Berlusconi dice che non ci sono problemi di liberalizzazione visto che chi vuole può atterrare a Malpensa. Ma allora perché presentano questo emendamento? Notate bene che non parla di liberalizzazione ma di “ampliamento del numero di vettori ammessi ad operare”.
Quindi, in primo luogo, ne deduco che oggi non è vero che chiunque può atterrare a Malpensa: ce ne sono alcuni che “non sono ammessi ad operare”.
Ma quindi quello che dice il presidente del consiglio non è vero?
Dl Anticrisi – Il Sole 24 ORE: “Arriva un emendamento salva-Malpensa. Dai relatori un emendamento salva Malpensa. Il testo ricalca una proposta già presentata dalla Lega e chiede al ministro delle Infrastrutture, di concerto con gli Esteri, di raggiungere in 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento,«accordi bilaterali nel settore aereo al fine di ampliare il numero dei vettori ammessi a operare sulle rotte nazionali internazionali ed intercontinentali».”
E comunque, non parlano più di liberalizzazione.
Io l’ho capita così.
I soci di CAI non possono rimetterci soldi e non mi pare vogliano investire sul lungo periodo; non ci si può permettere di lasciare Fiumicino; Air France non vuole concorrenza. CAI vuole mantenere un sostanziale monopolio sulla Linate-Roma per garantirsi i ricavi e Air France non vuole che Malpensa possa sviluppare traffico intercontinentale. Come facevano notare in diversi (anche sulla stampa straniera), Air France punta ad avere pochi voli intercontinentali da Fiumicino e qualche centinaio di voli di feeding verso Charles De Gaulle. In prospettiva, Air France compra tutta Alitalia e fa solo feeding su Parigi, togliendo anche quel poco che è rimasto ora. Nel frattempo, come detto, cerca di blindare il traffico per evitare concorrenti.
A CAI è stato chiesto di non opporsi alla liberalizzazione delle rotte su Malpensa. Noto che subito sono stati tirati fuori due argomenti: chiudiamo Linate (ovviamente non ha senso) e rivediamo gli accordi di handling con SEA.
Al che tutti si sono fermati, anche quelli che ben sanno che Linate da solo non garantisce a Milano l’accessibilità internazionale di cui ha bisogno.
A meno che, non ci sia anche altro. Alcune dichiarazioni di Colaninno (“in futuro Malpensa potrà svilupparsi”) e anche dello stesso Tremonti ieri, potrebbero far pensare che l’idea sia più o meno questa: per ora facciamo così come vuole Air France; poi, quando Air France avrà comprato Alitalia e i patrioti saranno usciti dalla vicenda, si cercherà di liberalizzare le rotte su Malpensa attirando nuovi vettori. Anzi, magari il problema ce lo risolve la UE che ci forza a qualche accordo tipo open sky con paesi importanti dell’Asia.
Come è tipico di questo paese, ciascuno pensa ai fatti propri e pochi ai fatti di tutti. Tanto per fare un esempio, voglio vedere con l’Expo, che già di suo rischia di essere un flop (vedi Saragozza), cosa succederà se avremo solo, nella sostanza, voli Europei. Si dirà, am fino al 2015 c’è tempo! Come se non sapessimo che siamo sempre in ritardo su tutto (siamo sicuri che per le opere di Expo 2015 non si sia già in ritardo?).
Povero paese mio.











[...] tanti i problemi che affliggono la mia povera Italia, come ama dire il Prof. [...]