Ci provo un’ultima volta

On April 3, 2009, in Pensieri sparsi, by Alfonso Fuggetta

Avevo scritto tempo fa un post su Quanto guadagna un professore. Ieri un commentatore (ovviamente anonimo) ha fatto le solite insinuazione e affermazioni qualunquistiche.

Avevo un gran voglia di cancellare il commento e lasciare questo personaggio alle sue fantasie. Ma poi ho detto che forse vale la pena, ancora una volta, provare a raccontare come stanno i fatti e non le fantasie dei moderni savonarola con la “s” minuscola.

Ovviamente, io parlo per quello che ho visto al Politecnico dal 1979 ad oggi e per quello che so degli altri atenei che conosco.

Andiamo con ordine:

> senza entrare troppo nel merito, 3000 euro come stipendio
> (come lei dice ma io non ci credo)

Le allego il mio cedolino dello stipendio di Marzo. Ho solo tolto l’indicazione del mio conto corrente. Come vede, c’è anche la proiezione annuale: 48KEuro.


> + altre 3000 euro per la supplenza che ogni docente
> deve fare per forza,siamo già a 6000 euro;

E qui siamo già nel campo di Isaac Asimov. Primo, sempre più capita che le supplenze non vengano pagate. Secondo, una supplenza varia nell’importo dai 2000 ai 3-5000 euro LORDE in funzione del numero di ore. Peccato che si tratti del valore COMPLESSIVO ANNUALE e non mensile. Per cui il suo 3000+3000 è puro delirio. Una supplenza, al netto, incide sul netto mensile per 100-200 Euro

> +io sò che alcune università a fine hanno prendono
> i soldi che avanzano dal bilancio e li distribuiscono tra i
> docenti come indennità per attività generiche svolte
> durante l’ anno per l’ università,
> di solito ad un ordinario toccano non meno di 30 000 euro,

Ma mi dica qual è l’università che ci vado subito!!! Ma dove diavolo ha sentito questa idiozia? Vado subito dal mio rettore a chiederne almeno il doppio. Peraltro, se le università sono tutte alla canna del gas per pagare gli stipendi, da dove dovrebbero venire questi “soldi che avanzano”?

> +i seminari, le sedute straordinarie per laurea,
> appelli straordinari, corsi di recupero ed altro vengono pagati a parte,

Ripeto, in quale film di fantascienza ha mail visto queste cose? Tutte queste attività rientrano nel normale lavoro e io in trent’anni non ho mai sentito che qualcuno non solo venisse pagato, ma si sognasse di immaginare che potesse essere pagato. Ci sono i tutoraggi, quelli si, che di solito sono fatti da studenti o dottorandi, ma non mi risulta da professori. E comunque di solito sono 1-3Keuro per corso.

> altri soldi; di solito per seminari ci sono professori
> che prendono fino a 500 euro ad ora;

Si, Nicholas Negroponte quando fa viene in Italia. Certo, lui si. Per giunta, non sono mica soldi pubblici. Se una università o un consorzio organizza un corso per l’esterno, fa pagare chi partecipa (tipicamente persone dell’industria). Una parte la trattiene l’università e l’altra va al docente. Il costo riconosciuto al giorno dall’azienda che richiede un corso, inclusa la preparazione, arriva nel caso dei top delle business school sui 5000-6000 euro/giorno. Da noi no. Ma è comunque il costo di preparazione, organizzazione ed erogazione, non certo il compenso del docente. Vorrei peraltro ricordare che su questi corsi l’ateneo prende soldi dalle imprese e in parte li trattiene. Quindi ci guadagna, non ci perde. E di solito è il docente che si dà da fare per organizzarlo e portare a casa gli iscritti.

> + ogni due anni ci sono gli scatti per aumento dello stipendio che
> al massimo di anzianità mi risulta essere molto di più delle 3000 euro che lei dice;

Le tabelle degli stipendi e degli scatti sono pubbliche. Io ho 51 anni, sono associato dal 91 e ordinario dal 2000. Ha visto il mio stipendio. Un professore al massimo della carriera, a 65 anni, credo che prenda sui 5000 euro netti. Quando prende un dirigente in impresa? E quanto prendono quelli che combinano tutti i giorni i guai di cui leggiamo in questi giorni sui giornali? Quando guadagna un consigliere regionale, tanto per fare un esempio? Quanto guadagna, che so, un dirigente di una società di ICT che ha l’arduo compito di vendere l’iPhone o Windows o Android? O che deve vendere le schede prepagate? Ricordate Napoletone e i suoi guadagni? 20 volte un professore solo per il fisso.

