Arrivo ora da Roma. Ho volato Alitalia. Tutto in perfetto orario.

Come scrivevo (via iPhone) nel precedente post, c’era una strana sensazione: alcuni voli con pochissimi passeggeri, la sala Alitalia mezza vuota. Il personale Alitalia che sembra sospeso, in attesa di sapere che succederà.

Ho volato per l’ultima volta con Alitalia? È triste pensare che una occasione di sviluppo del paese e anche un simbolo stiano scomparendo così mestamente.


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13 Responses to Ultimo volo con Alitalia?

  1. Gi says:

    “E’ triste pensare che una occasione di sviluppo del paese e anche un simbolo stiano sparendo così mestamente.”
    Che dire, io mi sento abbastanza nazionalista, ad esempio, ho acquistato Fiat per 38 anni, ora sono passato ad altro perché Fiat non era in grado di soddisfare le mie necessità. In sostanza ho sempre detto che prima vorrei far lavorare un italiano poi se avanza, ben volentieri….
    Questa sera però, a proposito di Alitalia, mi sono sorpreso a fare una considerazione, noi, ora, ci stiamo facendo delle paranoie con la storia della compagnia di bandiera, il simbolo dell’Italia, l’immagine del nostro paese.
    Primo, la Svizzera ha perso per fallimento la sua compagnia di bandiera e non mi pare che il suo hub sia andato a ramengo, che nessuno voli più su Zurigo o altre città, che i cittadini svizzeri per raggiungere l’Asia, le Americhe o l’Africa debbano andare a Francoforte, Londra o Parigi; non più di prima.
    Secondo, non è che l’Italia la propria immagine l’abbia sputtanata, mi si perdoni il termine ma in questo caso rende bene, già tanto tempo fa? L’Italia ha perso la sua faccia e la sua credibilità, già da tanto tempo, per ben altri motivi e molto più gravi.
    Non credo servano esempi, li conosciamo e ne parliamo tutti giornalmente; ad ogni buon conto in primis posso citare l’inaffidabilità della sua classe politica, l’imprenditoria che se non è a livello zero è solo perché esistono i decimali; infatti parliamo usualmente di zero virgola.
    Alitalia doveva fallire enne tempo fa, almeno 5 anni fa; a quest’ora, una classe politica e imprenditoriale appena decente avrebbe potuto vantare una compagnia aerea coi fiocchi.
    E’ pur vero che una diversa classe politica e soprattutto imprenditoriale differente non avrebbe portato Alitalia e altre aziende allo sfascio e all’inaffidabilità; tra queste l’azienda Italia.
    Un piccolo esempio di imprenditoria nostrana?
    C’era una volta un tizio che una mattina alzandosi dice: oggi mi sento esperto di comunicazioni, aspetta, aspetta che mi compro una compagnia telefonica.
    Passa un po’ di tempo e una mattina di primavera scendendo dal letto, dice: ho sognato di essere un esperto di motoristica, quasi quasi mi compro una fabbrica di auto; e però, si disse, hanno paura e non le fanno comprare, ma un esperto come me non può essere sprecato e quindi, mumble, mumble, toh, mi compro una fabbrica di scooter.
    Passa ancora del tempo e il nostro industrialotto, colpito da un raggio di sole mentre si faceva la barba, si sentì un vero esperto di trasporti aerei; uscì in fretta di casa e dopo aver parlato con un paio di amici….
    Scusatemi, ma ogni tanto non mi riesce di trattenermi.
    Se avessimo dei veri industriali…
    Sino alla primavera scorsa, prima degli effetti travolgenti del prezzo del petrolio, tutte le compagnie aeree del mondo presentavano bilanci con incrementi a due cifre; solo la nostra “bandiera” continuava imperterrita a perdere. Chi soffiava? :-(
    Ma ben venga un fallimento vero; che Toto risani da solo i debiti di AirOne; ben vengano imprenditori stranieri del settore.
    I dipendenti seri non avranno nulla da temere, i barlafusi se rimangono a casa è un bene per tutti, al limite, potranno sempre ricorrere ai soliti distributori di posti.

