O questa è bella!

On September 26, 2008, in Politica, by Alfonso Fuggetta

Da leggere.

Ma c’è qualche pilota che mugugna amaramente contro i leader sindacali, Fabio Berti e Massimo Notaro. «Avevano fatto ad aprile un accordo con Berlusconi – spiega un primo ufficiale e seccatissimo – per far saltare la vendita ad Air France. Lo sanno tutti. E adesso la Cai ci taglia lo stipendio e caccia il triplo dei piloti». Il succo del messaggio: sarà meglio per Berti e Notaro spuntare in queste frenetiche ore qualche risultato tangibile in extremis. O saranno guai.

link: “Ci hanno fregati, dovevamo decidere di bloccare l’Italia” – LASTAMPA.it

13 Responses to “O questa è bella!”

  1. nunzio says:

    Prof,
    chi l’avrebbe mai detto!
    E’ straordinario che in Italia ci sia ancora gente che si fida di Berlusconi.

  2. darmix says:

    Finalmente abbiamo capito tutto! Quindi piloti (che guarda caso non erano quelli che insieme a Cgil non avevano firmato, in difesa dei sacrosanti diritti. O no?) alleati di Berlusca. Meno male che veltroni è ritornato in tempo da New York, per far saltare tutto! :-) Ora i soli “cattivi” sono rimasti loro. I piloti. E scopriamo la “verità”. E’ veramente straordinario che ci sia qualche italiano che non l’abbia ancora capito e che continui ostinatamente a non capirlo!

  3. paolo v. says:

    Intanto l’Economist chiama l’Italia “il terzo mondo economico di Eurolandia”. E’ questa la vera “tristezza”

    http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12304729

  4. darmix says:

    @paolo
    condivido in pieno. Questa è la vera tristezza.

  5. [...] Poi non è che c’è chi le dice queste cose, ma anche chi ci crede, e non solo. E’ straordinario che in Italia ci sia ancora gente che si fida di Berlusconi. [...]

  6. Marco Bizzarri says:

    @paolo v. e @darmix

    E’ un pessimo articolo.

    La metà dell’articolo stesso riporta le dichiarazione di Giavazzi (suppongo sul Corriere), che non diventano più vere perché l’Economist le ha scritte in inglese.

    La conclusione è la “radiocronaca” della situazione di Alitalia, pre-accordo CAI. Penso che ne sappiamo di più noi in Italia, su di questo argomento.

    Un pessimo articolo, di cui dovrebbe vergognarsi l’Economist.

  7. paolo v. says:

    @marco bizzarri
    che commento “bizzarro” :-) Forse ti sfugge ma una cosa non diventa falsa perche’ viene scritta un’altra lingua LoL..volevi dire che Giavazzi e’ stato tradotto male..illuminaci..

    Aldila’ della qualita’ dell’articolo (che a me non sembra poi male, certo ce ne sono di migliori), il mio commento voleva segnalare come la considerazione dell’Italia all’estero sia ormai ai minimi storici.
    L’economist e’ un settimanale, e’ logico quindi non abbia scritto gli ultimi aggiornamenti della telenovela Alitalia-CAI. E del resto a pochi stranieri interessa sapere se Epifani e’ andato a casa di Veltroni o ha passato la notte con Berlusconi e Letta nella beauty farm a discutere dei capitani coraggiosi. Invece, se il piano Cai procede, immagino che l’Economist affrontera’ il problema dei conflitto di interesse di tutti questi signori (mai visto un articolo sul corriere, pero’ su youtube ho visto Travaglio).

    E a me alla fine del destino dell’Alitalia/CAI mi importa poco alla fine; quello che mi preoccupa sempre’ di piu’ e’ il baratro senza fondo in cui sta andando il “belPaese”. Quanto stanno costando all’Italia, in senso lato, queste politiche nazionaliste, e beceramente protezioniste? Ma la destra non doveva essere liberista?
    Io vivo in Canada da poco, e mi tengo aggiornato leggendo giornali stranieri ed italiani (e blog) ogni giorno. I media in Italia fanno veramente pena, basta vedere come si e’ ridotto il sito del Corriere, sulla loro homepage almeno la meta’ delle “notizie” sono fatti di gossip, dal nipote di Bossi a come entrare gratis al MiSex presentandosi nudi. Oppure si parla dell’avvocatessa 28enne di Berlusconi, della sua emozione, e si mostrano le sue foto, ma non si spiega come mai Berlusconi ricorre (in realta’ volontariamente) al difensore d’ufficio con tutti gli avvocati che ha a disposizione (anche qui Travaglio su youtube).
    In Italia si danno tanti fatti e notizie, ma con VOI (value of information) = 0

  8. Marco Bizzarri says:

    @paolo

    “Intanto l’Economist chiama l’Italia “il terzo mondo economico di Eurolandia”. E’ questa la vera “tristezza””

    Scusa, mi citi la frase in inglese dove ci chiama terzo mondo economico?

  9. paolo v. says:

    @marco bizzari
    Oops..ho fatto una papera! OVVIAMENTE “euro-area’s third economy” vuol dire la terza economia per grandezza di Eurolandia.. leggendo velocemente ho letto qualcosa che non c’era scritto, interpretandolo come economia di terzo livello dell’area euro. Mea culpa!
    Rimane invece che l’Economist spesso chiama l’Italia “sick man of Europe” (non in questo articolo) e nel testo in questione “Tartaruga di Eurolandia / euro-area’s tortoise”.

  10. paolo v. says:

    e anche, nel campo title html (quello che si vede nei tab del browser) della pagina, ci chiamano “‘euro area’s backmarker” (racing terminology, a car running near the back of the field). In ogni caso non ci vedono benissimo..

  11. Marco Bizzarri says:

    @paolo

    Giusto per chiarirsi: non mi piace quello che stanno facendo con CAI. Penso che sia una porcata che ci fanno pagare a noi cittadini per motivi elettorali. Penso che me la ritroverò nella busta paga o da qualche altra parte.

    Questo detto, sinceramente, farmi bistrattare come paese da un giornalista che in un articolo scrive quanto segue, sinceramente, mi sembra un po’ troppo:

    “The finance minister, Giulio Tremonti, this week put economists in a category with “bad teachers, exorcists, faith healers, shamans [and] witch doctors.” But Francesco Giavazzi, an economics professor at Bocconi University, says that Mr Tremonti is drawing “completely wrong” conclusions from his analysis.”

    Cioé, Giavazzi non è d’accordo con Tremonti nel definire gli economisti degli stregoni? E ci voleva l’Economist per spiegarmelo?

    P.S. Non puoi rispondermi: no, lui non è d’accordo con quello che sta scritto nel paragrafo sopra, a proposito del libero mercato etc. etc. Non è quello che ha scritto il giornalista.

  12. [...] via Alfonso Fuggetta [...]

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