Leggo oggi molte prese di posizione sulle dichiarazioni del presidente del consiglio relative alla “regolamentazione di Internet”. Trovo stucchevoli le prediche di chi dice che le reazioni preoccupate sono ingiustificate, premature, dettate solo dal desiderio della polemica politica, e incapaci di contribuire positivamente allo sviluppo del dibattito. Come se nei mesi e anni scorsi, a destra e a sinistra, di proposte senza capo e coda non se ne siano mai state fatte.
Stefano in un suo post affronta il problema dal punto di vista delle strategie complessive del paese. Discorsi assolutamente importanti. Ma che credo non c’entrino proprio nulla con la dichiarazione del presidente del consiglio. Il suo “regolamentare Internet”, come hanno poi ripreso altri esponenti della maggioranza, è correlato al fatto che su Internet non “c’è controllo” su chi fa cosa e come. È connesso alle paure del terrorismo, alla pedofilia e ai problemi che vengono quotidianamente associati a questa rete “senza controllo e regole”. Non è casuale che proprio ieri il Ministro Maroni abbia sollevato il problema di associare un indirizzo IP ad ogni navigatore, opzione ad oggi tecnicamente infattibile.
Ora, se le proposte del presidente del consiglio fossero rivolte ad una regolamentazione a favore dello sviluppo della rete, ma che ben vengano! Tutti aspettiamo con fervore assicurazioni sulla neutralità della rete, sulla apertura delle infrastrutture, sulla loro innovazione e aggiornamento, sulle regole che garantiscano concorrenza e apertura del mercato, sull’assicurazione dei diritti dei cittadini, sul superamento del digital divide e sui tanti temi aperti di cui si discute da mesi.
Temo, e sarei tanto felice di essere smentito, che in realtà per “regolamentare” si intenda controllare chi-dice-cosa-dove sulla rete internet. È questo che spaventa, questa continua criminalizzazione più o meno strisciante di internet e, al tempo stesso, l’illusione che si possa “controllarla” con un po’ di “regole” come quella, impraticabile, di dare un unico IP ad ogni navigatore.
Per cui ovvio che c’è tanta “regolamentazione di Internet” che sarebbe auspicabile. Ma non mi pare stiamo parlando della stessa cosa, ahimé.