> +ogni professore di solito è titolare di un laboratorio altri soldi;

Ehh???? Un docente per far funzionare un laboratorio i soldi li deve cercare con contratti con le imprese!!! Altrimenti il laboratorio CHIUDE. E il fatto che esista un laboratorio, almeno al Poli, non dà diritto ad alcun compenso.

Se uno porta a casa un contratto da una impresa, come scrivevo nel mio post, il Poli trattiene di fisso il 23%. Con il resto, il docente deve 1) comprare le attrezzature, 2) pagare assegnisti, dottoranti, stagisti, e 3) pagare sè e gli altri colleghi che lavorano sul progetto. In quale azienda privata il dipendente deve cercarsi i soldi per comprarsi un computer? Da noi i computer per il nostro lavoro normalmente si comprano sui grant che acquisiamo dall’esterno. Di solito, una quota di questi soldi viene poi risparmiata per pagarsi i viaggi alle conferenze (per i quali non esistono fondi).

> +i proggetti di ricerca che il ministero della ricerca ,
> finanzia al di fuori dall’ università , sono soldi che vanno
> direttamente in tasca al gruppo che lavora alla ricerca,
> sò di progetti da 200 000 euro finanziati ma anche di più;

Soldi del ministero, se non stai in una zona depressa o del sud, se ne vedono pochini. Tutti noi del Poli partecipiamo a bandi europei, in consorzi internazionali. E siamo bravini ad attrarre finanziamenti. Questo, di solito, in qualunque paese civile viene considerata una cifra di merito, non di demerito. I soldi che riceviamo devono essere usati per raggiungere gli obiettivi del progetto. La UE, ma non solo, ci viene ad ispezionare, sia dal punto di vista dei risultati che della gestione amministrativa. Con i soldi, come dicevo prima, oltre alla quota trattenuta dal Poli (23% che quindi è un guadagno extra dell’ateneo) si pagano attrezzature, persone e anche i docenti, se ci sono i soldi.

> + ogni professore ha partita iva e ha contatti lavorativi anche fuori dall’ università;

NO, falso. Un professore a tempo pieno NON può fare quello che vuole: ci sono limiti precisi fissati dalle norme sul pubblico impiego. Se è a tempo parziale si.

Con questo cosa voglio dire? Che non ci sono problemi? Certo che ci sono. Come ci sono nelle banche di affari USA che hanno combinato i casini che viviamo, o nelle imprese tedesche sotto indagine in tutto il mondo (Siemens per esempio) o negli agenti delle borse USA tipo Madoff. O nelle aziende italiane che evadono l’IVA o con i gioiellieri nullatenenti o con quelli che vanno in giro in cabinato e dichiarano 10KEuro al fisco. Certo, in questo mondo ci sono persone oneste e persone disoneste. E l’università fa parte di questo mondo, pensa un po’.

Ma una cosa è darsi da fare per risolvere i problemi e punire chi si comporta male. Altra è scrivere l’equivalente di Harry Potter pur di denigrare una intera categoria.

So bene dei problemi che anche al poli abbiamo. Ma le fregnacce scritte qui sopra, sarò tonto io, in trent’anni non le ho mai viste.

P.S.: Venga con me a UCI in California, poi facciamo un confronto con quello che facciamo noi al Poli e vediamo.


143 Responses to “Ci provo un’ultima volta”

  1. [...] trovato questo interessante articolo riguardo una delle professioni più belle e importanti che io conosca: l’insegnante. Come [...]

  2. Marco Gialdi says:

    Il solito ed inequivocabile qualunquismo all’italiana :-)

    Complimenti per il post. Condivido ogni singola parola. :-)

    P.S.: Hai guadagnato un lettore ;-)

  3. Alcuni colleghi mi segnalano questo sito:

    http://xoomer.virgilio.it/alberto_pagliarini/TAB2008conaumento1e77.htm

    Come si vede, un professore ordinario al massimo della carriera e a tempo pieno guadagna 5.100 euro netti al mese.

    Ovviamente non sono pochi. Ma stiamo parlando del massimo della carriera. Ovviamente, non c’è confronto con gli stipendi in altri paesi.

