Altro che Facebook …

Il medico mi ha detto che devo fare moto. Oggi sono andato a vedere una palestra. Sono passato alla Virgin Active di Bicocca.

Entro e chiedo se mi possono dare informazione. La ragazza all’ingresso mi dice che mi chiama una persona, ma prima devo compilare una scheda.

Mi ammolla un modulo in cui mi chiedono di tutto: mi sono fermato dopo poco righe avendomi già chiesto data di nascita, luogo di residenza, professione, stato civile e numero di figli. Ed ero solo all’inizio.

A quel punto mi fermo e chiedo: “ma perché vi servono queste informazioni? Sono io che chiedo a voi informazioni per iscrivermi. Siete voi che le dovete dare a me. Ovvio che se mi iscriverò certamente poi vi darò i dati che servono. Ma ora perché volete sapere quanti figli ho e che lavoro faccio?”

La ragazza imperturbabile mi dice “se vuole informazioni deve compilare il modulo”. Al che io ho detto “va bene, come non detto”. Ho preso e sono uscito.

Pizzetti, il garante della privacy, si preoccupa di Facebook dove uno si iscrive potendo prima vedere che fa. In una banale palestra, per sapere quanto costa al mese e che servizi offre, avrei dovuto prima riempire una cartella di informazioni personali.

Pizzetti, perché non si preoccupa di queste cose che non hanno alcun senso invece di cercare sempre e solo il male su Internet?

 

8 Responses to “Altro che Facebook …”

  1. Sarò esagerato ma sei il mio mito.

  2. giovanni says:

    Anche a me il medico ha detto di fare moto.
    Anche io sono andato in Bicocca.
    Poi però non ho potuto fare moto: chiedevano un certificato di sana e robusta costituzione fisica.
    Ho il diabete, dei problemi (lievi) cardiaci e per questo
    - devo fare moto
    - non mi accettano nelle palestre.
    Questo in Italia.
    In Svizzera ho risolto il problema: con l’importo della vendita dell’appartamento in Italiami sono comperato una casa su 3 livelli e faccio le scale tutto il giorno.
    Alla faccia del bicarbonato!
    Giusto per dire che le palestre hanno qualche problema in più che non la privacy (grave per di suo)

    Giovanni

    p.s.: per Pizzetti: ma la privacy non vieta di discriminare per malattie? (non mi dite che lo sport fa male, le lo ha prescritto il medico …)

  3. [...] le violazioni non sono solo telefoniche: come spiega Alfonso Fuggetta, alla palestra in cui è stato oggi (che ha un nome da bevanda energetica), solamente per chiedere [...]

  4. Giacomo says:

    Premesso che non su nulla delle sue abitudini, le consiglierei mezz’ora di camminata al giorno: magari lasciare la macchina un po’ piu’ lontana e allungare il percorso per arrivare in ufficio, cosi’ 15 minuti all’andata e 15 al ritorno…

    Se deve iniziare un’attivita’ sportiva provi a trovare qualcuno che gia’ la pratica, sara’ piu’ semplice…

    Recentemente ho provato il golf e mi sembra un ottimo sport, si fa molto piu’ movimento di quando non si creda e aiuta nella capacita’ di controllarsi :) … e non costa poi cosi’ tanto come comunemente ed erroneamente si crede…

    Infine, personalmente, sono un sostenitore della piscina, per cui le direi almeno due volte a settimana un’ora di nuoto… ;)

  5. Marco says:

    faccia nuoto professore…uno sport completo,rilassante,e che coinvolge tutti i muscoli del corpo contemporaneamente!Non faccia la fila in palestra per utilizzare un attrezzo,e fare dei banali esercizi di corsa,perchè quello dietro ha fretta e non vuole attendere il suo turno…Una bella piscina ed il relax mixato al movimento è assicurato

  6. Carlo Caminati says:

    1. privacy: ormai credo che gli unici a beneficiare della privacy siano i mascalzoni che la usano per evitare che il loro nome esca sui giornali. In tutti gli altri casi la privacy è abbondantemente stuprata e ormai non ci facciamo più caso.
    2. moto: il moto è sacro, il consiglio di Giacomo è sicuramente quello a costo minimo, anche la piscina è ottima, mi sento di aggiungere la corsa (o almeno il jogging per iniziare): puoi praticarla dove vuoi (una strada, un parco, dove? http://www.walkjogrun.net), a qualsiasi orario e senza pagare tessere, abbonamenti o altro, bastano un paio di scarpe adatte (parametri: tipo di appoggio, peso corporeo e ritmo di corsa), un paio di pantaloncini ed una maglietta.
    Ma se si tratta di problemi di sovrappeso, però, ricorda: si dimagrisce a tavola, in 30 minuti di corsa si consumano circa 300 Kcal,a buon intenditor….
    buona corsa (o nuotata o passeggiata)

  7. Morris says:

    Alfonso, arrivo tardi.

    Sul discorso della privacy, non sono molto d’accordo: a parte tutto, considera che rimane sempre una differenza abissale tra queste situazioni vissute nel mondo reale e le stesse situazioni vissute in quello virtuale. Il secondo, per ora, è molto più articolato, meno controllabile e a volte molto più subdolo.

    Per il resto, anche la cyclette e la bicicletta (clima permettendo), fanno miracoli.

  8. Guido says:

    Sottoscrivo parola per parola ed aggiungo che mentre sulla palestra che ha perso un cliente per miope ingordigia di dati il Garante dovrebbe applicare leggi pensate e scritte proprio con riferimento ad analoghe fattispecie in relazione ai social network si tratta di “esportare” regole pensate ieri in un contesto a cavallo tra oggi e domani. E’ un’operazione che rassomiglia molto a quelle forme di “esportazione della democrazia” che hanno reso famosi – credo di poter dire in negativo – gli USA: le regole nascono e servono in un contesto sociale, storico ed economico definito e non sono suscettibili di esportazione altrove.
    Ho già scritto qui la mia idea, auspicando che sul social networking si pronunci la storia piuttosto che i Garanti: http://punto-informatico.it/2453544/PI/Commenti/sul-social-networking-si-pronunci-storia.aspx

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