Domanda ingenua

On January 21, 2009, in Business, Technology, by Alfonso Fuggetta

Ma allora cosa abbiamo speso a fare tutti i soldi per il digitale terrestre?

La Rai crede in una politica di canali free», tanto che ora ne arriveranno di nuovi (Rai Storia e Rai 5). Alberto Sigismondi, dirigente Mediaset, che è amministratore delegato di Tivù srl, spiega la strategia della nuova piattaforma: «Sentiamo la necessità di garantire accesso universale a tutti gli utenti italiani. Per ragioni orografiche in molte zone d’Italia il digitale terrestre non ha una copertura completa». Non dica che è solo per questo, ci sarà anche una ragione economica? Sigismondi insiste: «Il costo del raggiungimento capillare del digitale terrestre sarebbe iperbolico. Noi, come Rai e Telecom, pensiamo che esiste una ragione sensata di non lasciare scoperte queste famiglie». Per ora l’offerta satellitare sarà gratuita. Arriverà anche quella pay? «Non è nei piani. L’obiettivo è valorizzare l’offerta free. Non è una piattaforma anti-Sky». Del resto, come ha detto Balestrieri, «la tv a pagamento è importante, ma non potrà mai essere per tutti». Da Sky nessun commento ufficiale, per ora stanno a guardare. Spiegano che non hanno nessun dettaglio sul progetto della nuova piattaforma e valuteranno le cose quando il quadro sarà più chiaro. La partita è appena iniziata.

link: Rai e Mediaset: alleanza sul satellite – Corriere della Sera


6 Responses to “Domanda ingenua”

  1. Simone Civetta says:

    La vedo una mossa priva di senso in uno scenario già confuso. Mentre l’approdo di Mediaset su satellite, nel tentativo di combattere Sky con le sue stesse armi, può essere almeno giustificabile, Rai ritiene ancora che i contenuti non siano essenziali per il successo di un canale o di una piattaforma. Rai 4 (e le sue nostalgiche repliche dei telefilm degli anni ’90) sembra esserne l’esempio più palese.
    Ma, poi, siamo sicuri che lo switch-off del segnale terrestre analogico non venga ulteriormente prorogato?

  2. Usare meglio lo spettro per infilarci piu’ bps e’ cosa buona e giusta, IMHO
    http://blog.quintarelli.it/blog/2007/03/sul-finanziamen.html

    IMHO il vero punto e’ come verra’ riutilizzato quello che viene liberato
    http://blog.quintarelli.it/blog/2006/12/riutilizzo-dell.html

  3. Ovvio che bisognasse lasciare l’analogico.
    Ma se comunque serve il satellite perché in tante zone di italia non ci si arriva, allora tanto valeva passare tutto sul satellite.

  4. Mattia Pascal says:

    Il digitale terrestre è la naturale evoluzione dell’attuale tecnologia, e resta fondamentale per la trasmissione delle televisioni generaliste e di quelle locali. In Italia non è pensabile spegnere i ripetitori terrestri e affidarsi completamente al satellite. Non l’hanno fatto negli Stati Uniti, dove la maggior parte della popolazione ha un abbonamento via cavo o satellite e molti non hanno neanche l’antenna per ricevere il segnale terrestre.

  5. giovanni says:

    La mia domanda è: chi gestisce tutto ciò? A beneficio di chi?
    Qui mi sembra che vada sempre in mano ai 4 soliti potenti a cui prima vengono date le frequenze, poi i soldi. Il popolo bue paga.
    Per la tecnologia il DTT può andare bene ma buttare via tutte le cose analogiche può essere una scelta miope: qui è la mantenere qualcosa di semplice non è male. Poi ci sarebbe il problemino di chi controlla l’accesso (con le recniche digitali – soprattutto per la fonia – si concentra questo controllo: utile tecnicamente ma problematico da un punto di vista gestionale (politico?) )

    Giovanni – che pensa che troppe scelte *tecniche* oggi vengano fatte da politici, amministratori, persone di marketing.

  6. [...] qualcuno dovrebbe riflettere sulle scelte fatte in Italia di continuare a puntare (e finanziare) il digitale terrestre, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di interazione offerte dal web rispetto al DTT, ad [...]

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