Oggi sono andato alla presentazione del programma su cittadinanza digitale portato avanti da Michele Vianello, vicesindaco di Venezia. L’idea è quella di valorizzare gli investimenti fatti dal comune in fibra e infrastrutture digitali per abilitare un nuovo modo di vivere la cittadinanza e di animare la vita sociale e economica della città.
Diverse idee interessanti, sia sul lato servizi veri e propri che sul fronte della partecipazione.
Ci sono diversi aspetti secondo me da discutere: interazione pubblico-privato, modello di business, rapporto tra servizi di trasporto e fornitura di contenuti e servizi. Tra l’altro era presente Sergio Maistrello. Mi spiace essere scappato via perché mi sarebbe piaciuto commentare a caldo con lui alcune di queste cose, visto le discussioni che abbiamo avuto sul suo e mio blog.
Comunque, c’è tanto lavoro da fare e tante idee da approfondire. Ma sicuramente, sono importanti l’apertura e le progettualità che Vianello ha messo in campo. Un segnale positivo.

Ne scriverò più approfonditamente; ci devo pensare un po’ su e sono appena rientrato. Al di là delle discussioni su come fare la rete, a questo punto Venezia la rete ce l’ha, quindi il punto diventa che cosa farne. L’amministrazione comunale ha fatto una scelta costosa e impegnativa, ma ora ha una libertà invidiabile.
Soprattutto, ponendosi in una posizione di vantaggio competitivo, ora può dettare (alcune) regole. Quello che ha detto oggi Vianello mi pare certo ambizioso ma sensato: bene il pilastro della neutralità, bene la chiamata dei fornitori di contenuti/servizi al servizio della città, bene lo stimolo ampio all’innovazione. Vorrei capire meglio la questione del modello di business, ma per ora apprezzo coraggio, competenza, spinta, urgenza e apertura. Nel quadro mi pare che per ora compaiano relativamente poco i cittadini (che evidentemente non sono solo utenti di servizi), ma capisco il disegno strategico di procedere per gradi e farsi presto partner quanti potrebbero remare contro.
Io comunque ne sono uscito entusiasta: è la prima città dove possiamo cominciare a pensare al secondo livello. E mi rassicura che a gestire questa cosa sia qualcuno che capisce la rete e con la rete chiede di confrontarsi.
[...] Alfonso Fuggetta: http://www.alfonsofuggetta.org/?p=5533 [...]
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