  2. Pure io oggi tornavo da Fiumicino a Linate, ma ho scelto Meridiana. L’aereo era pieno poco più di metà della sua capienza; probabilmente non era giornata di gran traffico.

  3. Filippo says:

    “È triste pensare che una occasione di sviluppo del paese e anche un simbolo stiano scomparendo così mestamente”.

    Per me Alitalia è sempre stato un simbolo negativo del paese.
    Se scomparirà veramente sarò allegro e non triste, perchè qualcosa finalmente sarà cambiato in Italia.

    Sono convinto che Alitalia rappresenti una occasione di sviluppo, ma sono convinto che lo sono anche il mercato delle banane o l’analisi dei dati su database multidimensionali. Non mi rammaricherò se perderemo l’occasione di sviluppo Alitalia.

  4. Forse non mi sono spiegato. Ho più volte detto che secondo me Alitalia deve fallire, piuttosto che continuare su questo andazzo.
    Ma ciò non toglie che tutto ciò sia triste. Almeno, io non mi diverto o non trovo sollievo nel fatto che una azienda, potenzialmente così importante, sia ridotta al fallimento per l’incapacità di una intera classe dirigente.

  5. Gi says:

    Alfonso, concordo; non solo è triste ma anche deprimente, perché il fallimento di Alitalia è anche il fallimento di una certa politica politicante, economico/finanziaria e industriale del paese.
    Aziende nella stessa situazione di Alitalia ce ne sono, purtroppo, moltissime; l’unica differenza è che per le altre nessuno pesta sulla grancassa e non potranno mai essere strumento elettorale di alcuno. :-(
    Un’altra nota appena letta e che caratterizza questo disgraziato paese, Epifani: ….Queste sono ore decisive ma c’è bisogno che si capisca che se si vuol fare qualcosa senza la Cgil non ci si riesce…
    Gli interessi dei lavoratori e dei cittadini è un qualcosa che se viene viene ma non è importante, prima viene il potere.
    Questa è la Cgil, ma vale per qualsiasi sigla, sindacale, politica o finanziaria che sia; industriale nemmeno esiste più.

  6. Filippo says:

    Io invece trovo sollievo che esista la potenzialità di eliminare un buco nero di soldi pubblici. Per me Alitalia adesso è solo questo. Lo dice la storia.

    Ovviamente è possibile sostenere che qualsiasi buco nero nasconda una potenzialità.

  7. paolo v. says:

    Ma che senso ha fare Milano-Roma in aereo rispetto agli Eurostar? Tra tempo per andare e tornare dall’aeroporto in citta’ e viceversa, check-in, security, ecc. (poi se vogliamo, il treno inquina anche di meno..)

    A maggior ragione adesso che l’Alitalia rischia di cancellare i voli da un momento all’altro…

  8. @paolo: assolutamente d’accordo SE avessimo una linea ad alta velocità paragonabile a quella francese: se la tratta fosse percorribile in 2 ore; se i treni non fossero evidentemente sporchi; se i servizi fossero più curati ed i prezzi leggermente più bassi.
    Tutte cose assolutamente raggiungibili.

  9. Stefano Grevi says:

    No Andrea, non sono d’accordo.
    Gli Eurostar sono già una buona scelta oggi e lo scenario sarà ancora migliore con l’Alta Velocità.
    Inoltre i prezzi sono già i più bassi d’Europa. Se non ci spendi due lire in più, che servizio vuoi pretendere ?

