“Febbre suina, il contagio dilaga” Dilaga?

On April 26, 2009, in Giornali e blog, by Alfonso Fuggetta

Febbre suina, il contagio dilaga
Allarme Oms: il virus peggiorerà
: “Cresce timore di una epidemia. Caos in Messico: 1.300 infetti. L’Europa: da noi nessun caso. Gli scienziati: «Il virus muterà in forma ancor più pericolosa». Obama: è stato di emergenza. Frattini: non andate in Messico

(Via HomePage – LASTAMPA.it.)

Ma non è possibile! Ma questo è terrorismo psicologico. Io sono ben convinto che bisogna agire con la massima attenzione e tempestività.
Ma non si può scrivere nel titolo “il contagio dilaga” e poi nell’articolo “Nessun caso riscontrato in Europa”.

“Dilaga”? Perchè? Questa sarebbe la spiegazione:

Negli Stati Uniti dieci casi, di lieve intensità, sono stati accertati tra California, Texas e Kansas. A questi casi si aggiungono otto probabili contagi a New York. Il virus intanto è arrivato anche in Nuova Zelanda dove dieci liceali che erano stati in Messico per una settimana sono stati probabilmente contagiati dalla influenza da suini, di cui presentano i sintomi. In Francia sono attualmente due i casi sospetti riscontrati dalle autorità sanitarie transalpine. A Marsiglia le autorità sanitarie hanno resono noto che una donna incinta di ritorno dal Messico è stata sottoposta a test che hanno dato esisti negativi, escludendo ogni rischio di contagio.

Tre i casi sospetti segnalati in Spagna. Si tratta di persone tornate da un viaggio a Città del Messico e che accusano i sintomi dell’influenza. Attualmente sono in osservazione e in isolamento. In Israele un giovane di 26 anni, proveniente dal Messico, è stato ricoverato nell’ospedale di Netanyah a nord di Tel Aviv. L’uomo, rientrato in Israele venerdì, ha una forte influenza e presenta altri sintomi sospetti. In Russia al momento non si segnalano casi sospetti. Il presidente Putin oggi ha firmato un provvedimento urgente per la creazione di una commissione che lavorerà per la prevenzione della diffusione del virus sul territorio russo. Situazione sotto controllo in Italia: il paziente proveniente dal Messico che ieri si è presentato all’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma è risultato negativo ai test virologici per l’influenza da suini.

Dilaga??? E se succederà veramente qualcosa di brutto cosa scriveranno?

12 Responses to ““Febbre suina, il contagio dilaga” Dilaga?”

  1. Alfonso qui sbagli: 1300 casi e la presenza del virus in altre nazioni vicinissime all’europa (la distanza tra milano a new york è do otto ore durante le quali un portatore ancora asintomatico può infettare un numero significativo di altri passegeri) rappresentano un pericolo molto grave.
    Le pandemie influenzali di susseguono nella storia dell’umanità in modo ciclico, la spagnola, malattia del tutto analoga a questa, fece durante la prima guerra più morti della guerra stessa, e da molto tempo i virologi stanno aspettando la nuova pandemia.
    Il problema è anche che il virus, una macchina meravigliosa, nei sui cicli uomo – uomo diventa sempre più aggressivo e trattandosi si una malattia che non uccide, come per esempio ebola, l’ospite in tempi brevi e che si trasmette semplicemente parlando con qualcuno o stringendogli la mano, le cose potrebbero farsi molto serie.
    Meglio un poco più di allarme che una pericolosissima minimizzazione.

    bob

  2. Bob, non stavo commentando le misure delle organizzazioni sanitarie che spero siano quelle adatte al problema.
    Ciò che mi lascia molto perplesso sono certi titoli di giornali fatti per attrarre l’attenzione o suscitare “casi”. Poi leggi i contenuti e trovi situazioni ben diverse.

  3. Visto che è arrivata in USA, in Nuova Zelanda e a Israele e che su 1600 casi abbiamo già superato i cento decessi credo francamente il termine non sia tanto sbagliato.

    bob

    • Ci sono alcuni turisti che sono tornati dal Messico e alcuni sono infetti. I cento decessi sono quasi tutti in Messico. Di molti, leggendo alcuni giornali USA, non si sa bene se sono dovuti a questa influenza o ad altra causa.
      Io non voglio certo “abbassare la guardia”. Per carità, Ma mi pare che ci sia molta informazione un po’ sensazionalistica.