  4. Controllate la colonna K.

  5. Uberto says:

    Io ora lavoro all’estero, quindi La capisco benissimo.
    D’altra parte, avendo lavorato per anni come consulente al Ceda del Politecnico di Milano, ho visto tanti casi di nepotismo, scarsa professionalita’ e maneggi vari con i fondi di Dipartimento.
    IMHO il problema e’ che in Italia vige ancora la legge del piu’ furbo, e le persone oneste sono penalizzate.
    Il problema per me non sono i 5000 euro al mese per un docente (che in Italia non sono poi pochissimi anche nell’azienda privata), ma il fatto che uno li prenda a prescindere dalla qualita’ del lavoro che svolge, solo in base alla sua eta’.

    Con tutto questo, complimenti per il bel lavoro del CEFRIEL.

    • Io lavoro con aziende private. Lì il nepotismo non c’è, vero? No, solo in università. È questo che lascia stupefatti: questa idea che i problemi non siano trasversali ma solo di una categoria. Non è che in Italia, in tutti i settori, ci sono persone oneste e persone disoneste. No, certi problemi ci solo nel pubblico e specificatamente nell’università. Le aziende, come noto, sono luoghi della sovrana correttezza. Quindi l’unica cosa che serve è sparare a zero su quel cialtroni dei professori.

      Brunetta ha vinto.

  6. > che in Italia non sono poi pochissimi anche nell’azienda privata)
    Stiamo parlando di una persona di 65 anni al massimo della carriera. Senza bonus, senza benefit, senza assicurazioni per dirigenti. Certo ha altri “vantaggi”. Ma per piacere facciamo i conti bene.
    Guardi che io gli stipendi in giro li vedo. Ho appena finito di fare la selezione di due dirigenti 45enni, con due dei principali cacciatori di teste italiani. “Ho visto cose che voi umani” … nelle imprese, non nelle università.

  7. Grazie per i complimenti, comunque.

  8. Comunque, mi fermo qui. Io ci ho provato. Leggevo anche altri commenti di navigatori sul blog di De Biase con la solita marea di palle e frasi fatte.
    Ormai tutte queste affermazioni sull’università sono diventate verità rivelate e non c’è evidenza che possa cancellarle. E non serve a niente che io stia qui, quasi a sembrare quello che vuol difendere i disonesti.

    Forse prima o poi si capirà che a criminalizzare una intera categoria si otterrà esattamente l’effetto contrario a quello che si vorrebbe: gli onesti non ce la faranno più e se andranno, mentre i disonesti che hanno la scorza dura resteranno a fare quello che hanno sempre fatto.

  9. Uberto says:

    Solo una precisazione: non voglio certo difendere Brunetta. L’universita’ italiana ha tanti centri di eccellenza che andrebbero aiutati a spese delle varie baronie.
    5000 per chi lavora a livelli da Nobel sono una miseria, ma il problema e’ che i professori (a differenza dei dirigenti senior) non devono rispondere a nessuno.
    E comunque e’ scandaloso quanto siano pagati dottorandi e assistenti.

    Riguardo al nepotismo in azienda, se escludiamo il proprietario che ovviamente ha tutto il diritto di assumersi parenti ed amanti varie, direi che il livello non e’ assolutamente paragonabile a quello del settore pubblico in generale.

  10. Giovanni says:

    Ottimo post, Alfonso, e ottime argomentazioni.
    Io ho 52 anni computi, un diploma di Perito, un’azienda di consulenza informatiche e mi sono reiscritto all’università, in Svizzera, dove vivo da un anno.
    Fatti due calcoli, ho scoperto che i miei guadagni sono superiori a quelli di un docente.
    Direi che la realtà è che si guadagna di più nell’azienda privata, ma si dev’essere a livelli ben alti: spero che vi fidiate di uno che dice “guadagno tanto” (tanto che ora lavoro meno, mi sto prendendo 4 anni mezzi sabbatici per vedere se riesco a completare gli studi).
    Per l’ora non più anonimo: finire in certe aziende è un delirio ma bisogna avere il coraggio di cambiare e di rischiare (tra il 1974 ed il 1985 ho cambiato 10 lavori, per poi finire a fare il professionista): serve molto avere fortuna, non arrendersi e non dare nulla per scontato. Il titolo di studio è una partenza, perché ti permette di saper fare le cose, ma non è e non sarà mai una garanzia …

    Giovanni

  11. Piero Macchi says:

    Caro Fuggetta

    > Ovviamente, non c’è confronto con gli stipendi in altri paesi.

