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11 Responses to Primo: abolire le province

  1. Tom says:

    Concordo!!! Io sarei addirittura piú estremo se eliminassimo tutte le regioni eccetto quelle a Statuto Speciale?
    Sostituite da assemblee o accordi tra comuni per tutte le questioni che coinvolgono piú territori contigui.
    E’ una provocazione ma forse….

  2. calca says:

    +1, anzi 2 ..

    sarà 2 anni che ne parlo con un amico tra le mure della aule studio ..

    speriamo sia la volta buona!

  3. No, non sono d’accordo. Le Regioni dovrebbero avere funzioni di legislazione e programmazione, non di gestione amministrativa. I Comuni non hanno la dimensione (territoriale — ma spesso anche demografica/economica/organizzativa) per gestire servizi di area in maniera economica ed efficiente. La Provincia resta uno snodo essenziale dell’amministrazione locale; e’ tra l’altro l’unico soggetto che riesce a fare un minimo di politiche del territorio, in un’Italia che non e’ fatta solo di grandi e medie citta’, ma di piccoli e piccolissimi centri che trovano proprio nelle province il riferimento naturale. Penso, p. es. ai piccoli comuni del Piemonte, che non sarebbero certamente rappresentati da Torino o da Novara o da Alessandria, ma che possono esserlo dalle loro province.
    Il problema – se mai – e’ evitare la duplicazione o la sovrapposizione delle competenze e della spesa, evitare la concorrenza idiota tra enti che insistono sullo stesso territorio. Quanto all’idea di sostituire regioni e province con accordi tra comuni, viene evidentemente da chi non ha mai tentato di mettere d’accordo dei comuni… Diverso sarebbe il discorso di pensare alle province come ente che ha rappresentanza di secondo livello (senza un consiglio eletto direttamente, ma con una giunta nominata dai comuni che la compongono, p. es.): servirebbe forse a semplificare il panorama elettorale/politico locale — ma senza toccare la funzione esponenziale dell’ente.
    La proposta di abolire le province ha il merito di essere semplice e di catturare l’occhio. Peccato che non porterebbe risparmi veri e non migliorerebbe affatto l’amministrazione.

  4. Tutti quelli che mi conoscono sanno che sono anni che lo dico. A cosa servono le provincie?

  5. Purtroppo penso che nel nostro Paese, come ho scritto in un mio post, sia impossibile oramai fare cose positive. Anche io sono d’accordo con il chiudere il carrozzone. Ma voi ce li vedete gli assessori che fanno lo sciopero della fame?

  6. A proposito della abolizione delle Province. La necessità della abolizione delle Province dopo la nascita delle Regioni è apparsa chiara fin dai primi momenti e le proposte, anche di autorevoli esponenti politici, sono cominciate decenni fa. Nel tempo la richiesta è stata reiterata sempre più frequentemente in modo trasversale da più settori della società determinando di fatto un largo consenso . Incredibilmente fino ad oggi non vi è stata traccia di proposte concrete. In assenza di iniziativa più qualificate di teorici preposti, per passare dalle parole ai fatti, dal lamento continuo alla proposta, un gruppo di semplici cittadini di cui sono portavoce, notte dopo notte, con il contributo di specialisti e di amici che intendono metterci del proprio per cambiare le cose, ha messo a punto una proposta concreta, con un percorso preciso per arrivare alla Abolizione delle Province. A tal fine è stato pubblicato un blog (www.aboliamoleprovince.it) che Vi prego di visitare per poi diffonderne l’esistenza inserendolo come link ove possibile e pertinente. Ce la possiamo fare. Cordiali saluti. Lorenzo Furlan

  7. Orfeo says:

    Abolire le Province?
    Ma qualcuno si riconosce nelle Regioni?
    Forse gli abitanti del Capoluogo!
    Le Regioni sono enti che emanano norme non necessarie (come se non fossero sufficienti quelle esistenti) e, al 70% del proprio bilancio, servono a gestire il carrozzone della Sanità.
    Per il resto delegano e controllano finanziamenti.
    Ecco, a che servono le Regioni, distanti dai Comuni e dai Cittadini.
    Forse molto meno distanti dai politici.

  8. marco f. says:

    Il problema è che siamo in Italia!
    Le Province sono state identificate come il molock da demolire.
    Perchè?
    Perchè è molto più facile lavarsi la coscienza spuntando l’iceberg piuttosto che mettere le mani dove in effetti gli sprechi non si contano.
    In effetti le Regioni, enti senza storia e lontane dai cittadini, sono l’esempio lampante degli sprechi.
    Consulenze, nomine, contributi e prebende varie non riescono a nascondere un impianto burocratico da far paura al buon Kafka.
    Però sono governate dai cosiddetti “Governatori”: mai termine fu peggio utilizzato di così.
    Chi di voi si è mai recato in Regione?
    A me, prima di cambiar lavoro, mai m’era capitato in 35 anni di vita.