    Fatti :
    Dal sito trenitalia si evince che un Eurostar Roma-Milano impiega 4h 30min per arrivare a ROMA TERMINI.
    Ci si presenta mezz’ora prima e si ha un tempo totale di 5h (ritardi permettendo) per arrivare in centro a Roma per 56 euro

    Dal sito Alitalia, il Roma Milano della stessa fascia oraria ci impiega 1h 10 (costo 118 euro) , ma ti devi presentare 1h prima almeno e poi devi prendere il treno da Fiumicino per Roma Termini (11 euro), se vuoi contenere la spesa, che parte ogni 30min e ci mette 31min.

    Tempo massimo totale (se arrivi quando il treno a fiumicino è appena partito) 3h10, ritardi permettendo.
    Spesa totale 129 euro per arrivare 1h 50 prima.

    Quindi ad oggi si spendono di fatto 73 euro in più per arrivare 1h 50min prima.

    Se con la linea ad alta velocità questo vantaggio si riducesse ad una sola ora (percorrenza linea Roma-Milano in 3h 40min) molte aziende spingerebbero certamente il personale ad usare il treno e non l’aereo per andare a Roma, con notevoli risparmi.

    Se poi Trenitalia mettesse un servizio, a pagamento, sul treno quale una connessione WiFi che consenta di collegarsi in VPN alla posta aziendale, il tempo di viaggio in treno diventerebbe tempo in cui si può lavorare, un ulteriore vantaggio rispetto all’aereo in cui in 1h10 forse riesci a sfruttare 50min per lavorare col PC disconnesso (e guardato pure male dal vicino …).

  10. Gi says:

    Stefano, sul fatto che il treno sia più vantaggioso rispetto all’aereo, soprattutto se considerato in ottica l’AV, sono pienamente d’accordo.
    Non lo sono, per quel che conta ovviamente, invece sul fatto che le tariffe italiane siano le più basse in Europa.
    A mio parere, è un errore fare un paragone tout court del costo, ed è lo stesso errore in cui cade sistematicamente Trenitalia quando vuol giustificare gli aumenti.
    Si vogliono incentivare l’abbandono dell’auto come mezzo principale per gli spostamenti di lavoro e turistici, benissimo, ben venga. Ma deve essere vantaggioso in termini di tempo e di costi.
    Si è soliti parlare di costi stando dalla parte lavorativa, bene, anzi male; i costi dei trasporti sono a carico delle aziende e, purtroppo, il coinvolgimento aziendale non sempre è diffuso, ne consegue la filosofia: tanto è l’azienda che paga.
    Quando invece parliamo di turismo, le cose cambiano, ci si fa più attenzione e ci si rende conto che in fondo, il trasporto pubblico, non è proprio a buon mercato.
    Faccio un esempio, volevo andare a vedere una mostra a Firenze, a/r in giornata, magari con una puntata ad una buona fiorentina; bene Eurostar a/r in seconda classe per due persone 144 Euro.
    Siamo sicuri che all’estero si pratichino queste tariffe? Ne dubito, può essere ma ne dubito.
    Detto ciò, se ci si vuole parametrare ai costi europei benissimo, lo si faccia, ma non si può prendere il costo di un bene o servizio e confrontarlo con lo stesso bene o servizio della Germania o dell’Inghilterra. Forse, si dovrebbe rapportare i valori singoli al costo della vita in generale del paese con ci si vuole raffrontare; così come lo si deve fare per stipendi e salari.
    Che incidenza ha un viaggio in TGV, Parigi Lione o Monaco Berlino, su uno stipendio di un impiegato medio in quei paesi?

  11. Stefano, sulle tariffe Gi mi ha preceduto.
    Sulla comodità di viaggio non ho dubbi: il treno potrebbe essere di gran lunga migliore, ma deve essere competitivo. E di questi tempi, competitivo vuol dire allinearsi a quanto riescono a fare le ferrovie migliori. In Francia i treni vanno a 360 km/h e si può dire che abbiano una velocità commerciale di 300 km/h. Le due ore tra Milano e Roma di cui parlavo potrebbero essere una realtà. A questo punto, seriamente, non avrebbe senso un aeroporto (Linate) dedicato alla sola tratta Milano – Roma. Ed è quello che spero, anche perché l’aereo è decisamente meno sostenibile (sul lungo periodo) del treno.
    Rimane ancora il problema della qualità del servizio, che, ti posso assicurare per esperienza quotidiana, è veramente al di sotto di quelsiasi apprezzabile standard.