    Le porto qualche dato.
    In Svizzera un professore ordinario al termine della carriera (65 anni) ha uno stipendio lordo di circa 18.000 franchi al mese (cui si devono sommare i contributi pensionistici versati dall’università separatamente). Al netto delle tasse (che dipendono dal cantone) sono circa 13-14.000 franchi, ossia 8-9000 euro a seconda del cambio.
    Va ricordato ai lettori che i 5.000 euro di cui Lei parla si riferiscono non solo ad un professore a fine carriera, ma anche al termine di una carriera “fortunata” (cioè se è diventato ordinario molto presto, il che non è per nulla la norma). Nella maggior parte dei casi, lo stipendio di un ordinario a fine carriera non supera di molto i 4.000 euro.

  12. [...] alfonsofuggetta.org » Blog Archive » Ci provo un’ultima volta [...]

  13. Mologni Stefano says:

    Probabilmente anonimo parte dal punto di vista errato, come molta altra gente. Si vede un laureato, dottorato e ricercatore che porta a casa 5000 euro al mese e, confrontati agli altri, sembra un’ingiustizia. ma non si vede dove sia l’ingiustizia. L’ingiustizia non è che una persona preparata (e un professore universitario dovrebbe esserlo) porti a casa un discreto stipendio. I problemi sono due. Il primo è che gli ALTRI stipendi in italia sono troppo bassi. Il secondoè, purtroppo, il protezionismo, ci sono infatti troppi professori nelle università italiane (anche al Politecnio carissimi…) che non fanno niente per guadagnarselo. Risolti questi problemi non ci vedo più nulla di male se una persona in gamba guadagna quello che merita. Dopotutto quasi nessuno si lamenta dello stipendio dei medici, il cui livello medio è più basso (il professore universitario ha un certo curriculum di studi, il medico ospedaliero può essere semplicemente un laureato, come un ingegnere da 1200 euro) eppure prende gli stessi 3000-4000 euro e fa tutta la libera professione che vuole. Questo per nulla dire ai medici, è solo un esempio. Si attaccano tutti e tutto ma senza mai andare a vedere di chi sono le colpe. Anche i docenti hanno le loro colpe, come tutti. Ma non si può certo scaricare tutto su di loro. Conosco docenti in gamba che lavorano e meritano, così come medici in gamba, così come ingegneri in gamba. E di questi alcuni guadagnano quello che meritano, ed altri no. Ma conosco anche analoghi che non meritano per nulla, in nessun settore. Certo, a volte sarebbe un bene che l’incapace, il fannullone, il lecchino venissero eliminati. Ma è tutto un altro paio di maniche.

  14. Stefano Grevi says:

    ?

    So per esperienza che alcune aziende private danno dei punti al pubblico in materia di nepotismo e ‘protezione dei fannulloni’.

    Sono quelle che meritano di fallire.

    Cito senza fare nomi esperienze vissute :

    - commerciale incapace di acquisire un contratto benchè la strada era stata a lui preparata e spianata in precedenza : bastava non esagerare con il preventivo.

    - commerciale a cui dovevano essere affiancati DUE consulenti per poter svolgere e il lavoro quotidiano e valutare le opportunità

    - pseudo analista-programmatrice la cui unica vera attività era fare la capetta sparlando con la stagista di tutto il team 6 ore su 8. Pseudo perchè non distingueva il paradigma ad oggetti dalla programmazione procedurale. Non parliamo poi di ottimizzazioni… Ma era gradita ai capi e capetti in ditta. Si sospetta più che gradita a certi maschietti.

    Il risultato delle prime due è che la ditta non è riuscita a riprendersi dopo che l’unico cliente l’ha mollata in mezzo al mare.

    La terza, il turnover del team di sviluppo è stato : 5 persone (alcune delle quali molto valide) cambiate in 2 anni.
    Su 6 persone del team non è male…

  15. omar says:

