Nokia in declino?

On August 30, 2009, in Imprese, Technology, by Alfonso Fuggetta

Il mio commento su Nokia ha suscitato diverse reazioni. Mante ha riportato il mio commento condividendolo. Altri lettori e commentatori hanno dissentito, anche aspramente. Alessandro Longo dice che è un giudizio severo e che Nokia ha perso qualche punto, ma non è in crisi. E comunque, chi la sostituirebbe sarebbe Samsung e non altri come Apple.

Provo a spiegare meglio quello che intendo.

Nokia ha una leadership fortissima sui telefoni cellulari. I cellulari classici, tipo il mio primo Nokia 2110, erano telefoni e niente altro. È diventata leader perché i suoi telefoni erano i migliori.

Poi sono apparsi gli smartphone o “computer-telefono”. I primi (i cellulari classici) numericamente sono ancora moltissimi, ma il valore aggiunto maggiore, specie nell’ottica dell’integrazione dei servizi, viene dagli smartphone. In questo segmento, Nokia vende molto, ma sostanzialmente sulla piattaforma Symbian 60, che è vecchia e obsoleta. Infatti, nel segmento alto e pregiato, gli altri, a cominciare da iPhone, crescono molto di più, soprattutto come valore.

Nokia ha reagito con grande ritardo all’avvento prima di Windows Mobile, poi di Blackberry e ora di iPhone e Android. Ha continuano a fare cellulari puntando sull’hardware quando si capiva da tempo che il vero fattore differenziante sarebbe stato il software.

A quel punto ha iniziato a seguire tante strade secondo me in modo disorganico. Fa Ovi, ma è solo una replica in scala ridotta di Apple Store e iTunes. Fa tanti cellulari di tutti i tipi, ma nessuno che si avvicini alle prestazioni degli smartphone evoluti. Ha fatto vari tipi di tablet tutti piò o meno falliti. Io ho usato un E90 per un po’ di tempo. Bel telefono, ma come smartphone non ha futuro. Ha annunciato Maemo, ma ancora non c’è.

Adesso fa un netbook che non ha nessun fattore differenziante sostanziale rispetto alla concorrenza e forse, secondo lo stesso Longo, costerà due volte rispetto agli Asus o Acer di turno. In più ha annunciato servizi di pagamento mobili, cosa che credo sia più fattibile da un operatore.

Ora, io da Europeo spero che Nokia trovi nuovo slancio e un posizionamento vincente sul mercato. Ovviamente, non mi auguro certo che una delle poche aziende europee in questo settore vada in crisi. Peraltro, già nel 2005 scrivevo sul Sole 24 Ore che l’approccio delle imprese europee di telefonia cellulare le avrebbe portate in crisi. Oggi, Alcatel è sostanzialmente sparita da questo mercato, Ericsson è con Sony ma non si capisce bene come vada.

È rimasta Nokia che è in crisi e in declino non tanto economico, ma strategico. È questo il punto. Più si ridurrà a fare produtti consumer o a replicare l’offerta di altri, più sarà strategicamente debole.


16 Responses to “Nokia in declino?”

  1. alessandro longo says:

    Sulle difficoltà di NOkia siamo d’accordo. Tuttavia, non è vero che i suoi smartphone “per prestazioni” non stanno dietro alla concorrenza. Sono inferiori all’iPHone solo per il touchscreen, che non è tutto e non è per tutti.
    Non è vero che Maemo ancora non c’è. E’ uscito anni fa con Il Nokia internet tablet.
    L’iPHone resta un prodotto di nicchia, lo dicono i numeri, non io. Più pericolosi i Blackberry e Samsung, su quel segmento. Per adesso siamo solo ai primi segnali di smarrimento di Nokia, ma parlare di crisi è davvero una posizione estrema, rispetto a quanto sostengono TUTTI gli esperti del settore internazionali.

    • Dipende da cosa intendi per prestazioni. Come hardware posso essere d’accordo. Ma, ripeto, su Symbian 60 c’è una frazione delle applicazioni e dei servizi che trovi su Windows Mobile o iPhone.