  12. Stefano Grevi says:

    @Gi, Andrea,

    vogliamo i servizi più curati e vogliamo i prezzi più bassi.
    La botte piena e la moglie ubriaca non si può avere, da qualche parte occorre perdere e Trenitalia fa perdere in qualità della pulizia dei treni, confort e puntualità.

    Trenitalia dice che ha i prezzi per chilometro più bassi d’Europa ed a guardare questo link per esempio rispetto alla Francia ed al ragionamento di Gi sul costo della vita un francese guadagnerebbe 3 volte quello che guadagna un italiano ! Se così fosse stasera trasferisco la famiglia a Chambery, a Sens o in Normandia :-)

    Non ho il bilancino per dire che questo livello di qualità è commisurato esattamente ai soldi che si pagano, ma ricordo (pur non ricordando la fonte) che per il trasporto pubblico la Regione paga Trenitalia per effettuare delle tratte con una certa frequenza; solo un terzo del costo di quelle tratte è coperto dal costo del biglietto.
    Se lo Stato taglia i trasferimenti alle ferrovie, loro sono giocoforza costretti a tagliare su qualcosa del servizio, e si spera che lo facciano sul confort di bordo e non sulla sicurezza dei treni !

    Lo so che ci sono episodi frequenti al limite ed oltre il limite dell’indecenza (le zecche di qualche tempo fa, la pioggia nelle carrozze, lo stato dei servizi igienici a bordo dei treni pendolari, il personale irreperibile, la sicurezza di bordo inesistente).

    Sono pendolare anch’io ed anch’io vivo sulla mia pelle quotidianamente 3ore di mezzi pubblici (si, avete capito bene!) e rompo le palle al Customer Care un mese si e l’altro pure, ma onestamente mi sento di dire che non occorrerebbe SOLO pretendere un uso più efficiente ed efficace dei soldi che questi signori ricevono per il servizio che danno MA ANCHE essere disposti a spendere qualcosa in più per ottenere un comfort maggiore, più treni, la copertura di più fasce orarie così che la macchina diventi solo un bell’aggeggio da usare esclusivamente in casi estremi.

    Pensateci : ci lamentiamo dei costi del treno ma quando ci gira l’uzzolo prendiamo la macchina per la minima cavolata, con costi decisamente superiori !

  13. paolo v. says:

    ragazzi, e’ giusto magari confrontare le ferrovie italiane con dei ‘modelli’ come le ferrovie francesi, tedesche o svizzere, ma ricordiamoci che molti paesi “avanzati” non hanno neanche quello che c’e’ in Italia.

    Qui in Canada le ferrovie sono sviluppate solo nel cosidetto “corridoio” Toronto-Montreal, ma di servizio alta velocita’ neanche l’ombra, anzi la gente prende il coach (o l’aereo) perche’ il treno e’ caro e lento. Parliamo di treni pendolari? Qui le linee piu’ importanti hanno la frequenza di un treno all’ora, ma molte linee hanno solo un paio di coppie di treni: due la mattina verso downtown, due la sera verso la perferia. Metropolitana? meno chilometri della MM milanese, per un’area urbana enorme.

    Certo l’America e’ un caso diverso e l’automobile e’ quasi una necessita’, ma anche qui i nodi stanno venendo al pettine (autostrade urbane sempre intasate) e da piu’ parti si invoca maggiore investimento nel servizio pubblico.

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Alfonso Fuggetta

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Professor, Manager, Blogger

I am a professor at Politecnico di Milano and CEO at CEFRIEL.