Effettivamente, si ;-)

Grazie a DestraLab per la segnalazione.

Quando le università si mettono in gara, il Politecnico di Milano sembra imbattibile. La classifica della qualità degli atenei conferma per il polo milanese il primato ottenuto lo scorso anno, staccando di poco le università di Modena e Reggio Emilia e di Trieste. A spingere in prima posizione il Politecnico, però, è l’aggiunta del nuovo indicatore sul successo occupazionale dei laureati, un terreno su cui gli ex studenti meneghini non conoscono rivali.

via Università: ricerca e occupati premiano i Politecnici – Il Sole 24 ORE.

Il prof. sarà questa volta, giustamente, contento e soddisfatto.

Qui Le pagelle delle università italiane.

via DestraLab


6 Comments

  1. alezzandro said:

    Risultati interessanti, che confermano l’idea “percepita” che il Politecnico è un’università di qualità. Nello specifico, però, non mi convincono i criteri con cui è stata stilata la classifica. Mi sembra difficile confrontare un politecnico (formato, se non sbaglio, da Ingegneria e Architettura), con un ateneo fatto di molte più facoltà. Ingegneria, ad esempio, è una delle facoltà che offre più opportunità lavorative ed è ovvio che un politecnico parte avvantaggiato sul livello occupazionale.

    Fra l’altro, che gli atenei più grandi siano avvantaggiati in questo tipo di classifiche (come suggerito nell’articolo) è tutto da dimostrare, data la complessità esponenziale dei problemi che si trovano ad affrontare (questo, naturalmente, non vuole essere una giustificazione, ma solo un ulteriore dubbio sul metodo adottato).

    13/07/2009
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  2. Osservo, che le due affermazioni sono in contraddizione l’una con l’altra. Il Politecnico ha si solo tre tipi di facoltà (ingegneria, architettura e disegno industriale), ma ha 40.000 studenti e quindi è considerato un ateneo grande.
    In ogni caso, è indubbio che qualunque schema si adotti, presenta dei limiti. Di solito, in questi casi si cerca di combinare diversi indicatori, classifiche e criteri. Da questo punto di vista, in diversi ranking il Poli è sempre nei primissimi posti. Non voglio dire sia il migliore in assoluto, ma certo ci sono molteplici indizi che portano a dire che sia uno dei migliori.

    13/07/2009
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  3. Stefano Grevi said:

    > sul successo occupazionale dei laureati

    Sono convinto che la preparazione del Politecnico non sia un vantaggio dal punto di vista occupazionale solo per i laureati.

    Anche chi non ha terminato gli studi, a mio avviso, ha beneficiato della formazione, anche se nell’ingresso in azienda non ha potuto presentare una Laurea come biglietto da visita.

    13/07/2009
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  4. alezzandro said:

    forse sono in contraddizione o forse, più semplicemente, sono la conferma che il Poli funziona bene comunque lo si giudichi.

    quello che voglio dire è che sono convinto che questa classifica faccia giustizia al Poli, ma penso che, in generale, abbia un valore limitato.
    negli atenei con molte facoltà è più facile trovare discrepanze, anche forti, fra le varie aree e la media diventa meno significativa.

    ps: non pensavo fosse così grande!

    13/07/2009
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  5. Giovanni said:

    Mi sembra abbastanza scontato che un laureato al Poli (a Milano) abbia qualche occasione in più di un laureato a TS (a Trieste).
    Voglio dire: il Poli è una buona università ma il fatto di srtare a Milano fa un certa differenza in termini di occupazione 🙂

    Giovanni – che da Trieste è andato a lavorare a Milano ed ora sta a Lugano

    14/07/2009
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  6. Michela said:

    Giovanni, ma cosa c’entra, scusa? Vuoi dire che chi studia in una citta’ poi deve viverci fino alla fine dei suoi giorni, e prendersela con il sistema se deve spostarsi di 50 km per trovare lavoro? Mi sembra proprio una mentalita’ ristretta. Fosse cosi’, negli USA lavorerebbe forse il 10% della popolazione, e il resto starebbe a spasso. Per altro, anche in diversi paesi europei (vedi Germania), le persone studiano nelle universita’ dove vengono ammessi, indipendentemente da dove vive la loro famiglia. Spostarsi per studiare e trovare lavoro non e’ cosa da eroi.

    14/07/2009
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