  4. Te ne dò un altro, su Epolis di oggi, un trafiletto in fondo al paginone sulla violenza a Sesto S. Giovanni:

    Violenze sessuali in calo (sottotitolo: Ma a Milano è allarme)
    In città le violenze sessuali sono diminuite tra il 2006-2008: da 526 a 480. Nel 41% dei casi gli autori sono italiani [...]

    Ma allora, sono diminuite? E perché è allarme? Come siamo messi male.

  5. Marcello Semboli says:

    Il peggio è che poi quando non farà notizia non ne parleranno più.
    Quando passò l’allarme aviaria, passò solo sui giornali.
    In realtà siamo sempre in allarme.

  6. Tittiola says:

    Salve a tutti,
    io sto leggendo qua e la articoli riguardanti il problema.
    La cosa che mi crea disagio è il fatto che certi punti non combaciano:
    1) Ad ora le persone decedute sono 150 e solo in Messico, ma non tutte sono morti accertate da febbre suina.
    2) Non si capisce se queste persone sono state curate, non si capisce l’evolvere della malattia i vari stadi e le tempistiche, l’unica cosa che ho letto e che nella paura mi è persino venuto da ridere ( per l’assurdità) è stata la frase letta su repubblica : “Le persone morte hanno età compresa tra i 25 e i 40 anni e senza precedenti di malattie infettive”. Cioè cosa vuol dire??? Non danno notizie sull’epidemologia però sanno la storia del paziente deceduto; creano profonda paura con dati assolutamente poco specifici, cioè vuol dire che chi ha età media e in stato di ottima salute allorà verrà maggiormente colpito? Ma è una cosa impossibile, anziani e bambini si sa che sono sempre più a rischio di contrarre malattie il loro sistema immunitario è sicuramente meno forte di quello di un adulto.
    Sono d’accordo che se la situazione è grave e che occorre creare allarmismo per evtare una reale pandemia, ma come al solito sono in disaccordo su come le persone vengono informate, vengono date notizie che non combaciano e per metà, e non perchè neppure loro sanno di preciso come procede la malattia ma perchè ci vogliono rigirare a loro piacimento.

  7. Ragazzi mentre si minimizza il livello di allerta WHO cresce in modo molto veloce, siamo a 4 su 6, e la sostenibilità è sempre più vicina. Certo oggi siamo più preparati di quanto non fossero i nostri nonni con la spagnola che fece 50 milioni di morti in 2 anni dal 18 al 19 che era anche lei causata da un virus di ceppo H1N1 (http://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola). E’ improbabile che abbia conseguenze simili, ma il problema è molto grave e francamente io trovo nella informazione più minimizzazione che allarmismo.
    I ragionamenti di Tittiola sono piuttosto scorretti dal punto di vista virologico, diventerebbe però noiosissimo addentrarsi nei particolari: la maggiore mortalità di una classe di età media è assolutamente possibile e se fosse confermata sarebbe molto preoccupante, per fortuna è possibile che ci siano casi benigni non segnalati.
    Non dimentichiamo che il passaggio uomo-uomo, molto più frequente qui piuttosto che nella aviaria, potrebbe rendere il virus molto pericoloso.
    Il Corriere ne da una relazione molto ben fatta:
    http://www.corriere.it/salute/09_aprile_25/virus_influenza_suina_messico_1da4bba8-3173-11de-98f0-00144f02aabc.shtml

    bob

    PS Sento ora alla radio che un giornalista di “Libero” ha definito inesistente il rischio SARS, questa si che è idiozia fatta giornalismo!

  8. Alfonso se parlare di montatura giornalistica non è minimizzare allora mi sfugge il senso del termine.
    bob

  9. Giovanni says:

    Se aumenta, “trilaga” ;-P
    Ma 150 morti su 1600 casi è dilagare ?
    Qui l’unica cosa che dilaga è la demenza.
    Ovvio che si verifichi, ovvio che si cerchino cure, ovvio che si dica a tutti di stare attenti. Ma, cazzarola, se si usano questi termini per questi dati si esagera!
    Comunque vedremo come andrà a finire.

    Giovanni

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