Pensavo che questo post di Sergio Maistrello, in cui viene ripresa una discussione che avevamo avuto tempo fa, avrebbe suscitato molte reazioni. Invece vedo che non commenta nessuno. O la cosa viene data per scontata, oppure non capisco.
WiFi cittadine, ci ho ripensato » Sergio Maistrello: “Ho cambiato idea riguardo alle reti civiche cittadine. “

Temo che non si sappia bene cosa dire, sembra vero tutto e il contrario di tutto.
Mi sono letto il post che tu citi (grazie, ottima segnalazione) che rimanda a uno tuo di diversi mesi fa e ci sono molte cose condivisibili ma… c’è qualcosa che non mi convince e non so bene definirla.
E’ vero che il problema non è l’infrastruttura (non è vero che prosciuga le casse di un Comune, con i soldi di una rotonda si fanno fior di infrastrutture! e io misuravo i costi della rete civica ai tempi d’oro in metri di asfalto) ma è altrettanto vero che il problema non è fare questo al posto di quello o questo prima di quello: bisogna fare tutte e due (o tre o quattro o cinque come nel caso del progetto ONDE ) tutte assieme. Bisogna creare l’infrastruttura, informare i cittadini, formare le nuove generazioni, creare spazi di utilizzo virtuoso, educare alla consapevolezza, incoraggiare l’innovazione nelle imprese e nelle scuole del territorio.
Temo che altrimenti non si capiscano le implicazioni dei 10 milioni di utenti Facebook che sono un potenziale di partecipazione mai visto o un’onda di riflusso che li farà diventare una colossale happy hour virtuale.
Hai ragione, bisogna pensarci e bisognerebbe fare.
Io per ora ci sto pensando. Grazie ancora per lo stimolo.
La discussione, che ho purtroppo scoperto solo ora, è molto interessante ma andrebbe, a mio avviso, riportata nell’alveo naturale della distinzione tra strumento e servizio.
Ritengo che le istituzioni, ad ogni livello di competenza da quelle cittadine a quelle statali, dovrebbero concentrarsi sui servizi da fornire. Con la crescita di questi ultimi, intesa in termini di importanza e utilità degli stessi, la richiesta di infrastruttura si farebbe così forte da rendere di fatto inutile un intervento di sostegno perché sarebbero gli stessi operatori ad avere interesse a svilupparla.
Faccio un esempio concreto: dovendo fare degli esami di routine (sangue, urine etc…) sono andato in ospedale, ho fatto il prelievo e al pagamento del ticket ho compilato un modulo nel quale ho richiesto l’avviso via SMS quando pronti. Inoltre mi hanno dato un codice di accesso con il quale, ricevuto l’avviso SMS, ho potuto scaricare gli esiti dal sito dell’ospedale in formato PDF. Risultato: ho potuto visionare gli esiti appena pronti (per inciso prelievo alle 09:30 e esami pronti alle 09:08 del giorno dopo), non ho dovuto recarmi in ospedale e fare code per ritirarli e posso girarli via mail al mio medico curante nonché archiviarli.
Questo tipo di servizi, peraltro di un ospedale pubblico e non di una clincia privata, generano vantaggi talmente evidenti per gli utenti da essere un volano potentissimo per lo sviluppo delle infrastrutture.
La via inversa, invece, che prevede lo sviluppo dell’infrastruttura per invogliare alla creazione di servizi la considero perdente.
[...] interessanti a proposito di WiFi cittadine stanno arrivando dai post (e dai relativi commenti) di Alfonso Fuggetta, Massimo Mantellini e Gigi Tagliapietra. Quest’ultimo, in particolare, richiama suggestioni [...]