  9. ABOLIAMO LE PROVINCE!

    Il tema dell’abolizione delle province non è nuovo e non può liquidarsi in poche righe (comunque la si pensi). Come ogni riforma istituzionale di rilievo che intacca posizioni di potere consolidate, questa è destinata in ogni caso a far discutere e a dividere tra sostenitori e denigratori.
    Anche se ancora non in grado di assumere una posizione chiara e definitiva in merito (mancandomi sufficienti basi di giudizio), la mia idea è favorevole all’abolizione delle province.
    Perché? Innanzitutto perché la Politica in Italia costa troppo ed occorre iniziare a fare i tagli mirati e le razionalizzazioni dovute. Ovviamente l’abolizione delle province dovrebbe essere solo il primo ed il più clamoroso dei tagli che la Politica si dovrebbe dare (dubito, però, che ciò accada, in quanto le province sono una riserva di poltrone e potere che fa comodo sia alla Destra che alla Sinistra, in specie a quella Sinistra radicale che -esiliata dal Parlamento- non vorrebbe perdere l’ennesima sede di rappresentanza politica!).
    Perché eliminare proprio le province? Perché, dopo la costituzione delle regioni e la riforma del Titolo V della Costituzione, a livello locale le province sono l’ente con minori competenze (poche funzioni ed intermedie tra comuni e regioni) e più inefficiente nel rapporto costi-benefici. Del resto, deve far riflettere che l’Italia è l’unico Paese occidentale (ripeto, l’unico) in cui esistono ben tre livelli di governo territoriale sub-statale (comuni, province e regioni).
    Perché è possibile eliminare le province? Perché, data la natura delle loro competenze, è ipotizzabile prevedere nuovi meccanismi istituzionali (in loro sostituzione) che garantiscano minori costi, maggiore efficienza decisionale e pari rappresentatività dei territori.
    Fra le tante proposte configurabili, mi permetto di proporne una: perché non abolire le province e sostituirle a livello regionale con un nuovo organismo, che potrebbe chiamarsi “Consiglio Regione-Comuni”. Mi spiego meglio: delle competenze attualmente spettanti alle province molte si potrebbero affidare ai Comuni o alle Regioni, le restanti (quelle per l’esercizio delle quali sarebbe insopprimibile un coordinamento specifico con i territori) potrebbero affidarsi ad un Consiglio Regione-Comuni.
    Da chi dovrebbe essere composto tale organismo? Per non moltiplicare i costi istituendo nuove cariche, questo potrebbe essere:
    - composto da due rappresentanti per ogni provincia: i sindaci degli attuali capoluoghi di provincia più un ulteriore indaco per comprensorio provinciale eletto da un’assemblea dei sindaci della rispettiva provincia;
    - e presieduto dall’assessore regionale agli enti locali (che vedrebbe aumentate le proprie funzioni, il proprio ruolo e -nel contempo- la propria responsabilità).
    Un organo unico, quindi, in sostituzione della molteplicità delle province esistenti, dalla composizione snella, con maggiore capacità decisionale e comunque rappresentativo di tutte le istanze provenienti dal territorio.
    Questa, ovviamente, è solo una delle possibile proposte realizzabili: quel che conta è comprendere che “è immaginabile un’Italia senza province!”.
    Abolire le province è un progetto sensato, utile e che può migliore l’efficienza del governo territoriale. Perché si ottenga questo risultato, naturalmente, occorre che la Politica abbia la forza, il coraggio e la competenza di realizzare un progetto chiaro, efficiente e razionale di riforma istituzionale, anche contro i suoi stessi interessi particolari. E’ proprio questo, però, l’obiettivo più difficile da realizzare…

    Gaspare Serra

  10. Cari amici,

    attualmente in Italia vi sono 104 Province (e di altre 26 è stata formalmente richiesta l’istituzione).

    Nel solo 2006, la spesa complessiva delle Province italiane è stata pari a “13 miliardi di euro”: le Province costano ad ogni cittadino circa “1.712 euro” all’anno (importo quasi pari all’intero prelievo delle imposte sui redditi!).

    Dai dati della stessa Unione delle Province Italiane (UPI), risulta che dei bilanci provinciali:
    - ben il “73%” se ne va in spese correnti (per il mantenimento delle Province stesse: personale, affitti, bollette, spese di rappresentanza, auto blu, ecc.)
    - mentre soltanto il “27%” in investimenti (servizi forniti ai cittadini: manutenzione strade, scuole, ecc.).
    Ciò vuol dire che ben “3/4” dei soldi spesi dalle Province servono al mantenimento dello stesso ente!

    Così stando le cose, le province appaiono solo un bel “carrozzone” buono a distribuire posti di lavoro per gli amici degli amici (dei politici)!
    Per questo (ed altri motivi), abbiamo fondato il gruppo-facebook “ABOLIAMO LE PROVINCE !!!”.

    Se vuoi conoscere le nostre PROPOSTE E PROSPETTIVE CONTRO SPRECHI E INEFFICIENZE DELLA “CASTA” DELLA POLITICA, visiona anche tu il manifesto programmatico del gruppo su:
    http://www.facebook.com/photo_search.php?oid=62981451472&view=all#/group.php?gid=62981451472&ref=mf.

  11. [...] Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 1:07 pm Chi mi legge sa che mi sono sempre opposto all'idea (stupida) di sopprimere tout-court le Province. Al di la' dei populismi di bassa [...]

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Alfonso Fuggetta

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Professor, Manager, Blogger

I am a professor at Politecnico di Milano and CEO at CEFRIEL.