      La crisi, ripeto, è strategica (oltre a qualche scricchiolio sui numeri). Io non vedo una strategia di sviluppo credibile. Samsung è un gigante della consumer electronics. Può permettersi di fare hardware e poi montarci Windows Mobile. Nokia, no.

    • Non stiamo parlando del fatto che Apple sia il leader al mondo, ma della strategia di Nokia.

  2. Luigi says:

    Ciao ragazzi!
    A malincuore, sono d’accordo con l’analisi di Alfonso.
    Sono da tempo un fan dei cellulari Nokia (dopo la love story con Motorola) per la loro solidità, affidabilità e gradevolezza estetica.
    Mi sono fatto prendere poi dalle promesse della Serie N e sono stato un fiero possessore di un N73. A quel tempo un cellulare che faceva foto a 3.2 Mpixel era roba astronomica.
    Ma poi ho avvertito uno stallo…
    Blackberry spopolava negli States e RIM si accaparrava sempre più proseliti (soprattutto VIP), PALM lo seguiva cercando di offrire smartphone email-centered, Samsung e LG in Asia crescevano acquisendo posizione anche in occidente.
    Nokia intanto produceva cellulari a ritmi frenetici, puntando sull’hardware ma poco sul software.
    Vogliamo parlare poi della politica di pricing Nokia? Sembra un dejavu di quanto fatto da Motorola… Ex. Nokia N85 (che possiedo) uscito a oltre 500 euro, acquistato a 399 euro a natale 2008, oggi in offerta presso una famosa catena di informatica a 199 euro…
    Intanto il 2009 ha visto iPhone 3Gs crescere, PALM ha introdotto un cell tutto nuovo con OS ridisegnato da zero, Blackberry punta sullo stile non snaturando la sua natura ci cellulare per le email e poi Android.
    Che Nokia abbia perso tempo e ne abbia subito le conseguenze è innegabile.
    Però sono ottimista…
    La scalata a Symbian ed il lancio dell’N900 (in prenotazione http://shop.nokia.it/nokia-it/product.aspx?sku=6957164) che monta Maemo (OS non sconosciuto del tutto ma sino ad ora rimasto in panchina) promettende un’esperienza internet “as it happens”.
    Da consumatore sono ancora perplesso e fortemente tentato dall’universo iPhone. Quest’ultimo offre un OS studiato nei minimi dettagli, un AppStore che fa dei numeri mai visti ed una community e un glamour un pò fighetto che non guasta!
    Se poi ci aggiungi i colleghi che te lo sbattono in faccia ogni 5 secondo la cosa diventa imbarazzante ;-)
    Nel 2010 lo scenario sarà tosto: iPhone dovrà mantenere la posizione conquistata (come Blackberry e Palm), Android crescerà anche grazie ai cellulari annunciati da Motorola (che dalla propria crisi ancora deve risollevarsi) e chissà cosa stanno preparando anche gli altri produttori (non solo di cellulari, vedi DELL).
    Nokia ha il vantaggio del leader che potrebbe rischiare di perdere se non guarda nella giusta direzione.
    Ora la domanda è? iPhone o non iPhone… questo è il problema!
    Ciao a tutti

  3. Mauro Labate says:

    Non esistono “telefoni” Maemo, ma esistono PDA Maemo.
    Il Nokia N900 ha due predecessori: N800 e Nokia 770. Li ho posseduti tutti e due per un brevissimo periodo prima di stufarmi e venderli: sono PDA con la possibilità di fare tutto ciò che fa uno smartphone, senza però avere la parte “telefono”. In realtà si poteva anche telefonare tramite FRING o altri client skype-like, ma l’assenza della SIM limitava terribilmente le possibilità di connessione in mobilità.

