono fatti e vicende che nascono da lontano. Anche se però poi c’è una considerazione che invece ha a che fare con questo governo.
Leggo sulla intranet del Politecnico quanto segue:
E’ stata approvata la graduatoria finale Prin 2007, per un importo totale assegnato di 98 milioni e 600mila euro: in particolare, sono stati approvati 887 progetti compresi in 14 aree disciplinari, di cui 84 proposti da ricercatori sotto i quaranta anni.
Poi leggo quest’altra notizia:
Entro il mese di ottobre, inoltre, prenderanno il via i primi progetti di ricerca industriale e universitaria al Sud relativi al Programma operativo nazionale (Pon) per il quale sono stati stanziati 7 miliardi di euro (cofinanziati dalla Unione Europea).
Ora, come dicevo si tratta di fatti e vicende che vengono da molto lontano. Traduco quello che c’è scritto qua sopra: per la ricerca su bandi aperti a livello nazionale ci sono 98 milioni di euro; i fondi riservati alle università (e imprese) del sud sono 7 miliardi. Vorrei tanto sbagliarmi. Ma sono dati che confermano quanto sapevo e quanto è già successo negli anni scorsi (lo ricordavo sul blog nei giorni passati).
Adesso consideriamo il fatto che i recenti tagli per università come il Poli o Bologna o Padova vogliono dire bloccare il ricambio e incentivare la fuga dei giovani all’estero. Quello che veramente mi fa male è vedere che per gli atenei del sud a fronte dei tagli sul turnover, poi arrivano delle masse di investimenti enormi, molto superiori ai tagli a livello nazionale.
E se vado a vedere le graduatorie come quelle pubblicate dal Sole 24 Ore, le università del Sud che continuano a ricevere questa massa di finanziamenti sono regolarmente in fondo alla classifica. Oppure, come nel caso di Benevento, sono al primo posto per capacità di attrarre risorse pubbliche. E grazie …
Quello che veramente mortifica non è la richiesta di fare sacrifici. E’ vedere che alla fine chi si è dato da fare, come il Poli o altre università, viene sistematicamente penalizzato, mentre chi continua a restare in fondo a qualunque classifica di qualità continua a godere di risorse che non hanno confronto alcuno con quanto disponibile nelle altre università. Se è vero che quei fondi arrivano dall’unione europea per le aree depresse, e non sono quindi utilizzabili da altre parti, buon senso avrebbe voluto che i tagli al FFO fossero distribuiti in modo diverso. E invece no.
E’ questo ciò che mortifica. Non sono i tagli: è la cecità di un sistema (destra e sinistra) che non vuole in alcun modo fare scelte serie e responsabili.


Alfonso, non conosco le dinamiche del mondo universitario.
Questo fatto mi dà da pensare però che in Italia sia premiante più che puntare sulla qualità delle strutture e dell’insegnamento, puntare sulle capacità dello staff che si occupa di seguire e captare le onde dei finanziamenti pubblici di orientarsi al giusto vento (politico ? economico ? clientelare ? lobbistico ?).
Un po’ come dire che è premiato quello che di fronte a tutti si mostra come l’ateneo poverello e deficitario (e quindi bisognoso), ma che alla fine è in grado più e meglio di altri di sfruttare a suo vantaggio ogni piega dei regolamenti per ottenere ciò che vuole.
Non importa se poi i suoi laureati non sono considerati di qualità, non sono certo loro a portare i soldi in ateneo !
Cambierebbe forse qualcosa se, come ho per caso intravisto in un articolo di giornale (Metro) giorni fa si abolisse il valore del titolo di studio ?
Stefano, penso di si.
Se leggi i vecchi post del Professor Fuggetta, vedrai che tra le sue idee c’è anche quella di abolire il titolo di studio.
In modo che vengano effettivamente guardati con occhio di riguardo gli Atenei che meritano, e vengano lasciati piu’ nell’ombra quelli che meritano meno.
“E’ questo ciò che mortifica. Non sono i tagli: è la cecità di un sistema (destra e sinistra) che non vuole in alcun modo fare scelte serie e responsabili.”
Ma si è accorto di questo solo adesso??
Dziadgba, sto commentando una notizia. E ho già scritto decine di commenti su questi vicende. Dai su.
Da giovane (quasi 31 anni… giovane?) ricercatore (o meglio, aspirante tale) vedo la strada della ricerca in Università (al Nord) come (irrimediabilmente) critica.
Mi piacerebbe poter almeno iniziare a togliere le cose fra parentesi.
[...] notizia fa il paio con la riflessione di Alfonso Fuggetta, sul mortificante atteggiamento del governo sui fondi destinati alle Università: […] alla [...]
Sa cosa per me è mortificante? Leggere continue e sterili critiche al sud.. per me che sono una donna nata al sud, una persona che ha studiato nelle scuole del sud (università compresa), un ingegnere che ama il suo lavoro e che viene apprezzata tantissimo ..nelle aziende del nord!
Lavoro a Milano, ogni mattina percorro la Mi-Bg, 78 km al giorno per venire a lavorare a Milano, ma non mi lamento, sono felice di quello che ho fatto nella vita e di quello che ho raggiunto, con molti sacrifici … sa quanti milanesi/lombardi ci sono dove lavoro io? (non lavoro in un’azienda a conduzione familiare…) sa quanti ce ne erano nell’azienda di prima? e in quella di prima ancora?
Se noi meridionali siamo così ignoranti e fannulloni perchè le aziende del Nord ci assumono? Perchè ricopriamo anche posti manageriali? C’è “della” verità in quello che dice ma non condivido i modi, le parole.
Noi “del Sud” siamo italiani, come voi “del Nord”, siamo fratelli…e non è retorica.
E’ mortificante il tono con cui ci viene detto “sei del Sud”.
Ha letto Gomorra? Glielo consiglio.
Mortificante: si, è mortificante non avere uno STATO, presente e attivo.
Rispondo con un post nuovo.
[...] Nel corso degli scorsi decenni, al Sud sono arrivate risorse economiche (sia dello Stato che dell’Unione Europea) che probabilmente non hanno pari in Europa. Ci sono state tante denunce anche recentemente sul fatto che questi fondi sono stati usati male o spesso non spesi. Ma è indubitabile che soldi ne sono arrivati e ne arrivano tantissimi (ho fatto alcuni esempi anche io in post precedenti). [...]