Ancora sul mercato del lavoro

On October 15, 2008, in Economia, by Alfonso Fuggetta

15 Responses to “Ancora sul mercato del lavoro”

  1. Mauro Labate says:

    Tanta domanda, poca offerta e stipendi comunque bassi. Non capisco bene le ragioni che stanno dietro a questa discrepanza: la teoria vorrebbe che se una risorsa è presente in quantità esigue sul mercato ed è molto richiesta, il suo prezzo sale. Invece siamo pagati la metà dei colleghi che lavorano 20 km oltre il confine svizzero.

  2. beh, direi che è positivo…spero che non venga usato per abbassare ulteriormente il livello di difficoltà / preparazione dell’università…

    ..meglio pochi ma buoni ;-)

  3. Michael says:

    Secondo me è collegato tutto al fatto della fuga all’estero per la ricerca di stipendi più “felici”.

  4. Carmelo says:

    Articolo di una drammatica realtà, quando si parla del livello medio delle retribuzioni riservate ai laureati in ingegneria. La facilità di ingresso nel mondo del lavoro non risparmia dalla precarietà!
    Ancor più sconvolgente il consiglio finale di “avviare iniziative che facilitano la mobilità verso le regioni più ricche di lavoro”.
    Questa mobilità, di certo non incentivata da nessuno ma dal bisogno, è già un dato di fatto. Se proprio si dovesse fornire un’indicazione strategica, si sarebbe dovuto chiudere con un’indicazione su come ridistribuire il sistema produttivo in maniera più uniforme sul territorio nazionale”…

  5. Dr. house says:

    Lo sto dicendo da più di un anno.

  6. Stefano Grevi says:

    Bene, vuol dire che chi ha un profilo ‘tecnico’ si sta riscattando sul mercato del lavoro dopo anni di spot su quanto fa figo essere un commerciale !

  7. gianca says:

    ma che bello ….
    siamo tutti all’apparenza “occupati” con l’economia che ristagna. Tanti lavoretti per tutti, poco pagati. Mi ricorda il sistema Soviet.

    La mia impressione è che a parte l’ingegneria meccanica dove ci sono delle eccellenze da esportazione, nel resto delle discipline siamo sostanzialmente dei sussidiati.

  8. Matteo Rota says:

    Il 59% in meno è davvero tanto. Può rendere l’investimento “in conoscenza” poco attraente. Personalmente penso che ne valga comunque la pena, ma mi rendo conto che qualcuno potrebbe non essere così.

  9. gianca says:

    ….mi scuso del commento precedente. è più pesante del dovuto: ho calcato la mano, anche se in buona fede.

  10. Dr. house says:

    @ Mauro Labate
    è ovvio che se lavori dove il costo della vita è maggiore sarà maggiore anche lo stipendio.

  11. Guido Serra says:

    @Dr.House… a dire il vero qua in germania il costo della vita è decisamente inferiore all’Italia e vivo nella città tedesca della moda… che è tutto dire…

    Imprenditori italiani… CACCIATE IL GRANO O NOI SI STA ALL’ESTERO!!!

  12. [...] italian job market A.A.A. Ingegneri cercansi al Nord [...]

  13. Mauro Labate says:

    @Dr. house
    è una questione di proporzioni: costo della vita maggiore del 59% non l’ho visto proprio da nessuna parte…mentre stipendi più alti anche del 100% ne ho visti eccome. Tra l’altro ultimamente ho sentito un’amica laureata in geologia che si becca 32k € lordi come primo impiego (secondo se si contano 6 mesi di stage…), mentre per un ing. inf. più di 25k € non li offre nessuno nessuno nessuno…

  14. [...] alfonsofuggetta.org » Blog Archive » Ancora sul mercato del lavoro (tags: lavoro) [...]

  15. giovanni says:

    Io abito in Svizzera, e posso garantire che il costo della vita è minore che a Milano. Posso anche garantire che le paghe sono più alte.
    Poi è interessante leggere che mancano ingegneri e che però le paghe sono basse. Ma il libero mercato non dovrebbe portare ad un innalzamento delle paghe? Ha ragione Guido: “volete tecnici? pagateli!” (e lo dico da imprenditore).
    Per Gianca: meglio che ti informi: in SSSR gli ingegneri erano pagati più che bene rispetto agli altri. Questo non significa che il sistema fosse bello, ma solo che su quel singolo punto (paga degli ingegneri) hia detto un’inesattezza.
    Ciao a tutti

    Giovanni

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