    Ho notato che si è aperto un forum addrittura sugli stipendi dei prof universitari…. che diamine!!! interessante. e si può commentare liberamente? anche se forse la discussione si è chiusa un pò di tempo fa, comunque resta un problema piuttosto grosso quello dell’università e dell’istruzione in generale in questo paese. guardando al tono generale della discussione vorrei mettere in risalto alcune cose. la discussione viene compressa da un “provocatore” da una parte e il professore e molti studenti dall’altra. quindi fra chi difende il proprio stipendio e la proria attività didattica e dall’altra chi mette il dito su sulle disfunzioni, gli abusi, gli alti stipendi etc. vorrei dire che questa “stategia aziendalista” e senzazionalista di attacco a tutto ciò che è pubblico o semitale, non mira in effetti a raddrizzare gli indubitabili guasti dell’università come della scuola (o sanità se vogliamo), ma semplicemente alla progressiva disintegrazione di tutto ciò che è patrimonio pubblico e collettivo. perchè? la propaganda ormai vincente (lo devo ammettere credo che ormai la partita sia chiusa purtroppo) ripete la litania liberista: nel mercato troverete la concorrenza e magicamente guasti, sprechi e problemi spariranno. Ora in realtà, come quasi sempre nel regno di questo mondo, invece l’obiettivo è quello solito: sull’acqua, sull’energia, sulle materie prime, ma anche sulle risorse immateriali come la conoscenza, bisogna che la moltitudine venga spremuta a vantaggi di pochi gruppi economici di potere, bisogna che piano piano si passi da un regime di accesso pubblico a un regime di accesso privato a pagamento…. per chi può. la conoscenza è uno strumento di liberazione come di oppressione, secondo chi può o non può avere l’accesso. la riforma gelmini, sciocchezze a parte, mira a questo, a farne una questione privata. purtroppo anche le riforme della sinistra. bisogna dire (e non è qualunquismo) che ormai non c’è più chi è disposto a difendere un pensiero davvero critico e differente. anche molte persone di sinistra ormai credono che aziendalizzando le cose, queste funzionino meglio. tanto più parlando con la categoria degli ingegneri ci si imbatte in questo tipo di pensiero alla “homo oeconomicus”. va da se che chi difende una prospettiva diferente non è detto che difenda tutta l’università (o tutta la sanità) col suo vergognoso nepotismo, gli isopportabili scambi di favori, allievi, posti che si srotolano da una parte allì’altra della penisola. non bisogna fare l’errore di pensare siccome il cedolino dello stipendio (che non è troppo alto, ne basso) è “pulito”, allora tutto il resto del politecnico o dell’università italiana sia pulito. questo non è reale nè realistico. sappiamo tutti come funzionano certe cose da voltastomaco dell’università, e credo che il sentimento del professore fosse proprio quello di voler affrontare questi problemi in maniera seria, non con una falsa attitudine scandalistica che nasconde ben altri intenti (come le varie riforme, buon ultima la gemini pompata da stampa e televisione). il problema è che quando si pensa all’università, come a qualsiasi altro settore strategico non si può pensarla disgiunta da una analisi complessa e profonda dello stato delle cose. soprattutto agli ingegneri vorrei dire di svegliarsi e leggere anche altro: sociologia, antropologia, filosofia, economia, letteratura (si perchè no?). una volta un ingegnere del vostro politecnico mi disse: “sono gli ingegneri che creano il progresso.” credo che non sia del tutto vero. e inoltre: quale progresso? ci si potrebbe domandare molto attorno a quest’idea. l’attuale sistema di drenaggio, trasformazione e gestione delle risorse e dell’energia produce un impatto umano e ambientale che non si è mai visto dagli albori della storia umana. questo sistema non ne avrà per altri 50 anni così com’è. non sto dicendo 500, sto dicendo 50. e una fede stolida nella tecnologia virtuosa che risolve tutti i problemi (consumo e inquinamento) è pura illusione. nel medioevo credevano in dio. una riflessione su alcuni principi base della fisica a volte può condurre molto lontano lo sgardo…
    se non si parte da una prospettiva di largo respiro per ripensare l’università, si rimene sempre a livello della polemica televisiva scandalistica che “scopre” frodi, stipendi d’oro, ingiustizie proprio nel momento in cui la sua forma (il medium) indifferenzia e riordina seconodo le ideo-logiche del potere.

  16. dado says:

    Interessante… Beh, ma non c’è certo da lamentarsi…
    Un infermiere LAUREATO che lavora 8 ore al giorno e non ha il privilegio di avere un ufficio o cmq di stare seduto a svolgere il proprio lavoro arriva a 1500 euro al mese se va bene… se poi lavori in Unità Operative a rischio, hai anzianità, reperibilità etc. etc. solo allora puoi pensare di raggiungere forse i 2000 euro al mese netti… La situazione stipendi in italia è scandalosa, ma non mi lamenterei certo se fossi un professore…

  17. marcore says:

    Speriamo presto ci sia una vera ripresa dell’economia..solo così potremmo avere tutti un po di soldini per le cose che più ci piacciono..

  18. Pino says:

    Ciao ragazzi, speriamo presto passi questo momento particolare da un punto di vista economico..abbiamo bisogno di guadagnare un po di soldi in più per vivere meglio…

Leave a Reply



Qualche info



View Alfonso Fuggetta's profile on LinkedIn

Archive