  4. db says:

    Giusto, l’arrivo sul mercato è previsto per ottobre. Il 2 settembre sarà mostrato a Stoccarda al Nokia World.
    Io concordo con Alessandro sui segnali di smarrimento di Nokia, sono evidenti, ma a mio avviso sono solo sintomo della necessità di dover trovare una strada, non che quella strada sia già perduta (non ancora, almeno). Poi, come ho commentato nel post precedente, questo tipo di scelta potrebbe essere visto come una nuova tappa evolutiva del gruppo. Sperando che abbia miglior sorte del MikroMikko: http://www.old-computers.com/museum/computer.asp?c=630

  5. Cissiboy says:

    A mio modestissimo modo di vedere la crisi di Nokia e’ cominciata quando, non so bene perche’, ha pensato di immettere sul mercato un modello di telefono a settimana. L’utente finale che era da sempre abituato ad avere a listino: UN Nokia superbasic, muletto da 50 Euro con batteria eterna e funzioni limtate, UN Nokia S40 un po’ piu’ evoluto, UN nokia serie N, UN Nokia serie E e UN Nokia fuoriserie x quelli col Cayenne..adesso a listino ci saranno minimo 200 modelli che si differenziano pochissimo l’uno dall’altro e tra i quali e’ difficile se non impossibile trovare il killer..come e’ possibile sviluppare quella forma di marketing per passaparola e recensioni che per altri modelli e’ valsa una fortuna quando prendendo 10 utenti nokia a caso molto probabilmente essi avranno 10 cellulari differenti ???

  6. Concordo con Cissiboy qui sopra: troppi modelli sono indice di un qualche tipo di problema strategico.
    Ma ripeto, anche dopo l’analisi dettagliata di Prof. F., sono per Nokia attendista/ottimista.

  7. Pier says:

    maemo è l’OS di nokia del futuro e su questo siamo tutti d’accordo: è in giro dal 2005 per cui viene sviluppato da 4 anni, il punto è che non è conosciuto/non è stato pubblicizzato praticamente per niente fino a questo momento: perché? La spiegazione ufficiale di nokia è che doveva essere portato a maturazione per bene prima di essere buttato nella mischia; al contrario si potrebbe pensare che ci si siano buttati l’anno scorso in quanto era l’unica cosa mezza pronta che avevano in casa in grado di rispondere all’iPhone. La verità starà probabilmente nel mezzo.

    Il fatto che nokia sia stata appannata è anche quello sotto gli occhi di tutti ma da un anno ha questa parte ha puntato le sue fiches in maniera (abbastanza) chiara, non è necessariamente detto che la loro strategia funzioni, però darli per morti mi sembra eccessivo…

    Maemo è l’OS su cui puntano per un’integrazione verticale (telefoni high-end, tablet e forse netbook/notebook, anche se sui form factor più tradizionali è difficile sfondare con linux come dimostrano i return rate dei netbook di MSI) symbian si sposterà sempre di più sulla fascia medio bassa dell’offerta di cellulari, S40 rimarrà nella fascia bassa. Le librerie QT saranno l’ambiente di sviluppo privilegiato con il quale attrarre sviluppatori e di conseguenza innovazione esterna. Sempre tramite le QT i nervizi propri di nokia verranno distribuiti in linea di principio su tutta l’offerta.
    Ovviamente non essendo io il CEO di nokia sono solo congetture basate su quello che vedo e su analisi giornalistiche, ma vedendo le ultime mosse non mi sembra di allontanarmi troppo dalla realtà…

  8. Limo says:

    Io direi che di analisti ne abbiamo già fin troppi, quindi eviterei speculazioni con poco fondamento.

    - iPhone: troppo hype e visibilità sul web devono aver dato alla testa. Nokia è leader mondiale nella vendita di cellulari. Un “poco-percento” di Apple non infastidisce più di tanto. La stessa cosa per i SO: Microsoft è a percentuali bulgare e tutto il parlare dei Leopardi non sposta di una virgola la situazione di mercato. (che non condivido, ma tant’è…)

    - Samsung, produttore di cellulari che insidia Nokia, produce netbook indifferenziati rispetto agli altri produttori. Anche Samsung è in declino? Non credo. Semplicemente si vanno ad occupare tutte le fasce di mercato possibili. Niente di strano.

    - Alternative valide all’AppStore non ce ne sono: OVI è un passo indietro esattamente come RIM, WindowsMobile, Android. Per copiare ci vuole tempo. È Apple che in questo campo è troppo avanti (a chi serve).

  9. Simone Civetta says:

    Sebbene sia innegabile che Nokia stia soffrendo di una crisi di identità, mi chiedo se le difficoltà attuali non siano da attribuire soprattutto a cattive performance a livello commerciale della casa finlandese.

    Trovo infatti che il successo dell’iPhone sia dovuto in gran parte all’abilità di marketing degli uomini di Cupertino. La qualità complessiva del telefono Apple, ovviamente, non si discute ma il device ha venduto benissimo anche anche quando – nelle prime versioni – l’hardware non era all’altezza delle concorrenti e alcune funzionalità software erano state rimosse.
    D’altronde, se il problema fosse unicamente il software, Windows Mobile avrebbe venduto molto di più di quanto ha effettivamente fatto e lo stesso Android, in questi primi mesi, avrebbe dovuto riscuotere più successo [http://www.computerworld.com/s/article/9136119/Android_Windows_Mobile_phone_sales_slower_than_HTC_expected].
    Temo, infatti, che gran parte degli utenti (ma non tutti!) debba ancora capire appieno il valore del software installato sul proprio device e che, attualmente, la scelta del terminale derivi più da fattori legati all’immagine che al valore intrinseco del prodotto.

    E se è pur vero che la strategia del Booklet di Nokia è eccessivamente rischiosa (in termini di immagine), resta da vedere con che formule il prodotto sarà messo in vendita. A differenza di altri netbook, infatti, Nokia potrà contare sulla rete di vendita delle Telco e/o attuare politiche di revenue sharing. E, soprattutto, occorrerà vedere come la casa finlandese saprà fare percepire il valore del proprio prodotto sul mercato.

    Concludo dicendo che, indipendentemente dal successo o dall’insuccesso del proprio Booklet, ciò che veramente conterà per Nokia saranno i risultati nel proprio core business, ovvero i telefoni. E, in questo campo, per quanto visto sia a livello strategico che commerciale, le prospettive non sono per nulla rosee.

  10. gianca says:

    …quando il design non basta e neanche i softwaristi di buona reputazione.

    il vantaggio di nokia si basava su:
    – design
    – power management (se non sbaglio fornito principalmente da STM)

    apparentemente non hanno avuto successo in evolvere:
    – design dell’interfaccia utente
    – sistema operativo

    non vorrei dire stupidate ma se non sbaglio, quando nel 2006 h3g volle anticipare il dvb-h in Italia – sfruttando la coppa del mondo – erano meno flessibili, facevano aspettare più tempo e volevano essere i proprietari del servizio tramite l’apparecchio, non attraverso la SIM.

    Quindi il campione nazionale Finlandese non è riuscito a sfruttare un vantaggio come i softwaristi Finlandesi di buona reputazione che aveva in casa..

    è che per innovare serve cooperazione nelle reti, negli standards, con clienti e partners, un alto livello di comunicazione e una certa cultura organizzativa. è molto difficile.

    …risultato: vanno in India a fare R&D. Dove ci sono le più grosse multinazionali del software e soprattutto tanta, tanta fame di successo.

  11. gianca says:

    …. in effetti è possibile che la strategia sia di puntare sul mobile tv in India.

  12. Pier says:

    ancora sul posizionamento di symbian e sulla strategia di nokia:
    http://blog.symbian.org/2009/09/05/smart-mobile-services-for-the-next-four-billion/

    in particolare l’ultimo periodo sulle applicazioni:

    “As for pricing, here’s something worth bearing in mind. Suppose an app sells for a particular price, P, in a country such as the USA. If the price in India is P/10, there’s a good chance that many more than 10 times as many people will buy it. The opportunities are huge, for developers who are prepared to find them.”

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